Nel 1985 Langer e Langer e nel 1987 Nelson presentavano quelli che a tuttoggi rappresentano gli ultimi essenziali sviluppi delle tecniche ad innesto bilaminare per la correzione delle recessioni gengivali ampie e profonde e la correzione del "corteo" obiettivo e sintomatologico ad esse associato. Secondo Langer e Langer l'innesto deve essere composito (epitelio-connettivale) mentre Nelson propone un innesto sottoperiostale esclusivamente connettivale. Scopo del presente lavoro è di confrontare longitudinalmente i risultati ottenuti, in quanto a "copertura radicolare" e "induzione di gengiva cheratinizzata", con l'impiego della metodica di Langer e Langer e di quella di Nelson. Nella fattispecie, tuttavia, entrambe le metodiche sono state modificate, tentando di raggiungere una maggior ricopertura dell'innesto ed utilizzando scarichi divergenti nel primo caso, mentre si eseguiva l'innesto a "mezzo spessore" (sovraperiostale) nel secondo caso. Sono stati selezionati 32 casi clinici dotati di sufficienti caratteristiche di standardizzazione da permettere l'accorpamente in un unico gruppo di indagine. In tale ambito era possibile riscontrare un ampio panorama recessorio (dalla singola recessione di Classe I di Miller a diverse recessioni di Classe III e IV). Due equipe indipendenti di ricercatori valutavano le aree delle recessioni (e le loro eventuali recidive) e la quantità di gengiva cheratinizzata misurandone l'altezza. I 32 casi clinici venivano divisi in 2 gruppi il più possibile omogenei per caratteristiche specifiche (entità delle lesioni gengivali) e generali (età, sesso, stato di salute, ecc.). Il primo sarebbe stato sottoposto a correzione delle recessioni seguendo la metodica di Nelson ed il secondo quella di Langer e Langer modificate. Le valutazioni venivano, in entrambi i casi, condotte in fase pre-operatoria, ad un mese dall'intervento ed ad un anno dall'intervento. Ciò creava un ulteriore suddivisione in altrettanti sottogruppi costituiti, in effetti, dagli stessi individui nelle diverse fasi di osservazione delle recessioni e della gengiva cheratinizzata. Da un punto di vista statistico, nei confronti tra due Sottogruppi, costituiti da pazienti diversi ed entrambi a distribuzione normale, si è impiegato il test t- di Student. Nella valutazione di 2 Sottogruppi, costituiti da individui differenti di cui almeno 1 non era a distribuzione normale, si è impiegato il test non paramentrico di Mann-Whitney. Nella valutazione di più di 2 Sottogruppi, costituiti dagli stessi soggetti prima e dopo trattamenti differenti e con distribuzioni non normali, si è impiegato il test non paramentrico di Friedman, seguito, per le evidenziazioni particolari dei Sottogruppi tra cui esisteva differenza statisticamente significativa, dal test non paramentrico per la somma dei ranghi di Wilcoxon (applicabile a 2 Sottogruppi per volta). Dato che, nell'ambito dei differenti test statistici, i vari confronti erano applicati coinvolgendo 1 dei Sottogruppi almeno 4 volte, si è impiegata la Diseguaglianza di Bonferroni per stabilire il valore di p significativo che, nella fattispecie, doveva essere inferiore a 0,0125. L'analisi statistica dei dati mostra, senza ombra di dubbio, in entrambi i Gruppi, la presenza di una variazione statisticamente significativa (nella fattispecie indicativa di risoluzione clinica del difetto), per quanto riguarda i due parametri testati (area delle recessioni ed altezza della fascia di gengiva cheratinizzata) tra la fase di pre-intervento ed il primo controllo considerato (ad un mese dall'intervento). Per entrambi i gruppi di intervento, per quanto riguarda i risultati conseguiti come risoluzione delle aree recessorie, tali buoni risultati si mantengono stabili nella valutazione successiva ad un anno. L'altezza della gengiva cheratinizzata, invece, subisce un incremento statisticamente significativo passando dal controllo "a un mese" a quello "a un anno" per entrambe le metodiche operatorie studiate (cioè sia nel gruppo 1 che nel gruppo 2). Resta da notare che la tipologia di intervento di Nelson risulta di più semplice esecuzione rispetto a quella di Langer e Langer. Codice: IT\ICCU\\AQ1\0036121

Confronto clinico-terapeutico tra due modelli bilaminari di innesto libero nel trattamento del paziente portatore di recessioni gengivali / Bertoldi, Carlo; Galetti, Riccardo; Giannetti, Luca. - STAMPA. - 1:(1998), pp. 109-117. (Intervento presentato al convegno L'Odontoiatria Italiana verso il 2000 tenutosi a Roma nel 22-25 Aprile 1998).

Confronto clinico-terapeutico tra due modelli bilaminari di innesto libero nel trattamento del paziente portatore di recessioni gengivali.

