Lo Cunto de li cunti, overo lo trattenemiento de’ peccerille è riconosciuto come prima raccolta di fiabe letterarie in occidente e testo fondativo del genere fiabesco. Il sottotitolo, trattenemiento de’ peccerille, mette però in luce un aspetto dell’opera che ne accomuna il singolare destino a quello di molti altri testi che, nel corso dei secoli, hanno trovato destinatari diversi da quelli per cui erano stati originariamente concepiti. Il Cunto nasce dichiaratamente, nelle intenzioni del suo sottotitolo, come passatempo per i bambini, ma il sospetto è che non sia così, come già tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento alcuni illustri estimatori di Basile avevano confermato. Fra questi, Vittorio Imbriani, per il quale sebbene gli argomenti fossero “tolti dalle fiabe infantili, […] non è scritto né pe’ bimbi né pel volgo”. E con lui Croce, primo autorevole traduttore di Basile e vero artefice della sua fortuna. E allora perché quel sottotitolo? Il Cunto è un esempio clamoroso dei modi in cui la sopravvivenza nel tempo e nello spazio di un’opera, divenuta persino un modello di genere, possa avvenire solo a patto di un suo fraintendimento. È ciò che si tenterà di approfondire attraverso alcuni esempi di sue riscritture e “triduzioni” per l’infanzia.
Trattenemiento de’ peccerille? Riscritture e triduzioni delle fiabe di Basile / Albanese, A. - 3:(2026), pp. 58-74.
Trattenemiento de’ peccerille? Riscritture e triduzioni delle fiabe di Basile.
Albanese, A
2026
Abstract
Lo Cunto de li cunti, overo lo trattenemiento de’ peccerille è riconosciuto come prima raccolta di fiabe letterarie in occidente e testo fondativo del genere fiabesco. Il sottotitolo, trattenemiento de’ peccerille, mette però in luce un aspetto dell’opera che ne accomuna il singolare destino a quello di molti altri testi che, nel corso dei secoli, hanno trovato destinatari diversi da quelli per cui erano stati originariamente concepiti. Il Cunto nasce dichiaratamente, nelle intenzioni del suo sottotitolo, come passatempo per i bambini, ma il sospetto è che non sia così, come già tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento alcuni illustri estimatori di Basile avevano confermato. Fra questi, Vittorio Imbriani, per il quale sebbene gli argomenti fossero “tolti dalle fiabe infantili, […] non è scritto né pe’ bimbi né pel volgo”. E con lui Croce, primo autorevole traduttore di Basile e vero artefice della sua fortuna. E allora perché quel sottotitolo? Il Cunto è un esempio clamoroso dei modi in cui la sopravvivenza nel tempo e nello spazio di un’opera, divenuta persino un modello di genere, possa avvenire solo a patto di un suo fraintendimento. È ciò che si tenterà di approfondire attraverso alcuni esempi di sue riscritture e “triduzioni” per l’infanzia.| File | Dimensione | Formato | |
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