Gli elevati vantaggi di agglomerazione spaziale di molti comparti dell’industria meccanica si sono ridotti nel periodo 1981-2001.Dagli studi empirici emerge che l’andamento dell’occupazione meccanica è segnato da cambiamenti nella composizione settoriale nei vari territori e nei due decenni.La presenza di una struttura produttiva orientata verso settori più dinamici dell’economia costituisce un fattore di crescita regionale che può essere utile separare dal punto di vista analitico da rimanenti fattori locali di sviluppo, quali ad esempio i vantaggi localizzativi e di competitività, economie esterne ecc.La tecnica più largamente adottata per distinguere l’influenza esercitata su una variabile economica dalla struttura settoriale rispetto a quella di altri fattori è la cosiddetta analisi delle componenti strutturali e regionali, o analisi shift-share, introdotta negli anni Sessanta dal lavoro pionieristico di Dunn (1960). Impiegata nella comparazione della dinamica relativa di paesi (Ray, 1990; Esteban-Marquillas, 2000), questa tecnica ha riscosso in Italia un discreto successo grazie ai lavori di Biffignandi (1993) e di Guarini e Tassinari (1996).Una vasta base di dati per tale analisi è costituita dai dati censuari sull’occupazione; e la pubblicazione del censimento del 2001 è stata l’occasione per una nuova ondata di studi che applicano la tecnica shift-share e offrono spunti di riflessione per le politiche di sviluppo locale2.In questo capitolo concentreremo l’attenzione sulla dinamica spaziale del-l’occupazione meccanica nel periodo 1981-2001 con riferimento ai 32 sistemi locali del lavoro a specializzazione meccanica di piccola e media impresa identificati dall’ISTAT sui dati del censimento del 1991 (ISTAT, 1997), alle 103 province, ai 9 cluster di SLL descritti nel CAP. 1.La dinamica produttiva contribuisce a modificare i confini spaziali dei SLL, ma come abbiamo già osservato nel CAP. 1 non disponiamo di strumenti di analisi che ci consentano di evidenziare entrambe le trasformazioni. Nell’analisi shift-share che fa riferimento ai SLL abbiamo quindi scelto di adottare una configurazione spaziale intermedia, quella del 1991, che costituisce il risultato delle trasformazioni intervenute nel decennio 1981-91 e la base territoriale delle trasformazioni nel decennio successivo.I dati utilizzati, per provincia e per SLL, sono il numero di addetti delle unità locali metalmeccaniche rilevato nei censimenti dell’industria e dei servizi nel 1981, 1991 e 2001. Per la comparazione al massimo livello di disaggregazione settoriale abbiamo adottato la classificazione delle attività economiche Ateco 1981 a quattro cifre3.L’esposizione si muove su due piani strettamente connessi, quello dell’analisi dell’andamento dell’occupazione nei sistemi locali di produzione meccanica, di cui questo lavoro costituisce un tassello, e quello della didattica, con l’obiettivo di offrire agli studenti strumenti e applicazioni dell’analisi spaziale.Presenteremo i principali strumenti di analisi spaziale della struttura produttiva: il coefficiente di localizzazione, l’indice di specializzazione e la tecnica shift-share.In generale, coefficienti di localizzazione e indici di specializzazione non sembrano essere strumenti adeguati per rispondere alle domande della nostra ricerca.In questo capitolo concentreremo la nostra analisi sui risultati della tecnica shift-share.Occorre notare che l’ambito territoriale rilevante per descrivere le variazioni dell’occupazione potrebbe essere diverso per i vari comparti in cui disaggreghiamo la variazione complessiva dell’occupazione metalmeccanica e, quindi, potrebbe non essere efficace una descrizione che si riferisca alle singole unità territoriali, ma occorrerebbe considerare unità territoriali connesse e non necessariamente contigue.Metteremo a confronto dapprima i risultati relativi ai 32 SLL di piccola e media imprese che l’ISTAT classificava nel 1991 come specializzati nella meccanica (PAR. 5.3) e quelli delle 28 province in cui vi è almeno un comune appartenente a quei 32 SLL. L’analisi viene poi estesa a tutte le province e ai 9 cluster di SLL identificati nel CAP. 1 (PAR. 5.4). Il capitolo si conclude con una sintesi dei risultati dell’analisi dinamica e dei problemi metodologici emersi nell’analisi shift-share, indicando lungo quali linee sviluppare la ricerca.

L’occupazione metalmeccanica nei sistemi di piccola e media impresa. Shift-share 1981-2001 / Russo, Margherita; E., Pirani. - STAMPA. - (2008), pp. 93-122.

