Questo libro rappresenta, in un certo senso, la naturale prosecuzione di precedenti lavori dell’Autrice, volti a ricostruire le fonti filosofiche dell'opera proustiana. Dopo aver analizzato i molteplici apporti che hanno nutrito il pensiero di Proust, Annamaria Contini si concentra ora su uno degli aspetti più affascinanti della "Ricerca del tempo perduto": la sua collocazione intermedia tra saggio e romanzo, tra filosofia e letteratura; la sua capacità d'incorporare nel tessuto del racconto, che resta uno dei capolavori narrativi del Novecento, una riflessione complessa, originale, ricca di assonanze con molti temi del dibattito odierno. Evitando di scindere le concezioni estetiche presenti nell'opera dalle soluzioni adottate sul piano romanzesco, questo libro individua nella metafora una chiave d'accesso alla teoria proustiana della conoscenza in grado di rileggerne alcuni nodi cruciali: dal problema del tempo e della memoria a quello dei rapporti tra linguaggio e realtà, arte e vita, sensibilità e intelligenza. Proust non considera la metafora come il sostituto di un'espressione letterale equivalente, come un artificio stilistico volto ad abbellire o vivacizzare il discorso. Per Proust, la metafora esplica una funzione conoscitiva, mostrando relazioni tra le cose non scorte in precedenza; inoltre, essa comporta procedimenti e risultati originali, che la rendono un peculiare modello di conoscenza, alternativo a quelli formulati dall'intelligenza astratta o da una ragione di tipo strumentale. La metafora coincide innanzitutto con una metamorfosi delle cose rappresentate: con una nuova visione in grado di rendere percepibili le continue trasformazioni del mondo sensibile riabilitando – paradossalmente - gli errori dei sensi, cioè recuperando un sentire che sigla il compenetrarsi di soggetto e oggetto, immaginazione e realtà, percezione e ricordo. La verità stessa non è né una costruzione puramente soggettiva, né un dato oggettivo, ma un punto d'incontro tra un soggetto che si apre al mondo e un oggetto che si espande fino a includere in sé anche i significati che il soggetto gli attribuisce.Insomma, se il romanzo proustiano tende a coincidere con una sotterranea, eppure costante, ricerca della verità, la metafora si profila sia come strumento essenziale di tale ricerca, sia come modello di un diverso sapere del mondo: un sapere che, dopo aver disarticolato schemi convenzionali e astratti, trova nell'instabilità percettiva, nelle continue metamorfosi del sensibile, nella tensione tra identità e differenza i propri ineliminabili supporti.

Marcel Proust. Tempo, metafora, conoscenza / Contini, Annamaria. - STAMPA. - (2006), pp. 1-198.

Marcel Proust. Tempo, metafora, conoscenza

CONTINI, Annamaria
2006

Abstract

Questo libro rappresenta, in un certo senso, la naturale prosecuzione di precedenti lavori dell’Autrice, volti a ricostruire le fonti filosofiche dell'opera proustiana. Dopo aver analizzato i molteplici apporti che hanno nutrito il pensiero di Proust, Annamaria Contini si concentra ora su uno degli aspetti più affascinanti della "Ricerca del tempo perduto": la sua collocazione intermedia tra saggio e romanzo, tra filosofia e letteratura; la sua capacità d'incorporare nel tessuto del racconto, che resta uno dei capolavori narrativi del Novecento, una riflessione complessa, originale, ricca di assonanze con molti temi del dibattito odierno. Evitando di scindere le concezioni estetiche presenti nell'opera dalle soluzioni adottate sul piano romanzesco, questo libro individua nella metafora una chiave d'accesso alla teoria proustiana della conoscenza in grado di rileggerne alcuni nodi cruciali: dal problema del tempo e della memoria a quello dei rapporti tra linguaggio e realtà, arte e vita, sensibilità e intelligenza. Proust non considera la metafora come il sostituto di un'espressione letterale equivalente, come un artificio stilistico volto ad abbellire o vivacizzare il discorso. Per Proust, la metafora esplica una funzione conoscitiva, mostrando relazioni tra le cose non scorte in precedenza; inoltre, essa comporta procedimenti e risultati originali, che la rendono un peculiare modello di conoscenza, alternativo a quelli formulati dall'intelligenza astratta o da una ragione di tipo strumentale. La metafora coincide innanzitutto con una metamorfosi delle cose rappresentate: con una nuova visione in grado di rendere percepibili le continue trasformazioni del mondo sensibile riabilitando – paradossalmente - gli errori dei sensi, cioè recuperando un sentire che sigla il compenetrarsi di soggetto e oggetto, immaginazione e realtà, percezione e ricordo. La verità stessa non è né una costruzione puramente soggettiva, né un dato oggettivo, ma un punto d'incontro tra un soggetto che si apre al mondo e un oggetto che si espande fino a includere in sé anche i significati che il soggetto gli attribuisce.Insomma, se il romanzo proustiano tende a coincidere con una sotterranea, eppure costante, ricerca della verità, la metafora si profila sia come strumento essenziale di tale ricerca, sia come modello di un diverso sapere del mondo: un sapere che, dopo aver disarticolato schemi convenzionali e astratti, trova nell'instabilità percettiva, nelle continue metamorfosi del sensibile, nella tensione tra identità e differenza i propri ineliminabili supporti.
2006
no
Italiano
9788849128109
Clueb
ITALIA
BOLOGNA
1
198
Marcel Proust; conoscenza; metafora; linguaggio; verità; tempo; memoria
Questo volume sviluppa una linea critica che, da Mariolina Bongiovani Bertini a Vincentes Descombes, ha polemizzato con le interpretazioni dicotomizzanti del testo proustiano (ovvero, con la tendenza a isolare dal resto dell’opera le sezioni filosoficamente rilevanti e a concentrare solo su di esse lo sforzo ermeneutico), proponendosi invece d’individuare le valenze teorico-filosofiche insite nelle strategie narrative del romanzo. Esso adotta pertanto una prospettiva di carattere interdisciplinare, affrontando con gli strumenti dell'estetica filosofica temi e problemi che vengono spesso riservati alla teoria della letteratura. L’originalità del lavoro consiste nel tentativo d’indagare a tutto campo la teoria proustiana della conoscenza, in modo da metterne a fuoco l’interna sistematicità, legata al progetto – elaborato da Proust – di delineare una strategia letteraria di accesso alla verità.
info:eu-repo/semantics/book
LIBRO::Monografia/Trattato scientifico
276
Marcel Proust. Tempo, metafora, conoscenza / Contini, Annamaria. - STAMPA. - (2006), pp. 1-198.
Contini, Annamaria
open
1
File in questo prodotto:
File Dimensione Formato  
Proust_Metafora_Volume_Cod.pdf

Open Access dal 29/03/2021

Descrizione: Monografia
Tipologia: VOR - Versione pubblicata dall'editore
Dimensione 936.33 kB
Formato Adobe PDF
936.33 kB Adobe PDF Visualizza/Apri
Pubblicazioni consigliate

Licenza Creative Commons
I metadati presenti in IRIS UNIMORE sono rilasciati con licenza Creative Commons CC0 1.0 Universal, mentre i file delle pubblicazioni sono rilasciati con licenza Attribuzione 4.0 Internazionale (CC BY 4.0), salvo diversa indicazione.
In caso di violazione di copyright, contattare Supporto Iris

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11380/421020
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact