L’Italia può vantare una delle realtà più importanti nel panorama viticolo mondiale sia in termini di superfici che di vino prodotto, con un patrimonio vitivinicolo notevolmente complesso. Delle varietà identificate, oltre un centinaio sono autoctone di consolidata tradizione, già iscritte al registro nazionale delle varietà, e ad esse sono legate le più importanti denominazioni di origine. Ogni anno l’elenco di queste cultivar è destinato ad aumentare anche grazie al contributo della ricerca scientifica che ne svela di nuove. Ad arricchire, il già vasto patrimonio viticolo italiano, contribuiscono anche vitigni identificati, raccolti e presenti in collezioni, ma non adeguatamente descritti a cui se ne aggiungono altri presenti in vigneti in stato di abbandono e, pertanto, a rischio di scomparsa. In questo scenario, l’Emilia Romagna occupa un posto di rilievo contando molte varietà autoctone ed alloctone. A considerazione di quanto appena detto e a tutela del vasto patrimonio viticolo in Italia e, in particolar modo, in Emilia Romagna si rende utile, e alla stessa maniera necessario, lo sviluppo di un percorso di ricerca finalizzato ad approfondire le conoscenze dei vitigni mediante una approfondita caratterizzazione morfologica, fenologica, metabolica, bio-molecolare e tecnologica dei vitigni delle regioni Emilia Romagna. In questo contesto, il progetto di ricerca avviato è finalizzato alla realizzazione di uno screening della biodiversità viticola emiliana e alla sua valorizzazione tramite la caratterizzazione dei parametri chimici delle uve al fine di produrre vini di qualità elevata. La conoscenza delle caratteristiche sensoriali e delle possibilità di un loro miglioramento e la valorizzazione delle proprietà nutraceutiche, oltre ad esser valori positivi di per loro, possono contribuire alla valorizzazione dei vitigni in oggetto, fornendo un contributo sostanziale alla tutela della biodiversità viticola locale. Il lavoro di ricerca, tuttora in corso, prende in esame oltre cinquanta varietà locali delle province di Reggio Emilia e Modena, la cui autoctonia viene saggiata tramite caratterizzazioni ampelografiche e ampelometriche e tramite fingerprint molecolare (analisi di 9 loci microssatellite) e completata tramite lo studio del profilo polifenolico ed aromatico e la descrizione delle prestazioni viticolturali e di composizione dell’acino. La prima parte della ricerca si è focalizzata sull’osservazione dei principali descrittori di acino e grappolo e sull’analisi chimico-fisica dell’uva per fornire le informazioni essenziali alla determinazione delle potenzialità di vinificazione delle varietà e dei fattori che possono influenzare e condizionare il processo di vinificazione. I risultati evidenziano differenze tra i vitigni studiati per caratteri morfologici e profilo chimico – fisico, consentendo di implementare le conoscenze dei vitigni autoctoni emiliani. La ricerca sottolinea inoltre la necessità di tutelare le risorse genetiche analizzate non solo come patrimonio culturale caratterizzante il territorio di provenienza e origine, ma anche per il valore salutistico dei prodotti ottenibili (non solo vino, ma anche succhi) ed estraibili e delle qualità enologiche tali da incentivarne la coltivazione allontanando il rischio di erosione e scomparsa.

INDAGINE CHIMICO FISICA DELL’UVA PER LA VALORIZZAZIONE E CONSERVAZIONE DEI VITIGNI AUTOCTONI DELL'EMILIA ROMAGNA / Masino, Francesca; Antonelli, Andrea; Imazio, Serena Anna; Matrella, Valentina; Montevecchi, Giuseppe; Sgarbi, Elisabetta; G., Vasile; Bignami, Cristina. - ELETTRONICO. - (2012), pp. 40-40.

