Introduzione. Nell'ambito del programma di sorveglianza sanitaria della popolazione residente in prossimità dell'inceneritore per rifiuti solidi urbani di Modena, abbiamoselezionato i due principali indicatori di rischio teratogeno legato ad esposizioni ambientali: le malformazioni congenite e l'abortività spontanea. Presentiamo i risultati dei primi dueanni (2003-2004) relativamente alle malformazioni congenite. Metodi. Per l'individuazione degli eventi di interesse (parti e malformazioni congenite) abbiamo utilizzato i seguentiflussi informativi: - la Banca dati delle Schede di Dimissione Ospedaliere (SDO) della Regione Emilia-Romagna. Abbiamo considerato come SDO di parto quelle con DRG(Diagnosis-Related Group) dal 370 al 375 e come possibili SDO di parto quelle contenenti almeno un codice di patologia del settore ICD9-CM-97 "Complicazioni della Gravidanza del Parto e del Puerperio". Tali schede sono state verificate utilizzando gli altri flussi informativi (SDO dei nati, Certificato di Assistenza al Parto (CEDAP), dati anagrafici comunali). Abbiamo considerato indicative di malformazione congenita le SDO contenentialmeno un codice ICD9 compreso nell'intervallo 740,0-759,9 in qualsiasi campo diagnosi; - tutti i CEDAP relativi a parti di residenti nel Comune di Modena verificatisi presso ospedali della Regione. I CEDAP vengono compilati immediatamente dopo il parto (anchenel caso di bambino nato morto) da parte di personale sanitario e contengono informazioni anche in relazione alla presenza di malformazioni congenite; - il Registro delleMalformazioni Congenite della Regione Emilia-Romagna (IMER). Tale Registro, istituito su base volontaria presso la Università di Ferrara, raccoglie dalla quasi totalità dei punti nascita dettagliate informazioni riguardo la tipologia delle malformazioni. I dati sonorelativi sia ai nati sia alle interruzioni volontarie di gravidanza: vista la scarsa completezza di quest'ultimo flusso abbiamo ritenuto di non includerne i dati. La procedura utilizzata èstata la seguente: identificate tutte le madri del biennio 2003-2004 residenti nel Comune di Modena (da Anagrafe comunale, SDO di parto), vi abbiamo legato le SDO neonatali, tra le quali abbiamo infine individuato quelle con diagnosi di malformazione. Risultati. Abbiamo identificato 181 nati malformati su un totale di 3.229 parti. Delle tre fonti, il CEDAP hafornito pochissimi casi, mai in maniera esclusiva; invece il 71,2% della casistica è stato identificato dalle SDO ed il 51,9% da IMER. Solo il 23,7% dei casi era presente in entrambe le fonti. Conclusioni. L'esperienza illustrata dimostra come l'uso di una sola fonte informativa, per quanto riguarda le malformazioni congenite, sia da considerarsi largamente insufficiente per una accettabile completezza della casistica. D'altra parteulteriori approfondimenti sono necessari per valutare i motivi per i quali, partendo dalla stessa origine ospedaliera, due fonti informative diverse conducano ad esiti così pocosovrapponibili, mentre per la terza (CEDAP) oltre alla recente istituzione del flusso, nuoce probabilmente la compilazione a brevissima distanza dalla nascita.

Identificazione dei casi di malformazione congenita attraverso l'uso di tre fonti informative / G., De Girolamo; Malagoli, Carlotta; C. A., Goldoni; Vinceti, Marco. - In: ISTISAN CONGRESSI. - ISSN 0393-5620. - STAMPA. - 1:(2007), pp. 31-32. ((Intervento presentato al convegno L’integrazione di archivi elettronici per l’epidemiologia e la sanità pubblica: finalità e metodi tenutosi a Roma nel 17-18 maggio 2007.

