il caso studiato è il Programma Regionale di Azioni Innovative «Innovazione Tecnologica in Toscana (PRAI-ITT)», attuato dalla Regione Toscana nel periodo gennaio 2002-dicembre 2004. Obiettivo del Programma era stimolare i processi di innovazione tecnologica nell’economia della regione mediante la creazione di reti di cooperazione tra agenti eterogenei (imprese, centri di ricerca, università, istituzioni pubbliche locali, centri per l’innovazione, centri di servizi alle imprese, agenzie formative e organismi finanziari). La novità di questo Programma, che rendeva necessario definire nuovi strumenti di analisi, risiedeva nell’aver individuato nella rete di cooperazione il soggetto destinatario degli incentivi pubblici. L’uso congiunto del metodo etnografico e dell’analisi delle reti di relazioni sociali (tramite gli strumenti della social network analysis) ha consentito una migliore comprensione delle caratteristiche strutturali del Programma e delle azioni da intraprendere in futuro per l’analisi, il monitoraggio e la valutazione degli effetti di programmi simili. Il profilo temporale dei processi di innovazione si è rivelato essere un aspetto cruciale del Programma: il piano di sfruttamento dei risultati è esso stesso un processo non sempre realizzabile (talvolta neanche chiaramente individuabile) nel limitato tempo a disposizione per l’utilizzo del finanziamento; l’orizzonte temporale a cui riferire la valutazione sulle relazioni generative prodotte dal programma di Azioni Innovative deve estendersi oltre la conclusione amministrativa del Programma. Dall’analisi della costruzione e sviluppo delle reti di partner è emerso che i proponenti avevano fatto ricorso a reti di relazioni già attive e a proposte in qualche misura già in parte delineate in precedenti attività di ricerca e sperimentazione. È stato anche possibile individuare il nucleo di attori più centrali per la loro capacità nel mobilitare – attraverso molteplici legami diretti e indiretti – la partecipazione ai progetti di innovazione di alcune centinaia di attori, molti dei quali non avevano precedenti esperienze di contatto con centri di ricerca e università. Ma le aspettative dei partecipanti erano che quelle reti non fossero necessariamente le stesse che avrebbero poi realizzato lo sviluppo del prototipo o lo sfruttamento dei risultati del progetto: la mobilitazione di relazioni generative si estende quindi oltre il nucleo di attori individuati dall’analisi dei partecipanti al Programma. Alcuni tra gli attori più centrali hanno avuto un ruolo particolare nel costruire un ponte tra esperienze, esigenze e capacità diverse. Si tratta di attori spesso attivi in una gamma di attività – dalla ricerca, alla formazione, alla consulenza su servizi di certificazione – che li ha avvicinati a ambiti molto diversi (dalla ricerca accademica alla particolare tecnologia di produzione) dei quali hanno appreso i molti linguaggi. La loro multivocalità li rende soggetti essenziali perché le reti si possano creare, modellare (allargandosi o restringendosi) e possano funzionare attorno a specifiche proposte progettuali. Le implicazioni dell’analisi del Programma di Azioni Innovative della Toscana ha evidenziato anche che le politiche per l’innovazione richiedano una forte dose di innovazione nelle politiche. Di questo c’è consapevolezza nello strumento individuato dalla Commissione Europea (le Azioni Innovative, appunto), ma occorrerebe costruire strumenti appropriati, e questo riguarda non solo nuovi specifici obiettivi delle politiche per l’innovazione (le reti di cooperazione tra attori con competenze eterogenee, ad esempio, invece che solo generici incentivi destinati magari a particolari aree tecnologiche, o a particolari ambiti territoriali di una regione). Occorre connettere quegli obiettivi specifici alle informazioni rilevanti da raccogliere nel bando pubblico per poter poi procedere ad una valutazione e selezione dei progetti da finanziare coerente con gli obiettivi, e consentire un efficace monitoraggio e valutazione dei progetti finanziati e del Programma nel suo complesso .

Reti di cooperazione e innovazione / Russo, Margherita; Rossi, Federica. - STAMPA. - (2010), pp. 149-179.

