La crescita dei distretti industriali italiani ha tracciato un nuovo modello di sviluppo considerato con interesse da studiosi e policy maker per la pecu-liare miscela di apertura al mercato mondiale e radicamento locale . La tenu-ta di quel modello deve oggi confrontarsi con l’entrata in scena dei produtto-ri cinesi, che sono in grado di competere non solo sul piano della tecnologia e dei costi, ma in qualche misura anche su quello delle strategie di marketing e di vendita: questa sfida è sia diretta, sugli stessi prodotti, che indiretta, at-traverso le interrelazioni tra i vari mercati delle materie prime, dei compo-nenti, dei macchinari e dei beni di consumo finale.Soltanto un decennio fa i mutamenti politici ed economici della Cina ve-nivano accolti con entusiasmo per le nuove opportunità che avrebbero potuto aprirsi alle imprese europee, sia attraverso l’apertura di nuovi immensi mer-cati sia per i vantaggi che sarebbero potuti derivare dall’acquisto di compo-nenti a basso costo. Da qualche anno, l’ampia presenza di prodotti cinesi concorrenti di molti beni di consumo e di beni capitali inizia a suscitare dub-bi sulla capacità delle imprese manifatturiere italiane di fare fronte a una concorrenza senza precedenti, dal punto di vista qualitativo e quantitativo. Per quel che riguarda i distretti industriali italiani, quali elementi potran-no rivelarsi fattori di vantaggio competitivo? In che misura il loro radicamento territoriale, sia in senso geografico sia in senso sociale, continua a rappresentare un elemento rilevante per la loro capacità di sviluppo? A queste domande si risponde, in genere, dicendo che la Cina offre lavoro a basso costo, ma non possiede lo “stile italiano”, che caratterizzerebbe gran parte dei prodotti dei distretti industriali del nostro paese. In questo lavoro si discute il perché le risposte che fanno leva sulla forza competitiva dello stile italiano siano insoddisfacenti, non soltanto perché sembrano considerare la creatività italiana come una sorta di dote naturale inestinguibile, ma soprattutto perché prendono in considerazione una sola dimensione del distretto e non colgono i punti di debolezza su cui occorre invece intervenire. In questo lavoro, la discussione muove dall’analisi del modo in cui la sfida cinese sta condizionando il distretto ceramico di Sassuolo, uno dei più dinamici distretti industriali italiani. Per fornire una spiegazione più esauriente e adeguata il distretto industriale viene considerato co-me un sistema complesso, caratterizzato da una struttura eterarchica , in cui diversi attori interagiscono attraverso molteplici livelli, con differenti tempo-ralità e obiettivi (Russo 2000, Lane, 2002). Saranno quindi discussi i nume-rosi cambiamenti indotti dai nuovi attori che entrano in scena, il nuovo ruolo giocato dagli attori già presenti nel distretto e quelli con cui interagiscono, i nuovi tipi di rapporti che vengono attivati. Ne emergono alcuni scenari pos-sibili, non una strategia unica e nemmeno una tassonomia di strategie di di-stretto.

Processi di innovazione nei distretti e globalizzazione. Il caso di Sassuolo / Russo, Margherita. - STAMPA. - (2006), pp. 281-308.

Processi di innovazione nei distretti e globalizzazione. Il caso di Sassuolo

RUSSO, Margherita
2006

Abstract

La crescita dei distretti industriali italiani ha tracciato un nuovo modello di sviluppo considerato con interesse da studiosi e policy maker per la pecu-liare miscela di apertura al mercato mondiale e radicamento locale . La tenu-ta di quel modello deve oggi confrontarsi con l’entrata in scena dei produtto-ri cinesi, che sono in grado di competere non solo sul piano della tecnologia e dei costi, ma in qualche misura anche su quello delle strategie di marketing e di vendita: questa sfida è sia diretta, sugli stessi prodotti, che indiretta, at-traverso le interrelazioni tra i vari mercati delle materie prime, dei compo-nenti, dei macchinari e dei beni di consumo finale.Soltanto un decennio fa i mutamenti politici ed economici della Cina ve-nivano accolti con entusiasmo per le nuove opportunità che avrebbero potuto aprirsi alle imprese europee, sia attraverso l’apertura di nuovi immensi mer-cati sia per i vantaggi che sarebbero potuti derivare dall’acquisto di compo-nenti a basso costo. Da qualche anno, l’ampia presenza di prodotti cinesi concorrenti di molti beni di consumo e di beni capitali inizia a suscitare dub-bi sulla capacità delle imprese manifatturiere italiane di fare fronte a una concorrenza senza precedenti, dal punto di vista qualitativo e quantitativo. Per quel che riguarda i distretti industriali italiani, quali elementi potran-no rivelarsi fattori di vantaggio competitivo? In che misura il loro radicamento territoriale, sia in senso geografico sia in senso sociale, continua a rappresentare un elemento rilevante per la loro capacità di sviluppo? A queste domande si risponde, in genere, dicendo che la Cina offre lavoro a basso costo, ma non possiede lo “stile italiano”, che caratterizzerebbe gran parte dei prodotti dei distretti industriali del nostro paese. In questo lavoro si discute il perché le risposte che fanno leva sulla forza competitiva dello stile italiano siano insoddisfacenti, non soltanto perché sembrano considerare la creatività italiana come una sorta di dote naturale inestinguibile, ma soprattutto perché prendono in considerazione una sola dimensione del distretto e non colgono i punti di debolezza su cui occorre invece intervenire. In questo lavoro, la discussione muove dall’analisi del modo in cui la sfida cinese sta condizionando il distretto ceramico di Sassuolo, uno dei più dinamici distretti industriali italiani. Per fornire una spiegazione più esauriente e adeguata il distretto industriale viene considerato co-me un sistema complesso, caratterizzato da una struttura eterarchica , in cui diversi attori interagiscono attraverso molteplici livelli, con differenti tempo-ralità e obiettivi (Russo 2000, Lane, 2002). Saranno quindi discussi i nume-rosi cambiamenti indotti dai nuovi attori che entrano in scena, il nuovo ruolo giocato dagli attori già presenti nel distretto e quelli con cui interagiscono, i nuovi tipi di rapporti che vengono attivati. Ne emergono alcuni scenari pos-sibili, non una strategia unica e nemmeno una tassonomia di strategie di di-stretto.
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9788843037452
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Processi di innovazione nei distretti e globalizzazione. Il caso di Sassuolo / Russo, Margherita. - STAMPA. - (2006), pp. 281-308.
Russo, Margherita
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