Circa una decina di siti dell'Età del Bronzo, distribuiti nel modenese e nel bolognese, sono già stati indagati o sono in fase di studio dal punto di vista archeobotanico. Questa ricerca ha reso possibile contribuire sotto molti aspetti alla ricostruzione del paesaggio culturale e della economia dei diversi siti, arricchita di informazioni di tipo naturalistico-biologico di dettaglio emersi dall’esame diretto dei reperti botanici macroscopici e microscopici portati alla luce durante gli scavi. Risultati migliori per completezza e attendibilità sono stati raggiunti là dove è stato possibile condurre in parallelo analisi quali-quantitative su varie tipologie di reperti, in particolare analisi palinologiche, microantracologiche, carpologiche e xilo-antracologiche. Ognuna di esse, infatti, rappresenta una insostituibile fonte di informazioni di simile valore “scientifico”, ma di diverso significato ai fini della ricostruzione del paesaggio e delle attività dell’uomo. L’analisi pollinica comparata di profili on-site e out-site ha reso possibile, ad esempio, evidenziare alcune trasformazioni dovute ad effetti climatici da altre legate principalmente all’impatto antropico sul manto vegetale. Il complesso delle analisi ha consentito, tra l’altro, di inquadrare i siti dal punto di vista climatico-vegetazionale, di valutare il peso delle attività antropiche sul territorio (ad esempio, l’estensione dei campi a cereali), di avere un quadro delle specie messe a cultura e delle spontanee curate/mantenute dall’uomo. I macroresti hanno in particolare messo in evidenza gli scopi di tali pratiche, tra i quali preminente è quello alimentare, visibile ad esempio nello stoccaggio dei cereali, e poi ancora l’utilizzo/lavorazione del legno, la scelta dei legnami da lavorare e di quelli da utilizzare come combustibile, a fini sia domestico-tecnologici sia rituali. La qualità delle ricostruzioni, oltre alla valenza scientifica, ha mostrato una grande importanza ai fini della divulgazione educativa consentendo ad esempio di ricreare per immagini e per ambientazioni la “realtà botanica” del sito di Montale.

Ambiente ed economia nelle terramare: ricerche archeobotaniche nel modenese e nel bolognese / Mercuri, Anna Maria; C. A., Accorsi; Mazzanti, Marta; Bosi, Giovanna; L., Forlani; M., Marchesini; S., Marvelli; Torri, Paola. - (2010), pp. \-\.

Ambiente ed economia nelle terramare: ricerche archeobotaniche nel modenese e nel bolognese

MERCURI, Anna Maria;MAZZANTI, Marta;BOSI, Giovanna;TORRI, Paola
2010

Abstract

Circa una decina di siti dell'Età del Bronzo, distribuiti nel modenese e nel bolognese, sono già stati indagati o sono in fase di studio dal punto di vista archeobotanico. Questa ricerca ha reso possibile contribuire sotto molti aspetti alla ricostruzione del paesaggio culturale e della economia dei diversi siti, arricchita di informazioni di tipo naturalistico-biologico di dettaglio emersi dall’esame diretto dei reperti botanici macroscopici e microscopici portati alla luce durante gli scavi. Risultati migliori per completezza e attendibilità sono stati raggiunti là dove è stato possibile condurre in parallelo analisi quali-quantitative su varie tipologie di reperti, in particolare analisi palinologiche, microantracologiche, carpologiche e xilo-antracologiche. Ognuna di esse, infatti, rappresenta una insostituibile fonte di informazioni di simile valore “scientifico”, ma di diverso significato ai fini della ricostruzione del paesaggio e delle attività dell’uomo. L’analisi pollinica comparata di profili on-site e out-site ha reso possibile, ad esempio, evidenziare alcune trasformazioni dovute ad effetti climatici da altre legate principalmente all’impatto antropico sul manto vegetale. Il complesso delle analisi ha consentito, tra l’altro, di inquadrare i siti dal punto di vista climatico-vegetazionale, di valutare il peso delle attività antropiche sul territorio (ad esempio, l’estensione dei campi a cereali), di avere un quadro delle specie messe a cultura e delle spontanee curate/mantenute dall’uomo. I macroresti hanno in particolare messo in evidenza gli scopi di tali pratiche, tra i quali preminente è quello alimentare, visibile ad esempio nello stoccaggio dei cereali, e poi ancora l’utilizzo/lavorazione del legno, la scelta dei legnami da lavorare e di quelli da utilizzare come combustibile, a fini sia domestico-tecnologici sia rituali. La qualità delle ricostruzioni, oltre alla valenza scientifica, ha mostrato una grande importanza ai fini della divulgazione educativa consentendo ad esempio di ricreare per immagini e per ambientazioni la “realtà botanica” del sito di Montale.
Modena
26-31/10/2010
Mercuri, Anna Maria; C. A., Accorsi; Mazzanti, Marta; Bosi, Giovanna; L., Forlani; M., Marchesini; S., Marvelli; Torri, Paola
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