Obiettivo della mostra, alla quale in chiusura nel giorno 4 dicembre 2010 è stato collegato un convegno di approfondimento, ha illustrato come le epidemie abbiano attraversato per secoli il cammino dell'uomo seminando lutti, sofferenze e sconvolgimenti demografici. Peste, sifilide, vaiolo, tubercolosi, tifo petecchiale e colera hanno provocato milioni di vittime e segnato il destino di individui, famiglie, comunità e nazioni. Anche nel nostro mondo civilizzato e tecnologico le epidemie rappresentano uno dei principali rischi di sanità pubblica. Alle tradizionali malattie infettive si sono aggiunte negli ultimi decenni numerose nuove malattie trasmissibili, soprattutto di natura virale, chiamate malattie infettive emergenti. L'AIDS resta la più importante di questo gruppo ma molte altre hanno minacciato la salute globale.Tra queste la SARS, l'infezione da virus Ebola, l'influenza aviaria, la pandemia influenzale da virus A/H1N1. La globalizzazione economica, gli oltre ottocento milioni di arrivi internazionali che si verificano ogni anno, la rapidità dei mezzi di trasporto ed il commercio internazionale di alimenti e di animali, rendono molto alto il rischio che una qualsiasi epidemia locale si trasformi in poche settimane in una epidemia di dimensione internazionale.Per fronteggiare le nuove sfide, per saper diagnosticare rapidamente malattie infettive vecchie e nuove a carattere epidemico, il medico deve aggiornare le proprie conoscenze in materia. Anche il convegno "vecchie e nuove epidemie", che è stato programmato a Modena sabato 4 dicembre 2010 presso l'Aula Magna Storica, ha voluto rappresentare un contributo in questo senso.

Vecchie e nuove epidemie. Mostra, Palazzo storico dell'Università, 28 ottobre - 4 dicembre 2010 / Corradini, Elena; W., Pasini. - (2010).

Vecchie e nuove epidemie. Mostra, Palazzo storico dell'Università, 28 ottobre - 4 dicembre 2010

CORRADINI, Elena;
2010

Abstract

Obiettivo della mostra, alla quale in chiusura nel giorno 4 dicembre 2010 è stato collegato un convegno di approfondimento, ha illustrato come le epidemie abbiano attraversato per secoli il cammino dell'uomo seminando lutti, sofferenze e sconvolgimenti demografici. Peste, sifilide, vaiolo, tubercolosi, tifo petecchiale e colera hanno provocato milioni di vittime e segnato il destino di individui, famiglie, comunità e nazioni. Anche nel nostro mondo civilizzato e tecnologico le epidemie rappresentano uno dei principali rischi di sanità pubblica. Alle tradizionali malattie infettive si sono aggiunte negli ultimi decenni numerose nuove malattie trasmissibili, soprattutto di natura virale, chiamate malattie infettive emergenti. L'AIDS resta la più importante di questo gruppo ma molte altre hanno minacciato la salute globale.Tra queste la SARS, l'infezione da virus Ebola, l'influenza aviaria, la pandemia influenzale da virus A/H1N1. La globalizzazione economica, gli oltre ottocento milioni di arrivi internazionali che si verificano ogni anno, la rapidità dei mezzi di trasporto ed il commercio internazionale di alimenti e di animali, rendono molto alto il rischio che una qualsiasi epidemia locale si trasformi in poche settimane in una epidemia di dimensione internazionale.Per fronteggiare le nuove sfide, per saper diagnosticare rapidamente malattie infettive vecchie e nuove a carattere epidemico, il medico deve aggiornare le proprie conoscenze in materia. Anche il convegno "vecchie e nuove epidemie", che è stato programmato a Modena sabato 4 dicembre 2010 presso l'Aula Magna Storica, ha voluto rappresentare un contributo in questo senso.
2010
Corradini, Elena; W., Pasini
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