L’introduzione al primo volume della collana Kotoba è un tentativo di inquadrare l’interpretazione, la mediazione e la traduzione in un ordine categoriale che va dal generale al particolare: il concetto di interpretazione comprende quello della mediazione che, a sua volta, racchiude quello della traduzione. Ogni traduzione di un testo è sempre un atto di mediazione ed entrambe, in quanto tali, sono sempre anche atti d’interpretazione. Il contributo tratta la centralità dell’atto interpretativo nei processi di mediazione e di traduzione sullo sfondo dell’ermeneutica, rifacendosi soprattutto alle riflessioni di Friedrich Schleiermacher e Hans Georg Gadamer. Schleiermacher, nelle sue conferenze tenutesi a Berlino nel 1829, gettò le basi teoriche alla metodologia ermeneutica, metodologia al centro della quale si colloca l’idea del “circolo ermeneutico”. Gadamer, nella sua opera Verità e metodo del 1960, propose il modello del “dialogo” ermeneutico con il testo, un dialogo che dipende dal “progetto” di lettura del suo interprete, dalle sue “attese” e dai suoi “pregiudizi”. Il contributo mette in rilievo che nel caso specifico dell’interpretazione come mediazione e traduzione il progetto di lettura di un testo assume dimensioni particolari. Il mediatore-traduttore, oltre alle proprie attese nei confronti del senso del testo, prende anche in considerazione le attese delle persone a cui l’atto di mediazione è indirizzato. Queste persone appartengono a una comunità linguistica diversa rispetto a quella da cui proviene il testo. Per questa ragione, oltre alla pluralità e la diversità delle attese che si devono alle caratteristiche particolari di ogni individuo, alle sue conoscenze ed esperienze personali, il mediatore deve anche tener conto di quei “pregiudizi” che, in qualche modo, sono dovuti all’appartenenza linguistica del destinatario e alla sua cultura. Se si condivide la convinzione di Humboldt e dello stesso Schleiermacher che parlare due lingue diverse significa anche pensare in due modi diversi, allora spetta al mediatore-traduttore individuare e prendere in considerazione le differenze nella percezione e nella visone del mondo che determinano i rispettivi “pregiudizi” nei confronti di un dato testo.
Interpretazione – mediazione – traduzione. Introduzione. Riflessioni sul metodo / Kretschmer, Ernst. - ELETTRONICO. - 1:(2012), pp. 1-7.
Interpretazione – mediazione – traduzione. Introduzione. Riflessioni sul metodo
KRETSCHMER, Ernst
2012
Abstract
L’introduzione al primo volume della collana Kotoba è un tentativo di inquadrare l’interpretazione, la mediazione e la traduzione in un ordine categoriale che va dal generale al particolare: il concetto di interpretazione comprende quello della mediazione che, a sua volta, racchiude quello della traduzione. Ogni traduzione di un testo è sempre un atto di mediazione ed entrambe, in quanto tali, sono sempre anche atti d’interpretazione. Il contributo tratta la centralità dell’atto interpretativo nei processi di mediazione e di traduzione sullo sfondo dell’ermeneutica, rifacendosi soprattutto alle riflessioni di Friedrich Schleiermacher e Hans Georg Gadamer. Schleiermacher, nelle sue conferenze tenutesi a Berlino nel 1829, gettò le basi teoriche alla metodologia ermeneutica, metodologia al centro della quale si colloca l’idea del “circolo ermeneutico”. Gadamer, nella sua opera Verità e metodo del 1960, propose il modello del “dialogo” ermeneutico con il testo, un dialogo che dipende dal “progetto” di lettura del suo interprete, dalle sue “attese” e dai suoi “pregiudizi”. Il contributo mette in rilievo che nel caso specifico dell’interpretazione come mediazione e traduzione il progetto di lettura di un testo assume dimensioni particolari. Il mediatore-traduttore, oltre alle proprie attese nei confronti del senso del testo, prende anche in considerazione le attese delle persone a cui l’atto di mediazione è indirizzato. Queste persone appartengono a una comunità linguistica diversa rispetto a quella da cui proviene il testo. Per questa ragione, oltre alla pluralità e la diversità delle attese che si devono alle caratteristiche particolari di ogni individuo, alle sue conoscenze ed esperienze personali, il mediatore deve anche tener conto di quei “pregiudizi” che, in qualche modo, sono dovuti all’appartenenza linguistica del destinatario e alla sua cultura. Se si condivide la convinzione di Humboldt e dello stesso Schleiermacher che parlare due lingue diverse significa anche pensare in due modi diversi, allora spetta al mediatore-traduttore individuare e prendere in considerazione le differenze nella percezione e nella visone del mondo che determinano i rispettivi “pregiudizi” nei confronti di un dato testo.File | Dimensione | Formato | |
---|---|---|---|
Interpretazione – mediazione – traduzione.pdf
Accesso riservato
Tipologia:
AO - Versione originale dell'autore proposta per la pubblicazione
Dimensione
116.69 kB
Formato
Adobe PDF
|
116.69 kB | Adobe PDF | Visualizza/Apri Richiedi una copia |
Pubblicazioni consigliate
I metadati presenti in IRIS UNIMORE sono rilasciati con licenza Creative Commons CC0 1.0 Universal, mentre i file delle pubblicazioni sono rilasciati con licenza Attribuzione 4.0 Internazionale (CC BY 4.0), salvo diversa indicazione.
In caso di violazione di copyright, contattare Supporto Iris