I batteri acetici (B.A.) sono microrganismi difficili da isolare e conservare in coltura pura nonostante i moltissimi mezzi di crescita e le condizioni di incubazione impiegate. Il rischio maggiore che si incontra con le procedure convenzionali adottate nello studio di popolazioni microbiche, è quello di isolare non tanto le specie o i ceppi che hanno condotto l’ossidazione, ma quelli più facilmente isolabili anche se numericamente meno importanti. A causa della non-coltivabilità dei B.A. si è reso necessario studiare le popolazioni selvagge degli aceti con l’ausilio di tecniche che non prevedano l’isolamento di questi microrganismi. Una tecnica molecolare coltura-indipendente è risultata essere la PCR-DGGE (Polymerase Chain Reaction - Denaturing Gradient Gel Electophoresis).I risultati ottenuti sono di supporto a due considerazioni, una di interesse più generale che conferma l’utilità della DGGE nello studio delle popolazioni batteriche dell’aceto. L’altra più specifica e da confermare con studi ulteriori, è relativa alle specie di batteri acetici riscontrabili in una ossidazione spontanea; tali specie possono essere in numero molto limitato e, in alcuni casi, addirittura riconducibili ad una sola specie dominante.

Nuove frontiere nello studio dei batteri acetici: la DGGE / DE VERO, Luciana; Gullo, Maria; Solieri, Lisa; Landi, Sara; Giudici, Paolo. - STAMPA. - (2004), pp. 27-36. ((Intervento presentato al convegno I Microrganismi dell’Aceto Balsamico “Anche la tradizione va studiata” tenutosi a Modena nel 11 December 2004.

Nuove frontiere nello studio dei batteri acetici: la DGGE

DE VERO, Luciana;GULLO, Maria;SOLIERI, lisa;LANDI, Sara;GIUDICI, Paolo
2004

Abstract

I batteri acetici (B.A.) sono microrganismi difficili da isolare e conservare in coltura pura nonostante i moltissimi mezzi di crescita e le condizioni di incubazione impiegate. Il rischio maggiore che si incontra con le procedure convenzionali adottate nello studio di popolazioni microbiche, è quello di isolare non tanto le specie o i ceppi che hanno condotto l’ossidazione, ma quelli più facilmente isolabili anche se numericamente meno importanti. A causa della non-coltivabilità dei B.A. si è reso necessario studiare le popolazioni selvagge degli aceti con l’ausilio di tecniche che non prevedano l’isolamento di questi microrganismi. Una tecnica molecolare coltura-indipendente è risultata essere la PCR-DGGE (Polymerase Chain Reaction - Denaturing Gradient Gel Electophoresis).I risultati ottenuti sono di supporto a due considerazioni, una di interesse più generale che conferma l’utilità della DGGE nello studio delle popolazioni batteriche dell’aceto. L’altra più specifica e da confermare con studi ulteriori, è relativa alle specie di batteri acetici riscontrabili in una ossidazione spontanea; tali specie possono essere in numero molto limitato e, in alcuni casi, addirittura riconducibili ad una sola specie dominante.
I Microrganismi dell’Aceto Balsamico “Anche la tradizione va studiata”
Modena
11 December 2004
27
36
DE VERO, Luciana; Gullo, Maria; Solieri, Lisa; Landi, Sara; Giudici, Paolo
Nuove frontiere nello studio dei batteri acetici: la DGGE / DE VERO, Luciana; Gullo, Maria; Solieri, Lisa; Landi, Sara; Giudici, Paolo. - STAMPA. - (2004), pp. 27-36. ((Intervento presentato al convegno I Microrganismi dell’Aceto Balsamico “Anche la tradizione va studiata” tenutosi a Modena nel 11 December 2004.
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