Sono state determinate le concentrazioni di protossido d’azoto (N2O) e isofluorano in campioni ambientali e urinari di soggetti professionalmente esposti ad anestetici volatili nelle sale operatorie di un ospedale emiliano. Lo scopo era quello di valutare: se per stimare l’esposizione personale sia utilizzabile un analizzatore automatico (spettrometro Brüel & Kjaer 1302) per campionamenti in posizione fissa (“zona anestesista” e “zona chirurgo/ strumentista”); se con periodici controlli dell’esposizione si possa ottenere una riduzione della stessa; se l’esposizione a N2O e isofluorano sia contenuta entro i rispettivi valori limite; se ci sia differente esposizione tra anestesisti e chirurghi/strumentisti. Sono stati effettuati due controlli dell’esposizione ad anestetici distanziati di sei mesi: nel primo l’esposizione è stata misurata mediante lo spettrometro, nel secondo tramite campionatori personali passivi. Nel primo controllo sono state raccolte informazioni sui periodi di presenza del personale in sala. Le concentrazioni ambientali di N2O ottenute con il campionatore fisso sono risultate correlate con quelle urinarie. I livelli urinari di N2O ricavati dalla retta di regressione sono risultati sovrapponibili a quelli ottenuti con i campionatori personali. I livelli ambientali e urinari di N2O sono significativamente diminuiti dal primo al secondo controllo. Nel secondo rilevamento il 70% dei soggetti ha presentato un’esposizione a N2O e isofluorano contenuta entro i rispettivi limiti ambientali (50 ppm per N2O e 0,5 ppm per isofluorano). Soltanto al primo controllo gli anestesisti hanno presentato un’esposizione a N2O significativamente più alta di quella dei chirurghi/strumentisti. L’indagine ha evidenziato che: i dati del campionamento in posizione fissa, se analizzati tenendo conto dei periodi di presenza dei lavoratori in sala, possono essere utilizzati per stimare l’esposizione individuale; l’esposizione diminuisce dopo i controlli in seguito all’applicazione di misure preventive; la ripetizione dei controlli risulta necessaria perché l’esposizione supera spesso i valori limite; il gradiente espositivo tra le diverse figure professionali scompare quando diminuisce l’inquinamento in zona anestesista.

Monitoraggio dell'esposizione professionale ad anestetici volatili in sala operatoria: misurazioni ambientali e biologiche / Rovesti, Sergio; Ferrari, Angela; D., Faggiano; G., Vivoli. - In: ANNALI DI IGIENE MEDICINA PREVENTIVA E DI COMUNITÀ. - ISSN 1120-9135. - STAMPA. - 17:(2005), pp. 219-230.

Monitoraggio dell'esposizione professionale ad anestetici volatili in sala operatoria: misurazioni ambientali e biologiche

ROVESTI, Sergio;FERRARI, Angela;
2005

Abstract

Sono state determinate le concentrazioni di protossido d’azoto (N2O) e isofluorano in campioni ambientali e urinari di soggetti professionalmente esposti ad anestetici volatili nelle sale operatorie di un ospedale emiliano. Lo scopo era quello di valutare: se per stimare l’esposizione personale sia utilizzabile un analizzatore automatico (spettrometro Brüel & Kjaer 1302) per campionamenti in posizione fissa (“zona anestesista” e “zona chirurgo/ strumentista”); se con periodici controlli dell’esposizione si possa ottenere una riduzione della stessa; se l’esposizione a N2O e isofluorano sia contenuta entro i rispettivi valori limite; se ci sia differente esposizione tra anestesisti e chirurghi/strumentisti. Sono stati effettuati due controlli dell’esposizione ad anestetici distanziati di sei mesi: nel primo l’esposizione è stata misurata mediante lo spettrometro, nel secondo tramite campionatori personali passivi. Nel primo controllo sono state raccolte informazioni sui periodi di presenza del personale in sala. Le concentrazioni ambientali di N2O ottenute con il campionatore fisso sono risultate correlate con quelle urinarie. I livelli urinari di N2O ricavati dalla retta di regressione sono risultati sovrapponibili a quelli ottenuti con i campionatori personali. I livelli ambientali e urinari di N2O sono significativamente diminuiti dal primo al secondo controllo. Nel secondo rilevamento il 70% dei soggetti ha presentato un’esposizione a N2O e isofluorano contenuta entro i rispettivi limiti ambientali (50 ppm per N2O e 0,5 ppm per isofluorano). Soltanto al primo controllo gli anestesisti hanno presentato un’esposizione a N2O significativamente più alta di quella dei chirurghi/strumentisti. L’indagine ha evidenziato che: i dati del campionamento in posizione fissa, se analizzati tenendo conto dei periodi di presenza dei lavoratori in sala, possono essere utilizzati per stimare l’esposizione individuale; l’esposizione diminuisce dopo i controlli in seguito all’applicazione di misure preventive; la ripetizione dei controlli risulta necessaria perché l’esposizione supera spesso i valori limite; il gradiente espositivo tra le diverse figure professionali scompare quando diminuisce l’inquinamento in zona anestesista.
17
219
230
Monitoraggio dell'esposizione professionale ad anestetici volatili in sala operatoria: misurazioni ambientali e biologiche / Rovesti, Sergio; Ferrari, Angela; D., Faggiano; G., Vivoli. - In: ANNALI DI IGIENE MEDICINA PREVENTIVA E DI COMUNITÀ. - ISSN 1120-9135. - STAMPA. - 17:(2005), pp. 219-230.
Rovesti, Sergio; Ferrari, Angela; D., Faggiano; G., Vivoli
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