Le correlazioni tra elaborazione del linguaggio ed emisfero sinistro sono state ampiamente dimostrate dai vari studi condotti in ambito neuropsicologico e neurolinguistico e sono comunemente riconosciute ed accettate. Queste correlazioni, tuttavia, fanno riferimento alla competenza linguistica idealizzata e intesa in astratto, separata in modo netto dalla competenza comunicativa, così che dell’afasia, il disturbo del linguaggio conseguente appunto ad una lesione nell’emisfero sinistro, si precisa che “non compromette il globale processo di comunicazione ma solo la sua componente linguistica” e che “i pazienti afasici comunicano meglio di come parlano”, sia perché possono utilizzare sistemi di comunicazione alternativi sia perché gli errori che si manifestano nel linguaggio afasico non sono tali da impedire la comunicazione (Denes e Pizzamiglio, 1996, p. 240). Inoltre, vari studi condotti negli ultimi decenni sulle capacità linguistiche di soggetti con lesioni nell’emisfero destro hanno evidenziato che anche questo emisfero è coinvolto nell’elaborazione del linguaggio, soprattutto per quei compiti che richiedono che l’elaborazione delle strutture linguistiche sia integrata da informazioni ricavabili dal contesto e dalle conoscenze condivise dei parlanti. Ciò ha portato a correlare l’emisfero destro con la competenza pragmatica, ma, al di là di una generica correlazione, a seconda del tipo di studio, della metodologia utilizzata e dei singoli aspetti indagati emergono risultati molto contrastanti e talvolta contraddittori sul rapporto tra lesioni cerebrali e pragmatica. In particolare, non è chiaro quali aspetti della competenza pragmatica sono risparmiati o danneggiati negli afasici, né è del tutto chiaro quello che succede nei cerebrolesi destri.In una prospettiva più strettamente linguistica, poi, la difficoltà di correlare la competenza pragmatica a specifiche aree cerebrali richiama le discussioni sulla concezione stessa della pragmatica, come parte della semantica, come disciplina a sé, distinta dalla semantica e dalla sintassi, o come competenza dell’uso linguistico che riguarda tutti i livelli linguistici.Con l’obiettivo di raccogliere dati per contribuire a chiarire la questione e ricercare eventuali correlazioni tra la sede di una lesione cerebrale e specifici deficit della competenza pragmatica abbiamo strutturato un test volto a elicitare un campione di produzione orale sul quale fosse possibile condurre un’analisi dei principali fenomeni riconducibili alla competenza pragmatica. Il test è stato somministrato a 10 soggetti con lesione cerebrale a sinistra, 10 con lesione a destra e 10 soggetti di controllo. Al fine di neutralizzare il più possibile le difficoltà legate ai deficit specifici legati alla sede della lesione (come, ad esempio, le difficoltà legate all’elaborazione linguistica in senso stretto negli afasici e ai disturbi dell’attenzione nei cerebrolesi destri), sono stati selezionati pazienti che non presentavano disturbi gravi. Dall’analisi dei risultati emergono alcuni dati importanti.Il primo dato da considerare è che la complessità dei fenomeni indagati e la molteplicità di capacità coinvolte per svolgere il compito rende difficile ricondurre a singoli aspetti la prestazione complessiva. Ad esempio, nonostante i vari accorgimenti, la situazione sperimentale non può essere paragonata ad una naturale situazione di interazione. Oltre alle inevitabili maggiori difficoltà dei soggetti afasici a condurre una conversazione, è necessario considerare che l’atteggiamento psicologico dei soggetti normali è diverso da quello dei cerebrolesi che sanno di essere malati e che, in qualche modo, hanno un coinvolgimento emotivo e delle aspettative diversi rispetto ai soggetti di controllo. Nonostante queste difficoltà, i risultati lasciano intravedere l’utilità di un simile approccio e incoraggiano a condurre ulteriori approfondimenti, in particolare in relazione alle connessioni fra pragmatica e attenzione, fra pragmatica e strutture linguistiche e fra pragmatica e condizione psicologica dei partecipanti all’interazione comunicativa.L’analisi dei risultati, inoltre, evidenzia la possibilità di dissociare alcuni singoli aspetti dell’elaborazione pragmatica. In particolare, nei soggetti con lesione a destra sembra emergere una dissociazione tra massima di quantità (deficitaria) e massima di relazione (conservata).

Correlati neurali nei deficit dell’elaborazione pragmatica: emisfero destro o emisfero sinistro? / Favilla, Mariaelena; L., Ferroni; M., Giannini. - ELETTRONICO. - 2:(2012), pp. I.B.6, 1-32. ((Intervento presentato al convegno Linguaggio e cervello / Semantica, XLII Convegno della Società di Linguistica Italiana tenutosi a Pisa, Scuola Normale Superiore nel 25-27 settembre 2008.

Correlati neurali nei deficit dell’elaborazione pragmatica: emisfero destro o emisfero sinistro?

