La presenza sempre più diffusa di gruppi multiculturali in ambienti scolastici ed extrascolastici ha messo insegnanti ed educatori italiani di fronte a un problema già affrontato in altri paesi prima che nel nostro: la diversità delle etnie, delle lingue, delle culture di bambini, adolescenti, giovani, adulti ed anziani. Ad un primo sguardo superficiale può sembrare che l’unico problema sia quello linguistico. L’insufficiente conoscenza della lingua è, ovviamente, un problema, soprattutto a scuola, perché senza l’inserimento linguistico è difficile l’interazione con i compagni e con l’insegnante. Da parecchi anni, si attuano programmi e progetti riguardanti l’insegnamento dell’italiano come seconda lingua ; da qualche tempo si pubblicano libri con attività facilitanti e testi ad alta comprensibilità riguardanti varie discipline ; più in generale si affronta il tema della multicultura con l’organizzazione di feste ed eventi, nei quali, partendo dal cibo, dalle musiche, dalle danze, si cerca di favorire lo sviluppo di un dialogo interculturale tra le diverse comunità. Tutto questo è molto importante, ma tocca solo in modo limitato la comparazione consapevole di idee, valori, culture differenti, la ricerca di punti di contatto, la capacità di decentramento dalla propria cultura per andare incontro, con spirito libero, curioso ed accogliente, ad altre culture e ad altri modi di costruzione della conoscenza. Raramente, almeno in Italia, si considera il tema della diversità culturale come una risorsa per la classe. Quasi mai, almeno in Italia, si prende in esame la concezione di scuola in altre culture per interrogarsi sul senso dell’istruzione nel paese da cui proviene un nuovo compagno di classe. Quasi mai, almeno in Italia, si riflette sui modelli di apprendimento e sugli schemi di insegnamento che il nuovo compagno ha già esperito nel paese d’origine o che, comunque, fanno parte delle attese della sua famiglia. Si dà per scontato che, sul piano del metodo, le discipline siano insegnate nello stesso modo in tutti i paesi. Qualche dubbio può venire per la storia, la geografia, l’arte, la musica, ma si ritiene che lo schema d’insegnamento delle discipline dell’area scientifica sia lo stesso ovunque. In realtà il curricolo (e in particolare il curricolo di matematica) è costruito a partire da una struttura profonda che integra in modo olistico i presupposti di un gruppo culturale sulla natura dell’essere umano, della società, dei processi di apprendimento, del linguaggio, dei significati, dello sviluppo, della libertà, dell’autorità ed altro ancora. Non c’è da stupirsi, quindi, che tra le diverse cause di spaesamento dei bambini e degli adolescenti giunti nel nostro paese ci sia anche la differenza del modello di scuola, tanto più grande quanto più è lontana dalla nostra la sua cultura d’origine. In questo capitolo, darò alcuni esempi di queste differenze, traendole da materiali scolastici (libri e quaderni) cinesi: la Cina è assunta come caso paradigmatico, per la grande distanza (non solo geografica) dalla nostra cultura. La differenza che emerge può indurre riflessioni sul nostro modello di scuola, da un lato, e su possibili buone pratiche di integrazione, dall’altro.

Culture lontane come risorsa: la Cina / Bartolini, Maria Giuseppina. - STAMPA. - (2011), pp. 279-297.

Culture lontane come risorsa: la Cina

BARTOLINI, Maria Giuseppina
2011

Abstract

La presenza sempre più diffusa di gruppi multiculturali in ambienti scolastici ed extrascolastici ha messo insegnanti ed educatori italiani di fronte a un problema già affrontato in altri paesi prima che nel nostro: la diversità delle etnie, delle lingue, delle culture di bambini, adolescenti, giovani, adulti ed anziani. Ad un primo sguardo superficiale può sembrare che l’unico problema sia quello linguistico. L’insufficiente conoscenza della lingua è, ovviamente, un problema, soprattutto a scuola, perché senza l’inserimento linguistico è difficile l’interazione con i compagni e con l’insegnante. Da parecchi anni, si attuano programmi e progetti riguardanti l’insegnamento dell’italiano come seconda lingua ; da qualche tempo si pubblicano libri con attività facilitanti e testi ad alta comprensibilità riguardanti varie discipline ; più in generale si affronta il tema della multicultura con l’organizzazione di feste ed eventi, nei quali, partendo dal cibo, dalle musiche, dalle danze, si cerca di favorire lo sviluppo di un dialogo interculturale tra le diverse comunità. Tutto questo è molto importante, ma tocca solo in modo limitato la comparazione consapevole di idee, valori, culture differenti, la ricerca di punti di contatto, la capacità di decentramento dalla propria cultura per andare incontro, con spirito libero, curioso ed accogliente, ad altre culture e ad altri modi di costruzione della conoscenza. Raramente, almeno in Italia, si considera il tema della diversità culturale come una risorsa per la classe. Quasi mai, almeno in Italia, si prende in esame la concezione di scuola in altre culture per interrogarsi sul senso dell’istruzione nel paese da cui proviene un nuovo compagno di classe. Quasi mai, almeno in Italia, si riflette sui modelli di apprendimento e sugli schemi di insegnamento che il nuovo compagno ha già esperito nel paese d’origine o che, comunque, fanno parte delle attese della sua famiglia. Si dà per scontato che, sul piano del metodo, le discipline siano insegnate nello stesso modo in tutti i paesi. Qualche dubbio può venire per la storia, la geografia, l’arte, la musica, ma si ritiene che lo schema d’insegnamento delle discipline dell’area scientifica sia lo stesso ovunque. In realtà il curricolo (e in particolare il curricolo di matematica) è costruito a partire da una struttura profonda che integra in modo olistico i presupposti di un gruppo culturale sulla natura dell’essere umano, della società, dei processi di apprendimento, del linguaggio, dei significati, dello sviluppo, della libertà, dell’autorità ed altro ancora. Non c’è da stupirsi, quindi, che tra le diverse cause di spaesamento dei bambini e degli adolescenti giunti nel nostro paese ci sia anche la differenza del modello di scuola, tanto più grande quanto più è lontana dalla nostra la sua cultura d’origine. In questo capitolo, darò alcuni esempi di queste differenze, traendole da materiali scolastici (libri e quaderni) cinesi: la Cina è assunta come caso paradigmatico, per la grande distanza (non solo geografica) dalla nostra cultura. La differenza che emerge può indurre riflessioni sul nostro modello di scuola, da un lato, e su possibili buone pratiche di integrazione, dall’altro.
Culture migranti. Luoghi fisici e mentali d'incontro.
9788861377363
Erickson
ITALIA
Culture lontane come risorsa: la Cina / Bartolini, Maria Giuseppina. - STAMPA. - (2011), pp. 279-297.
Bartolini, Maria Giuseppina
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11380/646636
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