BERTOLDI, Carlo;GALETTI, Riccardo;GIANNETTI, Luca
1998

Abstract

Nel 1985 Langer e Langer e nel 1987 Nelson presentavano quelli che a tuttoggi rappresentano gli ultimi essenziali sviluppi delle tecniche ad innesto bilaminare per la correzione delle recessioni gengivali ampie e profonde e la correzione del "corteo" obiettivo e sintomatologico ad esse associato. Secondo Langer e Langer l'innesto deve essere composito (epitelio-connettivale) mentre Nelson propone un innesto sottoperiostale esclusivamente connettivale. Scopo del presente lavoro è di confrontare longitudinalmente i risultati ottenuti, in quanto a "copertura radicolare" e "induzione di gengiva cheratinizzata", con l'impiego della metodica di Langer e Langer e di quella di Nelson. Nella fattispecie, tuttavia, entrambe le metodiche sono state modificate, tentando di raggiungere una maggior ricopertura dell'innesto ed utilizzando scarichi divergenti nel primo caso, mentre si eseguiva l'innesto a "mezzo spessore" (sovraperiostale) nel secondo caso. Sono stati selezionati 32 casi clinici dotati di sufficienti caratteristiche di standardizzazione da permettere l'accorpamente in un unico gruppo di indagine. In tale ambito era possibile riscontrare un ampio panorama recessorio (dalla singola recessione di Classe I di Miller a diverse recessioni di Classe III e IV). Due equipe indipendenti di ricercatori valutavano le aree delle recessioni (e le loro eventuali recidive) e la quantità di gengiva cheratinizzata misurandone l'altezza. I 32 casi clinici venivano divisi in 2 gruppi il più possibile omogenei per caratteristiche specifiche (entità delle lesioni gengivali) e generali (età, sesso, stato di salute, ecc.). Il primo sarebbe stato sottoposto a correzione delle recessioni seguendo la metodica di Nelson ed il secondo quella di Langer e Langer modificate. Le valutazioni venivano, in entrambi i casi, condotte in fase pre-operatoria, ad un mese dall'intervento ed ad un anno dall'intervento. Ciò creava un ulteriore suddivisione in altrettanti sottogruppi costituiti, in effetti, dagli stessi individui nelle diverse fasi di osservazione delle recessioni e della gengiva cheratinizzata. Da un punto di vista statistico, nei confronti tra due Sottogruppi, costituiti da pazienti diversi ed entrambi a distribuzione normale, si è impiegato il test t- di Student. Nella valutazione di 2 Sottogruppi, costituiti da individui differenti di cui almeno 1 non era a distribuzione normale, si è impiegato il test non paramentrico di Mann-Whitney. Nella valutazione di più di 2 Sottogruppi, costituiti dagli stessi soggetti prima e dopo trattamenti differenti e con distribuzioni non normali, si è impiegato il test non paramentrico di Friedman, seguito, per le evidenziazioni particolari dei Sottogruppi tra cui esisteva differenza statisticamente significativa, dal test non paramentrico per la somma dei ranghi di Wilcoxon (applicabile a 2 Sottogruppi per volta). Dato che, nell'ambito dei differenti test statistici, i vari confronti erano applicati coinvolgendo 1 dei Sottogruppi almeno 4 volte, si è impiegata la Diseguaglianza di Bonferroni per stabilire il valore di p significativo che, nella fattispecie, doveva essere inferiore a 0,0125. L'analisi statistica dei dati mostra, senza ombra di dubbio, in entrambi i Gruppi, la presenza di una variazione statisticamente significativa (nella fattispecie indicativa di risoluzione clinica del difetto), per quanto riguarda i due parametri testati (area delle recessioni ed altezza della fascia di gengiva cheratinizzata) tra la fase di pre-intervento ed il primo controllo considerato (ad un mese dall'intervento). Per entrambi i gruppi di intervento, per quanto riguarda i risultati conseguiti come risoluzione delle aree recessorie, tali buoni risultati si mantengono stabili nella valutazione successiva ad un anno. L'altezza della gengiva cheratinizzata, invece, subisce un incremento statisticamente significativo passando dal controllo "a un mese" a quello "a un anno" per entrambe le metodiche operatorie studiate (cioè sia nel gruppo 1 che nel gruppo 2). Resta da notare che la tipologia di intervento di Nelson risulta di più semplice esecuzione rispetto a quella di Langer e Langer. Codice: IT\ICCU\\AQ1\0036121
1998
L'Odontoiatria Italiana verso il 2000
Roma
22-25 Aprile 1998
1
109
117
Bertoldi, Carlo; Galetti, Riccardo; Giannetti, Luca
Confronto clinico-terapeutico tra due modelli bilaminari di innesto libero nel trattamento del paziente portatore di recessioni gengivali / Bertoldi, Carlo; Galetti, Riccardo; Giannetti, Luca. - STAMPA. - 1:(1998), pp. 109-117. (Intervento presentato al convegno L'Odontoiatria Italiana verso il 2000 tenutosi a Roma nel 22-25 Aprile 1998).
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