FAVILLA, Mariaelena;
2012-01-01

Abstract

Le correlazioni tra elaborazione del linguaggio ed emisfero sinistro sono state ampiamente dimostrate dai vari studi condotti in ambito neuropsicologico e neurolinguistico e sono comunemente riconosciute ed accettate. Queste correlazioni, tuttavia, fanno riferimento alla competenza linguistica idealizzata e intesa in astratto, separata in modo netto dalla competenza comunicativa, così che dell’afasia, il disturbo del linguaggio conseguente appunto ad una lesione nell’emisfero sinistro, si precisa che “non compromette il globale processo di comunicazione ma solo la sua componente linguistica” e che “i pazienti afasici comunicano meglio di come parlano”, sia perché possono utilizzare sistemi di comunicazione alternativi sia perché gli errori che si manifestano nel linguaggio afasico non sono tali da impedire la comunicazione (Denes e Pizzamiglio, 1996, p. 240). Inoltre, vari studi condotti negli ultimi decenni sulle capacità linguistiche di soggetti con lesioni nell’emisfero destro hanno evidenziato che anche questo emisfero è coinvolto nell’elaborazione del linguaggio, soprattutto per quei compiti che richiedono che l’elaborazione delle strutture linguistiche sia integrata da informazioni ricavabili dal contesto e dalle conoscenze condivise dei parlanti. Ciò ha portato a correlare l’emisfero destro con la competenza pragmatica, ma, al di là di una generica correlazione, a seconda del tipo di studio, della metodologia utilizzata e dei singoli aspetti indagati emergono risultati molto contrastanti e talvolta contraddittori sul rapporto tra lesioni cerebrali e pragmatica. In particolare, non è chiaro quali aspetti della competenza pragmatica sono risparmiati o danneggiati negli afasici, né è del tutto chiaro quello che succede nei cerebrolesi destri.In una prospettiva più strettamente linguistica, poi, la difficoltà di correlare la competenza pragmatica a specifiche aree cerebrali richiama le discussioni sulla concezione stessa della pragmatica, come parte della semantica, come disciplina a sé, distinta dalla semantica e dalla sintassi, o come competenza dell’uso linguistico che riguarda tutti i livelli linguistici.Con l’obiettivo di raccogliere dati per contribuire a chiarire la questione e ricercare eventuali correlazioni tra la sede di una lesione cerebrale e specifici deficit della competenza pragmatica abbiamo strutturato un test volto a elicitare un campione di produzione orale sul quale fosse possibile condurre un’analisi dei principali fenomeni riconducibili alla competenza pragmatica. Il test è stato somministrato a 10 soggetti con lesione cerebrale a sinistra, 10 con lesione a destra e 10 soggetti di controllo. Al fine di neutralizzare il più possibile le difficoltà legate ai deficit specifici legati alla sede della lesione (come, ad esempio, le difficoltà legate all’elaborazione linguistica in senso stretto negli afasici e ai disturbi dell’attenzione nei cerebrolesi destri), sono stati selezionati pazienti che non presentavano disturbi gravi. Dall’analisi dei risultati emergono alcuni dati importanti.Il primo dato da considerare è che la complessità dei fenomeni indagati e la molteplicità di capacità coinvolte per svolgere il compito rende difficile ricondurre a singoli aspetti la prestazione complessiva. Ad esempio, nonostante i vari accorgimenti, la situazione sperimentale non può essere paragonata ad una naturale situazione di interazione. Oltre alle inevitabili maggiori difficoltà dei soggetti afasici a condurre una conversazione, è necessario considerare che l’atteggiamento psicologico dei soggetti normali è diverso da quello dei cerebrolesi che sanno di essere malati e che, in qualche modo, hanno un coinvolgimento emotivo e delle aspettative diversi rispetto ai soggetti di controllo. Nonostante queste difficoltà, i risultati lasciano intravedere l’utilità di un simile approccio e incoraggiano a condurre ulteriori approfondimenti, in particolare in relazione alle connessioni fra pragmatica e attenzione, fra pragmatica e strutture linguistiche e fra pragmatica e condizione psicologica dei partecipanti all’interazione comunicativa.L’analisi dei risultati, inoltre, evidenzia la possibilità di dissociare alcuni singoli aspetti dell’elaborazione pragmatica. In particolare, nei soggetti con lesione a destra sembra emergere una dissociazione tra massima di quantità (deficitaria) e massima di relazione (conservata).
Linguaggio e cervello / Semantica, XLII Convegno della Società di Linguistica Italiana
Pisa, Scuola Normale Superiore
25-27 settembre 2008
2
I.B.6, 1
32
Favilla, Mariaelena; L., Ferroni; M., Giannini
Correlati neurali nei deficit dell’elaborazione pragmatica: emisfero destro o emisfero sinistro? / Favilla, Mariaelena; L., Ferroni; M., Giannini. - ELETTRONICO. - 2:(2012), pp. I.B.6, 1-32. ((Intervento presentato al convegno Linguaggio e cervello / Semantica, XLII Convegno della Società di Linguistica Italiana tenutosi a Pisa, Scuola Normale Superiore nel 25-27 settembre 2008.
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