"La última cena" di Gutiérrez Alea mette in scena un fatto realmente accaduto a Cuba: un giovedì di Pasqua di fine Settecento il proprietario di una piantagione di zucchero invita a cena dodici dei suoi suoi schiavi e illustra loro la via della salvezza attraverso il messaggio della redenzione cristiana. Il film mostra come nel corso del rito pasquale l’evento messianico e il lessico metaforico della salvezza producano slittamenti di significato che gli schiavi interpretano come la concreta possibilità di essere liberi. È lo stesso linguaggio cinematografico a riprodurre il sacro dell’atto liturgico come “azione” che gli invitati al desco del Signore possono finalmente intraprendere verso la libertà. Al racconto cristiano essi oppongono però la loro “parola aperta”, demistificano il progetto di disciplinamento e scatenano una ribellione in cui la contaminazione del sacro col profano diviene epifania di una nuova vita: non più celeste, ma terrena e libera nell’isola di Cuba.
Sentarse a la mesa del Señor. Metaforizaciones y conflictos en "La última cena" de Tomás Gutiérrez Alea / Fiorani, Flavio Angelo. - In: ALTRE MODERNITÀ. - ISSN 2035-7680. - ELETTRONICO. - 6 (2011):(2011), pp. 85-96. [10.13130/2035-7680/1559]
Sentarse a la mesa del Señor. Metaforizaciones y conflictos en "La última cena" de Tomás Gutiérrez Alea
FIORANI, Flavio Angelo
2011
Abstract
"La última cena" di Gutiérrez Alea mette in scena un fatto realmente accaduto a Cuba: un giovedì di Pasqua di fine Settecento il proprietario di una piantagione di zucchero invita a cena dodici dei suoi suoi schiavi e illustra loro la via della salvezza attraverso il messaggio della redenzione cristiana. Il film mostra come nel corso del rito pasquale l’evento messianico e il lessico metaforico della salvezza producano slittamenti di significato che gli schiavi interpretano come la concreta possibilità di essere liberi. È lo stesso linguaggio cinematografico a riprodurre il sacro dell’atto liturgico come “azione” che gli invitati al desco del Signore possono finalmente intraprendere verso la libertà. Al racconto cristiano essi oppongono però la loro “parola aperta”, demistificano il progetto di disciplinamento e scatenano una ribellione in cui la contaminazione del sacro col profano diviene epifania di una nuova vita: non più celeste, ma terrena e libera nell’isola di Cuba.File | Dimensione | Formato | |
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