INDAGINE CHIMICO FISICA DELL’UVA PER LA VALORIZZAZIONE E CONSERVAZIONE DEI VITIGNI AUTOCTONI DELL'EMILIA ROMAGNA

MASINO, Francesca;ANTONELLI, Andrea;IMAZIO, Serena Anna;MATRELLA, VALENTINA;MONTEVECCHI, Giuseppe;SGARBI, Elisabetta;BIGNAMI, Cristina
2012

Abstract

L’Italia può vantare una delle realtà più importanti nel panorama viticolo mondiale sia in termini di superfici che di vino prodotto, con un patrimonio vitivinicolo notevolmente complesso. Delle varietà identificate, oltre un centinaio sono autoctone di consolidata tradizione, già iscritte al registro nazionale delle varietà, e ad esse sono legate le più importanti denominazioni di origine. Ogni anno l’elenco di queste cultivar è destinato ad aumentare anche grazie al contributo della ricerca scientifica che ne svela di nuove. Ad arricchire, il già vasto patrimonio viticolo italiano, contribuiscono anche vitigni identificati, raccolti e presenti in collezioni, ma non adeguatamente descritti a cui se ne aggiungono altri presenti in vigneti in stato di abbandono e, pertanto, a rischio di scomparsa. In questo scenario, l’Emilia Romagna occupa un posto di rilievo contando molte varietà autoctone ed alloctone. A considerazione di quanto appena detto e a tutela del vasto patrimonio viticolo in Italia e, in particolar modo, in Emilia Romagna si rende utile, e alla stessa maniera necessario, lo sviluppo di un percorso di ricerca finalizzato ad approfondire le conoscenze dei vitigni mediante una approfondita caratterizzazione morfologica, fenologica, metabolica, bio-molecolare e tecnologica dei vitigni delle regioni Emilia Romagna. In questo contesto, il progetto di ricerca avviato è finalizzato alla realizzazione di uno screening della biodiversità viticola emiliana e alla sua valorizzazione tramite la caratterizzazione dei parametri chimici delle uve al fine di produrre vini di qualità elevata. La conoscenza delle caratteristiche sensoriali e delle possibilità di un loro miglioramento e la valorizzazione delle proprietà nutraceutiche, oltre ad esser valori positivi di per loro, possono contribuire alla valorizzazione dei vitigni in oggetto, fornendo un contributo sostanziale alla tutela della biodiversità viticola locale. Il lavoro di ricerca, tuttora in corso, prende in esame oltre cinquanta varietà locali delle province di Reggio Emilia e Modena, la cui autoctonia viene saggiata tramite caratterizzazioni ampelografiche e ampelometriche e tramite fingerprint molecolare (analisi di 9 loci microssatellite) e completata tramite lo studio del profilo polifenolico ed aromatico e la descrizione delle prestazioni viticolturali e di composizione dell’acino. La prima parte della ricerca si è focalizzata sull’osservazione dei principali descrittori di acino e grappolo e sull’analisi chimico-fisica dell’uva per fornire le informazioni essenziali alla determinazione delle potenzialità di vinificazione delle varietà e dei fattori che possono influenzare e condizionare il processo di vinificazione. I risultati evidenziano differenze tra i vitigni studiati per caratteri morfologici e profilo chimico – fisico, consentendo di implementare le conoscenze dei vitigni autoctoni emiliani. La ricerca sottolinea inoltre la necessità di tutelare le risorse genetiche analizzate non solo come patrimonio culturale caratterizzante il territorio di provenienza e origine, ma anche per il valore salutistico dei prodotti ottenibili (non solo vino, ma anche succhi) ed estraibili e delle qualità enologiche tali da incentivarne la coltivazione allontanando il rischio di erosione e scomparsa.
Istituto Agronomico Mediterraneo di Bari
5-7 settembre 2012
Masino, Francesca; Antonelli, Andrea; Imazio, Serena Anna; Matrella, Valentina; Montevecchi, Giuseppe; Sgarbi, Elisabetta; G., Vasile; Bignami, Cristina
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