In tema di comunicazione persuasiva, le ricerche empiriche nel quadro delle teorie oggi più accreditate (Petty e Cacioppo, 1986; Chaiken, 1981; Kruglanski, Thompson e Spiegel, in press) hanno spesso privilegiato l'aspetto cognitivo, prestando meno attenzione a fattori squisitamente sociali (per esempio, le appartenenze sociali dei partners della comunicazione, le relazioni asimmetriche fra i gruppi sociali). Ci sono eccezioni a questa affermazione. Alcune ricerche (Mackie, Worth e Asuncion, 1990; Mackie, Gastardo-Conaco e Skelly, 1992), hanno evidenziato come l’appartenenza sociale della fonte della comunicazione rispetto ai riceventi concorra ad influenzare il livello di approfondimento della elaborazione cognitiva dei contenuti. Dalle ricerche sulle comunicazioni di massa, soprattutto di stampo sociologico, d'altra parte, giungono alcune suggestioni in questo senso: viene spesso sottolineato, infatti, il ruolo del gruppo sociale (famiglia, gruppo dei pari, scuola) nel mitigare gli effetti antisociali dei media nei confronti degli adolescenti. In questi gruppi si renderebbero disponibili modelli valoriali alternativi a quelli proposti in TV (Losito, 1995) e si creerebbero le occasioni per un confronto critico dei contenuti mediali (Greenfield, 1984).In linea con questa concezione in questo lavoro si ipotizza che l’esposizione in gruppo (vs individualmente) ad una comunicazione persuasiva televisiva favorisca una maggiore elaborazione dei contenuti veicolati e quindi una maggiore resistenza al cambiamento degli atteggiamenti. L’esposizione di gruppo infatti dovrebbe favorire la rielaborazione collettiva di contenuti e di argomentazioni che si rendono disponibili grazie al confronto fra i soggetti. Viene presentato un esperimento al quale hanno preso parte 120 soggetti casualmente ripartiti fra 8 condizioni sperimentali derivanti dall’incrocio di 3 variabili indipendenti a 2 modalità. Tali variabili sono:-livello di coinvolgimento nella tematica proposta dalla comunicazione persuasiva: alto vs basso-condizioni di esposizione alla comunicazione persuasiva: individuale vs di gruppo-discussione sul tema: spontanea vs indotta.I risultati mostrano che la condizione di esposizione, in gruppo vs individuale, al filmato influisce sia sulla ricezione del messaggio (comprensione + ricordo) sia sulla estensione della lista dei pensieri. Coerentemente con la nostra ipotesi, i soggetti che si trovano in gruppo elaborano in maniera più approfondita i contenuti della comunicazione. I tre fattori considerati (livello di coinvolgimento nella tematica, induzione o meno della discussione/riflessione dei contenuti, condizioni di esposizione) risultano equivalenti funzionali rispetto alla elaborazione cognitiva. Per quanto riguarda il cambiamento, i risultati mostrano una interazione di terzo livello fra i fattori considerati dovuti soprattutto alla maggiore resistenza al cambiamento dei soggetti esposti in gruppo, a basso coinvolgimento e che hanno discusso spontaneamente i contenuti della comunicazione a cui sono stati esposti.

Individui e gruppi di fronte alla comunicazione persuasiva / Cavazza, Nicoletta; Covizzi, C.. - In: GIORNALE ITALIANO DI PSICOLOGIA. - ISSN 0390-5349. - STAMPA. - 2:(2001), pp. 299-320.

Individui e gruppi di fronte alla comunicazione persuasiva

CAVAZZA, Nicoletta;
2001

Abstract

In tema di comunicazione persuasiva, le ricerche empiriche nel quadro delle teorie oggi più accreditate (Petty e Cacioppo, 1986; Chaiken, 1981; Kruglanski, Thompson e Spiegel, in press) hanno spesso privilegiato l'aspetto cognitivo, prestando meno attenzione a fattori squisitamente sociali (per esempio, le appartenenze sociali dei partners della comunicazione, le relazioni asimmetriche fra i gruppi sociali). Ci sono eccezioni a questa affermazione. Alcune ricerche (Mackie, Worth e Asuncion, 1990; Mackie, Gastardo-Conaco e Skelly, 1992), hanno evidenziato come l’appartenenza sociale della fonte della comunicazione rispetto ai riceventi concorra ad influenzare il livello di approfondimento della elaborazione cognitiva dei contenuti. Dalle ricerche sulle comunicazioni di massa, soprattutto di stampo sociologico, d'altra parte, giungono alcune suggestioni in questo senso: viene spesso sottolineato, infatti, il ruolo del gruppo sociale (famiglia, gruppo dei pari, scuola) nel mitigare gli effetti antisociali dei media nei confronti degli adolescenti. In questi gruppi si renderebbero disponibili modelli valoriali alternativi a quelli proposti in TV (Losito, 1995) e si creerebbero le occasioni per un confronto critico dei contenuti mediali (Greenfield, 1984).In linea con questa concezione in questo lavoro si ipotizza che l’esposizione in gruppo (vs individualmente) ad una comunicazione persuasiva televisiva favorisca una maggiore elaborazione dei contenuti veicolati e quindi una maggiore resistenza al cambiamento degli atteggiamenti. L’esposizione di gruppo infatti dovrebbe favorire la rielaborazione collettiva di contenuti e di argomentazioni che si rendono disponibili grazie al confronto fra i soggetti. Viene presentato un esperimento al quale hanno preso parte 120 soggetti casualmente ripartiti fra 8 condizioni sperimentali derivanti dall’incrocio di 3 variabili indipendenti a 2 modalità. Tali variabili sono:-livello di coinvolgimento nella tematica proposta dalla comunicazione persuasiva: alto vs basso-condizioni di esposizione alla comunicazione persuasiva: individuale vs di gruppo-discussione sul tema: spontanea vs indotta.I risultati mostrano che la condizione di esposizione, in gruppo vs individuale, al filmato influisce sia sulla ricezione del messaggio (comprensione + ricordo) sia sulla estensione della lista dei pensieri. Coerentemente con la nostra ipotesi, i soggetti che si trovano in gruppo elaborano in maniera più approfondita i contenuti della comunicazione. I tre fattori considerati (livello di coinvolgimento nella tematica, induzione o meno della discussione/riflessione dei contenuti, condizioni di esposizione) risultano equivalenti funzionali rispetto alla elaborazione cognitiva. Per quanto riguarda il cambiamento, i risultati mostrano una interazione di terzo livello fra i fattori considerati dovuti soprattutto alla maggiore resistenza al cambiamento dei soggetti esposti in gruppo, a basso coinvolgimento e che hanno discusso spontaneamente i contenuti della comunicazione a cui sono stati esposti.
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Individui e gruppi di fronte alla comunicazione persuasiva / Cavazza, Nicoletta; Covizzi, C.. - In: GIORNALE ITALIANO DI PSICOLOGIA. - ISSN 0390-5349. - STAMPA. - 2:(2001), pp. 299-320.
Cavazza, Nicoletta; Covizzi, C.
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