Reti di cooperazione e innovazione

RUSSO, Margherita;ROSSI, Federica
2010

Abstract

il caso studiato è il Programma Regionale di Azioni Innovative «Innovazione Tecnologica in Toscana (PRAI-ITT)», attuato dalla Regione Toscana nel periodo gennaio 2002-dicembre 2004. Obiettivo del Programma era stimolare i processi di innovazione tecnologica nell’economia della regione mediante la creazione di reti di cooperazione tra agenti eterogenei (imprese, centri di ricerca, università, istituzioni pubbliche locali, centri per l’innovazione, centri di servizi alle imprese, agenzie formative e organismi finanziari). La novità di questo Programma, che rendeva necessario definire nuovi strumenti di analisi, risiedeva nell’aver individuato nella rete di cooperazione il soggetto destinatario degli incentivi pubblici. L’uso congiunto del metodo etnografico e dell’analisi delle reti di relazioni sociali (tramite gli strumenti della social network analysis) ha consentito una migliore comprensione delle caratteristiche strutturali del Programma e delle azioni da intraprendere in futuro per l’analisi, il monitoraggio e la valutazione degli effetti di programmi simili. Il profilo temporale dei processi di innovazione si è rivelato essere un aspetto cruciale del Programma: il piano di sfruttamento dei risultati è esso stesso un processo non sempre realizzabile (talvolta neanche chiaramente individuabile) nel limitato tempo a disposizione per l’utilizzo del finanziamento; l’orizzonte temporale a cui riferire la valutazione sulle relazioni generative prodotte dal programma di Azioni Innovative deve estendersi oltre la conclusione amministrativa del Programma. Dall’analisi della costruzione e sviluppo delle reti di partner è emerso che i proponenti avevano fatto ricorso a reti di relazioni già attive e a proposte in qualche misura già in parte delineate in precedenti attività di ricerca e sperimentazione. È stato anche possibile individuare il nucleo di attori più centrali per la loro capacità nel mobilitare – attraverso molteplici legami diretti e indiretti – la partecipazione ai progetti di innovazione di alcune centinaia di attori, molti dei quali non avevano precedenti esperienze di contatto con centri di ricerca e università. Ma le aspettative dei partecipanti erano che quelle reti non fossero necessariamente le stesse che avrebbero poi realizzato lo sviluppo del prototipo o lo sfruttamento dei risultati del progetto: la mobilitazione di relazioni generative si estende quindi oltre il nucleo di attori individuati dall’analisi dei partecipanti al Programma. Alcuni tra gli attori più centrali hanno avuto un ruolo particolare nel costruire un ponte tra esperienze, esigenze e capacità diverse. Si tratta di attori spesso attivi in una gamma di attività – dalla ricerca, alla formazione, alla consulenza su servizi di certificazione – che li ha avvicinati a ambiti molto diversi (dalla ricerca accademica alla particolare tecnologia di produzione) dei quali hanno appreso i molti linguaggi. La loro multivocalità li rende soggetti essenziali perché le reti si possano creare, modellare (allargandosi o restringendosi) e possano funzionare attorno a specifiche proposte progettuali. Le implicazioni dell’analisi del Programma di Azioni Innovative della Toscana ha evidenziato anche che le politiche per l’innovazione richiedano una forte dose di innovazione nelle politiche. Di questo c’è consapevolezza nello strumento individuato dalla Commissione Europea (le Azioni Innovative, appunto), ma occorrerebe costruire strumenti appropriati, e questo riguarda non solo nuovi specifici obiettivi delle politiche per l’innovazione (le reti di cooperazione tra attori con competenze eterogenee, ad esempio, invece che solo generici incentivi destinati magari a particolari aree tecnologiche, o a particolari ambiti territoriali di una regione). Occorre connettere quegli obiettivi specifici alle informazioni rilevanti da raccogliere nel bando pubblico per poter poi procedere ad una valutazione e selezione dei progetti da finanziare coerente con gli obiettivi, e consentire un efficace monitoraggio e valutazione dei progetti finanziati e del Programma nel suo complesso .
Processi di innovazione e sviluppo locale. Teorie e politiche
9788860364920
Donzelli
ITALIA
Reti di cooperazione e innovazione / Russo, Margherita; Rossi, Federica. - STAMPA. - (2010), pp. 149-179.
Russo, Margherita; Rossi, Federica
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