Nonostante l’elevata prevalenza della cefalea nella popolazione generale la richiesta di una visita medica per questo disturbo è relativamente poco frequente e molti cefalalgici sono trattati in modo inadeguato. La maggioranza di quanti soffrono di cefalea utilizza l’automedicazione. Negli USA la pratica dell’automedicazione è molto diffusa anche tra i soggetti che soffrono di cefalee disabilitanti e sembra persistere, tra gli emicranici in particolare, persino dopo una precisa diagnosi medica e la prescrizione di farmaci. I soggetti che soffrono delle forme di cefalea più gravi e croniche sono tuttavia quelli che più frequentemente si rivolgono ai centri specialistici. Il panorama della gestione delle cefalee in Italia potrebbe essere diverso in quanto il SSN assicura ad ogni cittadino le cure di un medico di medicina generale, consente di accedere a costi moderati alle visite specialistiche e di acquisire molti dei farmaci di prescrizione impiegati nel trattamento delle cefalee primarie (sia per l’attacco sia per la prevenzione) senza o con un minimo di partecipazione alla spesa. Infine è noto che i cittadini italiani ricorrono pochissimo all’automedicazione, in misura del tutto irrilevante rispetto agli Stati Uniti, e con un consumo di OTCs inferiore anche agli altri stati europei. Scopi del nostro studio sono: - Analizzare come viene trattata la cefalea al di fuori delle strutture specialistiche - Valutare se e come l’accesso ad un centro specialistico influenza il trattamento dell’attacco e/o di profilassi. Abbiamo raccolto informazioni sulle modalità di gestione della cefalea, mediante un'apposita scheda, da parte di tutti i pazienti consecutivi che si erano rivolti agli ambulatori del Centro per lo Studio delle Cefalee dell'Università di Modena e Reggio nell'Emilia nel corso del primo semestre 2001. I dati ottenuti dai 612 pazienti che si erano presentati per una prima visita (M:F= 0.41; Età media 37.32±14.09 anni) sono stati confrontati con quelli di 620 soggetti già in carico al Centro, che erano tornati per una visita di controllo (M:F= 0.31; Età media: 44.30±15.38 anni). I gruppi sono comparabili per età, sesso e distribuzione del tipo di cefalea. I farmaci assunti dai pazienti sono stati suddivisi nelle seguenti classi: - Farmaci d'attacco: triptani, ergot derivati, antidolorifici aspecifici (incluse combinazioni con metoclopramide, codeina, caffeina, paracetamolo, proclorperazina, butalbital), altri (miorilassanti, BDZ) - Farmaci di profilassi: antidepressivi, beta-bloccanti, calcio-antagonisti, benzodiazepine, antiepilettici. A tutti i dati percentuali è stato applicato il test del chi quadro di Pearson seguito dal test esatto di Fisher. E' stato considerato significativo un valore di p<0.005. Globalmente i farmaci utilizzati dai pazienti nel mese precedente la prima visita o la visita di controllo al Centro sono stati 1622: 1158 (71.39%) per il trattamento dell'attacco e 464 (28.61%) per la profilassi (N. farmaci testati/pz. 1.32; M: 1.11, F: 1. 55). Il 6.01% dei pazienti non utilizzava alcun farmaco. Il 28.57% ha usato farmaci da banco. La maggioranza dei pazienti non aveva assunto farmaci di profilassi (62.47%). Trattamento dell'attacco: Per quanto riguarda la gestione dell’attacco i soggetti che tornavano per la visita di controllo al Centro usavano più farmaci di prescrizione e meno OTC rispetto a quelli alla prima visita. In generale i farmaci più utilizzati erano gli antidolorifici (74.01%) seguiti dai triptani. Questi farmaci (Fig. 1) erano assunti dal 30% dei soggetti in carico e solo dall’8.33% dei pazienti inviati per la prima volta al Centro, che assumevano soprattutto antidolorifici aspecifici. Il farmaco più usato era la Nimesulide; tra i pazienti non ancora seguiti dal Centro il triptano più utilizzato, lo Zolmitriptan, era solo al 7° posto. Tutti i triptani in commercio nei primi sei mesi del 2001 erano invece tra i primi 5 farmaci più utilizzati dai pazienti che tornavano al centro per una visita di controllo. In questo gruppo calava alle ultime posizioni l’impiego di preparazioni contenenti butalbital e scompariva l’uso di ergotamina. Trattamento di profilassi: Solo il 16.83% dei pazienti che si presentavano alla prima visita aveva effettuato un trattamento preventivo contro il 58.22% dei soggetti già in carico al Centro che tornavano per una visita di controllo. In generale il trattamento di profilassi era prescritto per il 77.80% dai medici del Centro cefalee ed in minor misura dai medici di medicina generale (14.01%) e da altri specialisti (8.19%). Tra i pazienti in carico al Centro cefalee era minore l’uso di BDZ mentre era più elevato l’impiego di Antidepressivi e Beta –bloccanti rispetto ai pazienti non ancora seguiti (Fig. 2). I farmaci ai primi posti tra quelli più frequentemente utilizzati sia prima che dopo l’essersi rivolti al Centro cefalee erano gli stessi (amitriptilina e flunarizina) anche se l’impiego era più elevato tra i pazienti già seguiti. I medici del Centro cefalee prescrivono più atenololo che propranolo. I farmaci SSRIs erano utilizzati per il trattamento della cefalea unicamente dopo la prescrizione dei medici del centro cefalee Conclusioni Ø Pochi pazienti cefalalgici assumono farmaci specifici per l'attacco e/o effettuano trattamenti di profilassi prima di essere seguiti da un centro specialistico. Ø Un adeguato inquadramento diagnostico e terapeutico sembra ridurre l'impiego di farmaci da banco da parte dei pazienti cefalalgici, diversamente da quanto riportato negli studi effettuati negli USA.

