L’OSCE è stato ideato nel 1975 da Ronald Harden, dell’Università scozzese di Dundee, per valutare le abilità cliniche e le competenze di fine anno degli studenti medici (Harden e al. 1975).Prima di esso il principale modo di valutare le competenze pratiche degli studenti medici era di osservarli in un esame clinico con un piccolo numeri di pazienti reali.Questo inevitabilmente coinvolgeva differenti accertatori e differenti pazienti e testava solo un piccolo range di competenze dei discenti.Harden e collegi (1975) sentivano questo processo molto soggettivo, con rischi di bias di accertamento, nella affidabilità e validità. L’OSCE fu disegnato per raggiungere questo risultato.Nel corso degli anni numerosi studi effettuati in molti paesi hanno confermato l’oggettività, la validità e l’affidabilità di questo metodo nel valutare la competenza clinica degli studenti del corso di laurea in medicina (Chiantor e al. 2007). Con versioni modificate si è poi diffuso in altre professioni sanitarie inclusa la radiologia, la fisioterapia e l’infermieristica (Mcknight e al 1987; Ross e al. 1988 e Alinier 2003). I primi a documentarne l’uso per la formazione infermieristica furono Ross e colleghi dell’Università di McMaster dimostrando la sua efficacia anche per la valutazione delle abilità cliniche degli studenti infermieri.In Italia sono pochi gli studi pubblicati che ne sperimentano l’uso, ad esempio Matarese e al. (1999), Bulfone e al. (2006) e Chiantor e al. (2007), ma maggiori le realtà formative infermieristiche universitarie che lo adottano, ad esempio l’Università di Torino, Udine, Roma Campus Biomedico, Verona e Modena, solo per elencarne alcune.L’objective structured clinical examination si compone di un insieme di prove, chiamate STAZIONI, che lo studente deve affrontare una dopo l’altra. Il numero delle prove ed il loro contenuto è scelto in funzione degli obiettivi che hanno caratterizzato il programma di quel laboratorio clinico. Con questo metodo possono essere valutate in uno stesso esame più competenze cliniche, ad esempio di base e specialistiche, cognitive, tecniche, relazionali ed organizzative, riferite a qualunque contesto (chirurgia, area critica, comunità, formazione, organizzazione, etc...), ad un anno di corso, un corso integrato, al termine di una esperienza di laboratorio didattico o come prova finale del percorso formativo (abilitazione alla professione) (Chiantor e al. 2007).I contenuti da valutare vanno scelti tra quelli per i quali lo studente è stato preparato in modo SICURO, ESPLICITO e in un TEMPO ADEGUATO e le COMPETENZE devono essere ESEMPLARI, ESSENZIALI e IRRINUNCIABILI per l’esercizio professionale (Saiani e Brugnolli).In ogni stazione lo studente deve affrontare un compito prefissato, corrispondente ad una competenza clinica specifica, rispondendo a un gruppo di domande per iscritto o oralmente o mettendo in atto direttamente dei comportamenti. Il compito è standardizzato per durata, contenuti, sequenza, modalità, criteri di valutazione per tutti gli studenti (Chiantor e al. 2007).Il numero delle stazioni è in un funzione delle competenze che si vogliono valutare e della loro complessità e in letteratura varia da un minimo di una dove lo studente infermiere assiste in maniera globale un paziente simulato, ad un numero massimo di 15-20.Le stazioni possono essere collegate tra loro ed essere sequenziali o indipendenti.Il tempo attribuito ad ogni stazione in letteratura va da un minimo di 4 ad un massimo di settanta minuti, ma mediamente si aggira tra gli 8 e i 10 minuti. Il tempo a disposizione dello studente è prestabilito e limitato, prendendo spunto dal fatto che nelle situazioni reali il tempo è sempre limitato.Per valutare l’esecuzione di una specifica prova viene stabilita in anticipo quale è la prestazione attesa ottimale e sulla base di questa sono costruiti gli strumenti di valutazione, sotto forma, ad esempio di liste di controllo, o griglie di valutazione o altro, in modo da garantirne l’obiettività (Chiantor e al. 2007).Per svolgere nel miglior modo possibile la loro funzione gli esaminatori/i tutor dovrebbero ricevere istruzioni sulla conduzione dell’esame e sul loro ruolo, in modo che conoscano nel dettaglio modalità e procedure di giudizio.Secondo la Revisione di Bartfay e al. (2004) l’OSCE è il “GOLD STANDARD” delle metodologie di valutazione per la formazione delle professioni sanitarie.Certamente l’OSCE richiede un rilevante impegno per la preparazione delle stazioni, dei contenuti e delle griglie di valutazione, così come, per l’esecuzione dell’esame stesso, ma rappresenta una modalità di valutazione pre-clinica delle competenze possedute dallo studente oggettiva, coerente e congruente.

L'objective structured clinical examination (OSCE), un approccio per la valutazione della competenza dello studente nel Corso di Laurea in Infermieristica / Ferri, Paola; TUTORS CORSO DI LAUREA IN INFERMIERISTICA DI, Modena. - In: NOTIZIE DAL COLLEGIO. - STAMPA. - 25:(2009), pp. 12-14.