Identificazione dei casi di malformazione congenita attraverso l'uso di tre fonti informative

MALAGOLI, Carlotta;VINCETI, Marco
2007

Abstract

Introduzione. Nell'ambito del programma di sorveglianza sanitaria della popolazione residente in prossimità dell'inceneritore per rifiuti solidi urbani di Modena, abbiamoselezionato i due principali indicatori di rischio teratogeno legato ad esposizioni ambientali: le malformazioni congenite e l'abortività spontanea. Presentiamo i risultati dei primi dueanni (2003-2004) relativamente alle malformazioni congenite. Metodi. Per l'individuazione degli eventi di interesse (parti e malformazioni congenite) abbiamo utilizzato i seguentiflussi informativi: - la Banca dati delle Schede di Dimissione Ospedaliere (SDO) della Regione Emilia-Romagna. Abbiamo considerato come SDO di parto quelle con DRG(Diagnosis-Related Group) dal 370 al 375 e come possibili SDO di parto quelle contenenti almeno un codice di patologia del settore ICD9-CM-97 "Complicazioni della Gravidanza del Parto e del Puerperio". Tali schede sono state verificate utilizzando gli altri flussi informativi (SDO dei nati, Certificato di Assistenza al Parto (CEDAP), dati anagrafici comunali). Abbiamo considerato indicative di malformazione congenita le SDO contenentialmeno un codice ICD9 compreso nell'intervallo 740,0-759,9 in qualsiasi campo diagnosi; - tutti i CEDAP relativi a parti di residenti nel Comune di Modena verificatisi presso ospedali della Regione. I CEDAP vengono compilati immediatamente dopo il parto (anchenel caso di bambino nato morto) da parte di personale sanitario e contengono informazioni anche in relazione alla presenza di malformazioni congenite; - il Registro delleMalformazioni Congenite della Regione Emilia-Romagna (IMER). Tale Registro, istituito su base volontaria presso la Università di Ferrara, raccoglie dalla quasi totalità dei punti nascita dettagliate informazioni riguardo la tipologia delle malformazioni. I dati sonorelativi sia ai nati sia alle interruzioni volontarie di gravidanza: vista la scarsa completezza di quest'ultimo flusso abbiamo ritenuto di non includerne i dati. La procedura utilizzata èstata la seguente: identificate tutte le madri del biennio 2003-2004 residenti nel Comune di Modena (da Anagrafe comunale, SDO di parto), vi abbiamo legato le SDO neonatali, tra le quali abbiamo infine individuato quelle con diagnosi di malformazione. Risultati. Abbiamo identificato 181 nati malformati su un totale di 3.229 parti. Delle tre fonti, il CEDAP hafornito pochissimi casi, mai in maniera esclusiva; invece il 71,2% della casistica è stato identificato dalle SDO ed il 51,9% da IMER. Solo il 23,7% dei casi era presente in entrambe le fonti. Conclusioni. L'esperienza illustrata dimostra come l'uso di una sola fonte informativa, per quanto riguarda le malformazioni congenite, sia da considerarsi largamente insufficiente per una accettabile completezza della casistica. D'altra parteulteriori approfondimenti sono necessari per valutare i motivi per i quali, partendo dalla stessa origine ospedaliera, due fonti informative diverse conducano ad esiti così pocosovrapponibili, mentre per la terza (CEDAP) oltre alla recente istituzione del flusso, nuoce probabilmente la compilazione a brevissima distanza dalla nascita.
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G., De Girolamo; Malagoli, Carlotta; C. A., Goldoni; Vinceti, Marco
Identificazione dei casi di malformazione congenita attraverso l'uso di tre fonti informative / G., De Girolamo; Malagoli, Carlotta; C. A., Goldoni; Vinceti, Marco. - In: ISTISAN CONGRESSI. - ISSN 0393-5620. - STAMPA. - 1:(2007), pp. 31-32. ((Intervento presentato al convegno L’integrazione di archivi elettronici per l’epidemiologia e la sanità pubblica: finalità e metodi tenutosi a Roma nel 17-18 maggio 2007.
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