Gestione dei pazienti cefalalgici al di fuori di strutture specializzate: risultati preliminari dell’Headache Treatment Safety Study (HTSS) / Ferrari, Anna; Cicero, Afg; Savino, Gustavo; Pasciullo, Gabriella; Molinaroli, E; Bertolini, Alfio; Sternieri, Emilio. - STAMPA. - (2002), pp. 397-400. ((Intervento presentato al convegno Atti XVI Congresso nazionale della Società Italiana per lo Studio delle tenutosi a Chieti nel 12-15 Giugno 2002.

Gestione dei pazienti cefalalgici al di fuori di strutture specializzate: risultati preliminari dell’Headache Treatment Safety Study (HTSS)

FERRARI, Anna;SAVINO, Gustavo;PASCIULLO, Gabriella;BERTOLINI, Alfio;STERNIERI, Emilio
2002

Abstract

Nonostante l’elevata prevalenza della cefalea nella popolazione generale la richiesta di una visita medica per questo disturbo è relativamente poco frequente e molti cefalalgici sono trattati in modo inadeguato. La maggioranza di quanti soffrono di cefalea utilizza l’automedicazione. Negli USA la pratica dell’automedicazione è molto diffusa anche tra i soggetti che soffrono di cefalee disabilitanti e sembra persistere, tra gli emicranici in particolare, persino dopo una precisa diagnosi medica e la prescrizione di farmaci. I soggetti che soffrono delle forme di cefalea più gravi e croniche sono tuttavia quelli che più frequentemente si rivolgono ai centri specialistici. Il panorama della gestione delle cefalee in Italia potrebbe essere diverso in quanto il SSN assicura ad ogni cittadino le cure di un medico di medicina generale, consente di accedere a costi moderati alle visite specialistiche e di acquisire molti dei farmaci di prescrizione impiegati nel trattamento delle cefalee primarie (sia per l’attacco sia per la prevenzione) senza o con un minimo di partecipazione alla spesa. Infine è noto che i cittadini italiani ricorrono pochissimo all’automedicazione, in misura del tutto irrilevante rispetto agli Stati Uniti, e con un consumo di OTCs inferiore anche agli altri stati europei. Scopi del nostro studio sono: - Analizzare come viene trattata la cefalea al di fuori delle strutture specialistiche - Valutare se e come l’accesso ad un centro specialistico influenza il trattamento dell’attacco e/o di profilassi. Abbiamo raccolto informazioni sulle modalità di gestione della cefalea, mediante un'apposita scheda, da parte di tutti i pazienti consecutivi che si erano rivolti agli ambulatori del Centro per lo Studio delle Cefalee dell'Università di Modena e Reggio nell'Emilia nel corso del primo semestre 2001. I dati ottenuti dai 612 pazienti che si erano presentati per una prima visita (M:F= 0.41; Età media 37.32±14.09 anni) sono stati confrontati con quelli di 620 soggetti già in carico al Centro, che erano tornati per una visita di controllo (M:F= 0.31; Età media: 44.30±15.38 anni). I gruppi sono comparabili per età, sesso e distribuzione del tipo di cefalea. I farmaci assunti dai pazienti sono stati suddivisi nelle seguenti classi: - Farmaci d'attacco: triptani, ergot derivati, antidolorifici aspecifici (incluse combinazioni con metoclopramide, codeina, caffeina, paracetamolo, proclorperazina, butalbital), altri (miorilassanti, BDZ) - Farmaci di profilassi: antidepressivi, beta-bloccanti, calcio-antagonisti, benzodiazepine, antiepilettici. A tutti i dati percentuali è stato applicato il test del chi quadro di Pearson seguito dal test esatto di Fisher. E' stato considerato significativo un valore di p<0.005. Globalmente i farmaci utilizzati dai pazienti nel mese precedente la prima visita o la visita di controllo al Centro sono stati 1622: 1158 (71.39%) per il trattamento dell'attacco e 464 (28.61%) per la profilassi (N. farmaci testati/pz. 1.32; M: 1.11, F: 1. 55). Il 6.01% dei pazienti non utilizzava alcun farmaco. Il 28.57% ha usato farmaci da banco. La maggioranza dei pazienti non aveva assunto farmaci di profilassi (62.47%). Trattamento dell'attacco: Per quanto riguarda la gestione dell’attacco i soggetti che tornavano per la visita di controllo al Centro usavano più farmaci di prescrizione e meno OTC rispetto a quelli alla prima visita. In generale i farmaci più utilizzati erano gli antidolorifici (74.01%) seguiti dai triptani. Questi farmaci (Fig. 1) erano assunti dal 30% dei soggetti in carico e solo dall’8.33% dei pazienti inviati per la prima volta al Centro, che assumevano soprattutto antidolorifici aspecifici. Il farmaco più usato era la Nimesulide; tra i pazienti non ancora seguiti dal Centro il triptano più utilizzato, lo Zolmitriptan, era solo al 7° posto. Tutti i triptani in commercio nei primi sei mesi del 2001 erano invece tra i primi 5 farmaci più utilizzati dai pazienti che tornavano al centro per una visita di controllo. In questo gruppo calava alle ultime posizioni l’impiego di preparazioni contenenti butalbital e scompariva l’uso di ergotamina. Trattamento di profilassi: Solo il 16.83% dei pazienti che si presentavano alla prima visita aveva effettuato un trattamento preventivo contro il 58.22% dei soggetti già in carico al Centro che tornavano per una visita di controllo. In generale il trattamento di profilassi era prescritto per il 77.80% dai medici del Centro cefalee ed in minor misura dai medici di medicina generale (14.01%) e da altri specialisti (8.19%). Tra i pazienti in carico al Centro cefalee era minore l’uso di BDZ mentre era più elevato l’impiego di Antidepressivi e Beta –bloccanti rispetto ai pazienti non ancora seguiti (Fig. 2). I farmaci ai primi posti tra quelli più frequentemente utilizzati sia prima che dopo l’essersi rivolti al Centro cefalee erano gli stessi (amitriptilina e flunarizina) anche se l’impiego era più elevato tra i pazienti già seguiti. I medici del Centro cefalee prescrivono più atenololo che propranolo. I farmaci SSRIs erano utilizzati per il trattamento della cefalea unicamente dopo la prescrizione dei medici del centro cefalee Conclusioni Ø Pochi pazienti cefalalgici assumono farmaci specifici per l'attacco e/o effettuano trattamenti di profilassi prima di essere seguiti da un centro specialistico. Ø Un adeguato inquadramento diagnostico e terapeutico sembra ridurre l'impiego di farmaci da banco da parte dei pazienti cefalalgici, diversamente da quanto riportato negli studi effettuati negli USA.
Atti XVI Congresso nazionale della Società Italiana per lo Studio delle
Chieti
12-15 Giugno 2002
397
400
Ferrari, Anna; Cicero, Afg; Savino, Gustavo; Pasciullo, Gabriella; Molinaroli, E; Bertolini, Alfio; Sternieri, Emilio
Gestione dei pazienti cefalalgici al di fuori di strutture specializzate: risultati preliminari dell’Headache Treatment Safety Study (HTSS) / Ferrari, Anna; Cicero, Afg; Savino, Gustavo; Pasciullo, Gabriella; Molinaroli, E; Bertolini, Alfio; Sternieri, Emilio. - STAMPA. - (2002), pp. 397-400. ((Intervento presentato al convegno Atti XVI Congresso nazionale della Società Italiana per lo Studio delle tenutosi a Chieti nel 12-15 Giugno 2002.
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