Il cinema digitale popular permette, a volte, visioni impreviste: un paesaggio o un volto che si congelano in un disegno in bianco e nero (titoli di testa di Sherlock Holmes, di Guy Ritchie, 2009), o una battaglia tra cavalieri medioevali che si espande e dilata grazie a grumi, pennellate e colate di colore (Robin Hood, di Ridley Scott, 2010, con i titoli "ridipinti" da Gianluigi Toccafondo). Sono casi di "rimediazione" (Bolter, Grusin 1999), nell'altalena tra ipermediazione e trasparenza, o invece riappropriazioni artigianali della materia del film, o ancora "design cinema" che inventa nuove specie mediali, in un "crossover" di stili e tecniche permesso dai software di composizione digitale dell'immagine in movimento (Manovich 2013). Si tratta, comunque, di esempi innovativi di titoli di testa e prologhi cinematografici,:soglie dei film difficilmente collocabili in termini (inter)mediali, forse perché percorse da tensioni figurali.
“Il cinema tra disegno e pittura: titoli di testa (e di coda), rimediazione e intermedialità” / Dusi, N.M. - In: Rimediazioni. Immagini Interattive / Daniele Barbieri, Pierluigi Basso Fossali, Denis Bertrand, Alfredo Tenoch CId Jurado, Anne Beyaert-Geslin, José Luis Caivano, Marion Colas-Blaise, Lucia Corrain, Ruggero Eugeni, Paolo Fabbri, Jacques Fontanille, Yves Jeanneret, François Jost, Jean-Marie Klinkenberg, Anita Macauda, Gianfranco Marrone, TIziana Migliore, Isabella Pezzini, Alessandro Zinna ; [a cura di] Tiziana Migliore. - STAMPA. - Roma : Aracne, 2016. - ISBN 9788854893320. - pp. 187-218
“Il cinema tra disegno e pittura: titoli di testa (e di coda), rimediazione e intermedialità”
DUSI, Nicola Maria
2016
Abstract
Il cinema digitale popular permette, a volte, visioni impreviste: un paesaggio o un volto che si congelano in un disegno in bianco e nero (titoli di testa di Sherlock Holmes, di Guy Ritchie, 2009), o una battaglia tra cavalieri medioevali che si espande e dilata grazie a grumi, pennellate e colate di colore (Robin Hood, di Ridley Scott, 2010, con i titoli "ridipinti" da Gianluigi Toccafondo). Sono casi di "rimediazione" (Bolter, Grusin 1999), nell'altalena tra ipermediazione e trasparenza, o invece riappropriazioni artigianali della materia del film, o ancora "design cinema" che inventa nuove specie mediali, in un "crossover" di stili e tecniche permesso dai software di composizione digitale dell'immagine in movimento (Manovich 2013). Si tratta, comunque, di esempi innovativi di titoli di testa e prologhi cinematografici,:soglie dei film difficilmente collocabili in termini (inter)mediali, forse perché percorse da tensioni figurali.| File | Dimensione | Formato | |
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