L'objective structured clinical examination (OSCE), un approccio per la valutazione della competenza dello studente nel Corso di Laurea in Infermieristica

FERRI, Paola;
2009

Abstract

L’OSCE è stato ideato nel 1975 da Ronald Harden, dell’Università scozzese di Dundee, per valutare le abilità cliniche e le competenze di fine anno degli studenti medici (Harden e al. 1975).Prima di esso il principale modo di valutare le competenze pratiche degli studenti medici era di osservarli in un esame clinico con un piccolo numeri di pazienti reali.Questo inevitabilmente coinvolgeva differenti accertatori e differenti pazienti e testava solo un piccolo range di competenze dei discenti.Harden e collegi (1975) sentivano questo processo molto soggettivo, con rischi di bias di accertamento, nella affidabilità e validità. L’OSCE fu disegnato per raggiungere questo risultato.Nel corso degli anni numerosi studi effettuati in molti paesi hanno confermato l’oggettività, la validità e l’affidabilità di questo metodo nel valutare la competenza clinica degli studenti del corso di laurea in medicina (Chiantor e al. 2007). Con versioni modificate si è poi diffuso in altre professioni sanitarie inclusa la radiologia, la fisioterapia e l’infermieristica (Mcknight e al 1987; Ross e al. 1988 e Alinier 2003). I primi a documentarne l’uso per la formazione infermieristica furono Ross e colleghi dell’Università di McMaster dimostrando la sua efficacia anche per la valutazione delle abilità cliniche degli studenti infermieri.In Italia sono pochi gli studi pubblicati che ne sperimentano l’uso, ad esempio Matarese e al. (1999), Bulfone e al. (2006) e Chiantor e al. (2007), ma maggiori le realtà formative infermieristiche universitarie che lo adottano, ad esempio l’Università di Torino, Udine, Roma Campus Biomedico, Verona e Modena, solo per elencarne alcune.L’objective structured clinical examination si compone di un insieme di prove, chiamate STAZIONI, che lo studente deve affrontare una dopo l’altra. Il numero delle prove ed il loro contenuto è scelto in funzione degli obiettivi che hanno caratterizzato il programma di quel laboratorio clinico. Con questo metodo possono essere valutate in uno stesso esame più competenze cliniche, ad esempio di base e specialistiche, cognitive, tecniche, relazionali ed organizzative, riferite a qualunque contesto (chirurgia, area critica, comunità, formazione, organizzazione, etc...), ad un anno di corso, un corso integrato, al termine di una esperienza di laboratorio didattico o come prova finale del percorso formativo (abilitazione alla professione) (Chiantor e al. 2007).I contenuti da valutare vanno scelti tra quelli per i quali lo studente è stato preparato in modo SICURO, ESPLICITO e in un TEMPO ADEGUATO e le COMPETENZE devono essere ESEMPLARI, ESSENZIALI e IRRINUNCIABILI per l’esercizio professionale (Saiani e Brugnolli).In ogni stazione lo studente deve affrontare un compito prefissato, corrispondente ad una competenza clinica specifica, rispondendo a un gruppo di domande per iscritto o oralmente o mettendo in atto direttamente dei comportamenti. Il compito è standardizzato per durata, contenuti, sequenza, modalità, criteri di valutazione per tutti gli studenti (Chiantor e al. 2007).Il numero delle stazioni è in un funzione delle competenze che si vogliono valutare e della loro complessità e in letteratura varia da un minimo di una dove lo studente infermiere assiste in maniera globale un paziente simulato, ad un numero massimo di 15-20.Le stazioni possono essere collegate tra loro ed essere sequenziali o indipendenti.Il tempo attribuito ad ogni stazione in letteratura va da un minimo di 4 ad un massimo di settanta minuti, ma mediamente si aggira tra gli 8 e i 10 minuti. Il tempo a disposizione dello studente è prestabilito e limitato, prendendo spunto dal fatto che nelle situazioni reali il tempo è sempre limitato.Per valutare l’esecuzione di una specifica prova viene stabilita in anticipo quale è la prestazione attesa ottimale e sulla base di questa sono costruiti gli strumenti di valutazione, sotto forma, ad esempio di liste di controllo, o griglie di valutazione o altro, in modo da garantirne l’obiettività (Chiantor e al. 2007).Per svolgere nel miglior modo possibile la loro funzione gli esaminatori/i tutor dovrebbero ricevere istruzioni sulla conduzione dell’esame e sul loro ruolo, in modo che conoscano nel dettaglio modalità e procedure di giudizio.Secondo la Revisione di Bartfay e al. (2004) l’OSCE è il “GOLD STANDARD” delle metodologie di valutazione per la formazione delle professioni sanitarie.Certamente l’OSCE richiede un rilevante impegno per la preparazione delle stazioni, dei contenuti e delle griglie di valutazione, così come, per l’esecuzione dell’esame stesso, ma rappresenta una modalità di valutazione pre-clinica delle competenze possedute dallo studente oggettiva, coerente e congruente.
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L'objective structured clinical examination (OSCE), un approccio per la valutazione della competenza dello studente nel Corso di Laurea in Infermieristica / Ferri, Paola; TUTORS CORSO DI LAUREA IN INFERMIERISTICA DI, Modena. - In: NOTIZIE DAL COLLEGIO. - STAMPA. - 25:(2009), pp. 12-14.
Ferri, Paola; TUTORS CORSO DI LAUREA IN INFERMIERISTICA DI, Modena
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