Scopo del lavoro: La connessione fra denti naturali ed impianti è da sempre un argomento controverso a causa delle differenze morfostrutturali tra le due unità che costituiscono i pilastri protesici. La principale differenza risiede nell’assenza del legamento parodontale nell’impianto, che ne determina un differente comportamento se sottoposto a carico. Il parodonto assorbe lo shock viscoelastico, in grado di diminuire lo stress nella regione crestale e di allungare il tempo in cui il carico viene dissipato. Un singolare effetto, riportato in letteratura, della connessione su denti e impianti è la possibile intrusione dell’elemento naturale. Lo scopo del presente lavoro è analizzare i contributi scientifici relativi all’intrusione dentaria in seguito alla connessione rigida di denti e impianti osteointegrati e la prognosi longitudinale, con particolare riferimento alle tipologie di connessione. Conclusioni I connettori rigidi possono effettivamente determinare il riassorbimento dell’osso attorno all’impianto, ma generalmente di entità tale da non compromettere l’osteointegrazione né il successo della riabilitazione. Per evitare il fenomeno dell’intrusione dentale, è fondamentale selezionare solo pilastri naturali con buona prognosi e minima mobilità e impianti con ottima osteointegrazione, nonché connettere rigidamente gli elementi pilastro e consentire la rimozione indipendente delle strutture protesiche su denti e impianti.
Connessione denti-impianti e intrusione dentale: considerazioni biomeccaniche / Franchi, Irene; Bortolini, Sergio; Natali, Alfredo; M., Franchi; Consolo, Ugo. - In: ITALIAN JOURNAL OF OSSEOINTEGRATION. - ISSN 1593-9936. - STAMPA. - 4:(2004), pp. 131-140.
Connessione denti-impianti e intrusione dentale: considerazioni biomeccaniche
FRANCHI, Irene;BORTOLINI, Sergio;NATALI, Alfredo;CONSOLO, Ugo
2004
Abstract
Scopo del lavoro: La connessione fra denti naturali ed impianti è da sempre un argomento controverso a causa delle differenze morfostrutturali tra le due unità che costituiscono i pilastri protesici. La principale differenza risiede nell’assenza del legamento parodontale nell’impianto, che ne determina un differente comportamento se sottoposto a carico. Il parodonto assorbe lo shock viscoelastico, in grado di diminuire lo stress nella regione crestale e di allungare il tempo in cui il carico viene dissipato. Un singolare effetto, riportato in letteratura, della connessione su denti e impianti è la possibile intrusione dell’elemento naturale. Lo scopo del presente lavoro è analizzare i contributi scientifici relativi all’intrusione dentaria in seguito alla connessione rigida di denti e impianti osteointegrati e la prognosi longitudinale, con particolare riferimento alle tipologie di connessione. Conclusioni I connettori rigidi possono effettivamente determinare il riassorbimento dell’osso attorno all’impianto, ma generalmente di entità tale da non compromettere l’osteointegrazione né il successo della riabilitazione. Per evitare il fenomeno dell’intrusione dentale, è fondamentale selezionare solo pilastri naturali con buona prognosi e minima mobilità e impianti con ottima osteointegrazione, nonché connettere rigidamente gli elementi pilastro e consentire la rimozione indipendente delle strutture protesiche su denti e impianti.File | Dimensione | Formato | |
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