L’occupazione metalmeccanica nei sistemi di piccola e media impresa. Shift-share 1981-2001

RUSSO, Margherita;
2008

Abstract

Gli elevati vantaggi di agglomerazione spaziale di molti comparti dell’industria meccanica si sono ridotti nel periodo 1981-2001.Dagli studi empirici emerge che l’andamento dell’occupazione meccanica è segnato da cambiamenti nella composizione settoriale nei vari territori e nei due decenni.La presenza di una struttura produttiva orientata verso settori più dinamici dell’economia costituisce un fattore di crescita regionale che può essere utile separare dal punto di vista analitico da rimanenti fattori locali di sviluppo, quali ad esempio i vantaggi localizzativi e di competitività, economie esterne ecc.La tecnica più largamente adottata per distinguere l’influenza esercitata su una variabile economica dalla struttura settoriale rispetto a quella di altri fattori è la cosiddetta analisi delle componenti strutturali e regionali, o analisi shift-share, introdotta negli anni Sessanta dal lavoro pionieristico di Dunn (1960). Impiegata nella comparazione della dinamica relativa di paesi (Ray, 1990; Esteban-Marquillas, 2000), questa tecnica ha riscosso in Italia un discreto successo grazie ai lavori di Biffignandi (1993) e di Guarini e Tassinari (1996).Una vasta base di dati per tale analisi è costituita dai dati censuari sull’occupazione; e la pubblicazione del censimento del 2001 è stata l’occasione per una nuova ondata di studi che applicano la tecnica shift-share e offrono spunti di riflessione per le politiche di sviluppo locale2.In questo capitolo concentreremo l’attenzione sulla dinamica spaziale del-l’occupazione meccanica nel periodo 1981-2001 con riferimento ai 32 sistemi locali del lavoro a specializzazione meccanica di piccola e media impresa identificati dall’ISTAT sui dati del censimento del 1991 (ISTAT, 1997), alle 103 province, ai 9 cluster di SLL descritti nel CAP. 1.La dinamica produttiva contribuisce a modificare i confini spaziali dei SLL, ma come abbiamo già osservato nel CAP. 1 non disponiamo di strumenti di analisi che ci consentano di evidenziare entrambe le trasformazioni. Nell’analisi shift-share che fa riferimento ai SLL abbiamo quindi scelto di adottare una configurazione spaziale intermedia, quella del 1991, che costituisce il risultato delle trasformazioni intervenute nel decennio 1981-91 e la base territoriale delle trasformazioni nel decennio successivo.I dati utilizzati, per provincia e per SLL, sono il numero di addetti delle unità locali metalmeccaniche rilevato nei censimenti dell’industria e dei servizi nel 1981, 1991 e 2001. Per la comparazione al massimo livello di disaggregazione settoriale abbiamo adottato la classificazione delle attività economiche Ateco 1981 a quattro cifre3.L’esposizione si muove su due piani strettamente connessi, quello dell’analisi dell’andamento dell’occupazione nei sistemi locali di produzione meccanica, di cui questo lavoro costituisce un tassello, e quello della didattica, con l’obiettivo di offrire agli studenti strumenti e applicazioni dell’analisi spaziale.Presenteremo i principali strumenti di analisi spaziale della struttura produttiva: il coefficiente di localizzazione, l’indice di specializzazione e la tecnica shift-share.In generale, coefficienti di localizzazione e indici di specializzazione non sembrano essere strumenti adeguati per rispondere alle domande della nostra ricerca.In questo capitolo concentreremo la nostra analisi sui risultati della tecnica shift-share.Occorre notare che l’ambito territoriale rilevante per descrivere le variazioni dell’occupazione potrebbe essere diverso per i vari comparti in cui disaggreghiamo la variazione complessiva dell’occupazione metalmeccanica e, quindi, potrebbe non essere efficace una descrizione che si riferisca alle singole unità territoriali, ma occorrerebbe considerare unità territoriali connesse e non necessariamente contigue.Metteremo a confronto dapprima i risultati relativi ai 32 SLL di piccola e media imprese che l’ISTAT classificava nel 1991 come specializzati nella meccanica (PAR. 5.3) e quelli delle 28 province in cui vi è almeno un comune appartenente a quei 32 SLL. L’analisi viene poi estesa a tutte le province e ai 9 cluster di SLL identificati nel CAP. 1 (PAR. 5.4). Il capitolo si conclude con una sintesi dei risultati dell’analisi dinamica e dei problemi metodologici emersi nell’analisi shift-share, indicando lungo quali linee sviluppare la ricerca.
L’industria meccanica in Italia. Analisi spaziale delle specializzazioni produttive 1951-2001
9788843047468
Carocci
ITALIA
L’occupazione metalmeccanica nei sistemi di piccola e media impresa. Shift-share 1981-2001 / Russo, Margherita; E., Pirani. - STAMPA. - (2008), pp. 93-122.
Russo, Margherita; E., Pirani
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