La capacità di Legionella spp di sopravvivere nell’ambiente idrico come parassita intracellulare di protozoi e di associarsi ai biofilm spiega la scarsa efficacia dei biocidi e le difficoltà ad eradicare il germe dagli edifici pubblici e privati. Per questo motivo, per l’attenzione al problema e per il miglioramento delle capacità diagnostiche, la Malattia dei Legionari aumenta di anno in anno sia in Italia che in Europa e circa il 20% dei casi sono associati ai viaggi. Italia, Spagna e Francia sono i paesi più frequentemente visitati dai casi che insorgono in turisti e viaggiatori. L’Italia è quindi un paese particolarmente a rischio e questo può derivare dalla elevata frequenza ed entità di contaminazione delle nostre strutture turistico-alberghiere. Dal 2003, a seguito di un cluster epidemico, è stato condotto uno studio in una area costiera caratterizzata da strutture a prevalente apertura stagionale per verificare i fattori di rischio che si associano alla persistenza della contaminazione da Legionella e alla comparsa di casi tra gli ospiti, nonostante l’applicazione delle Linee Guida. I principali fattori associati alla comparsa di casi negli alberghi sono risultati la presenza di L. pneumophila sierogruppo 1, la contaminazione a livelli >10.000 CFU/L, e la percentuale dei siti contaminati all’interno della struttura (>60%). E’ emerso inoltre che le attività di manutenzione, pulizia e disinfezione per essere efficaci devono essere attuate dopo una attenta analisi del rischio che tenga in considerazione tutti gli aspetti degli impianti, compresa la modalità distributiva dell’acqua fredda. In sostanza, per limitare la legionellosi nei viaggiatori, è importante che i Dipartimenti di Prevenzione svolgano un ruolo di informazione e supporto per i gestori delle strutture turistico-alberghiere, al fine di favorire la corretta applicazione di protocolli di prevenzione, adeguatamente selezionati anche in termini costo-efficacia in funzione delle caratteristiche delle singole strutture.

La malattia dei legionari nei viaggiatori: epidemiologia, fattori di rischio e prevenzione / Borella, Paola; A., Borrello; Torcasio, Francesca; Bargellini, Annalisa; Marchesi, Isabella; G., Bucherini; Cauteruccio, Laura; Frezza, Giuseppina; L., Salizzato. - In: PANORAMA DELLA SANITÀ. - ISSN 1827-8140. - STAMPA. - 36 (suppl):(2008), pp. 420-420. ((Intervento presentato al convegno 43° congresso nazionale SItI "la promozione della salute per lo sviluppo sociale ed economico dell'Italia:il contributo dell'Igiene e della Sanità Pubblica tenutosi a Bari nel 1-4 ottobre 2008.

La malattia dei legionari nei viaggiatori: epidemiologia, fattori di rischio e prevenzione

BORELLA, Paola;TORCASIO, Francesca;BARGELLINI, Annalisa;MARCHESI, Isabella;CAUTERUCCIO, Laura;FREZZA, Giuseppina;
2008-01-01

Abstract

La capacità di Legionella spp di sopravvivere nell’ambiente idrico come parassita intracellulare di protozoi e di associarsi ai biofilm spiega la scarsa efficacia dei biocidi e le difficoltà ad eradicare il germe dagli edifici pubblici e privati. Per questo motivo, per l’attenzione al problema e per il miglioramento delle capacità diagnostiche, la Malattia dei Legionari aumenta di anno in anno sia in Italia che in Europa e circa il 20% dei casi sono associati ai viaggi. Italia, Spagna e Francia sono i paesi più frequentemente visitati dai casi che insorgono in turisti e viaggiatori. L’Italia è quindi un paese particolarmente a rischio e questo può derivare dalla elevata frequenza ed entità di contaminazione delle nostre strutture turistico-alberghiere. Dal 2003, a seguito di un cluster epidemico, è stato condotto uno studio in una area costiera caratterizzata da strutture a prevalente apertura stagionale per verificare i fattori di rischio che si associano alla persistenza della contaminazione da Legionella e alla comparsa di casi tra gli ospiti, nonostante l’applicazione delle Linee Guida. I principali fattori associati alla comparsa di casi negli alberghi sono risultati la presenza di L. pneumophila sierogruppo 1, la contaminazione a livelli >10.000 CFU/L, e la percentuale dei siti contaminati all’interno della struttura (>60%). E’ emerso inoltre che le attività di manutenzione, pulizia e disinfezione per essere efficaci devono essere attuate dopo una attenta analisi del rischio che tenga in considerazione tutti gli aspetti degli impianti, compresa la modalità distributiva dell’acqua fredda. In sostanza, per limitare la legionellosi nei viaggiatori, è importante che i Dipartimenti di Prevenzione svolgano un ruolo di informazione e supporto per i gestori delle strutture turistico-alberghiere, al fine di favorire la corretta applicazione di protocolli di prevenzione, adeguatamente selezionati anche in termini costo-efficacia in funzione delle caratteristiche delle singole strutture.
36 (suppl)
420
420
Borella, Paola; A., Borrello; Torcasio, Francesca; Bargellini, Annalisa; Marchesi, Isabella; G., Bucherini; Cauteruccio, Laura; Frezza, Giuseppina; L., Salizzato
La malattia dei legionari nei viaggiatori: epidemiologia, fattori di rischio e prevenzione / Borella, Paola; A., Borrello; Torcasio, Francesca; Bargellini, Annalisa; Marchesi, Isabella; G., Bucherini; Cauteruccio, Laura; Frezza, Giuseppina; L., Salizzato. - In: PANORAMA DELLA SANITÀ. - ISSN 1827-8140. - STAMPA. - 36 (suppl):(2008), pp. 420-420. ((Intervento presentato al convegno 43° congresso nazionale SItI "la promozione della salute per lo sviluppo sociale ed economico dell'Italia:il contributo dell'Igiene e della Sanità Pubblica tenutosi a Bari nel 1-4 ottobre 2008.
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