I Priapulidi, dal greco ‘priapos’, una deità fallica personificante il potere generatore maschile, sono animali vermiformi e cilindrici di lunghezza variabile tra 0,55 mm e 20 cm, triblastici, a simmetria bilaterale, non segmentati o solo superficialmente annulati. La regione globosa anteriore, detta introverto, può essere retratta all’interno della restante parte del corpo e funge da organo per la locomozione e per il foraggiamento; all’introverto segue l’addome che accoglie la maggior parte del canale alimentare ed il sistema urogenitale; esemplari di alcuni generi presentano 1-2 espansioni caudali cui si attribuisce una funzione di coadiuvo nella respirazione o nella osmoregolazione (cfr. Storch, 1991). I sessi generalmente sono separati; la fecondazione è esterna nei priapulidi di grosse dimensioni ma interna nelle specie meiobentoniche del genere Tubiluchus (Ferraguti e Garbelli, 2006); lo sviluppo è indiretto nella quasi totalità dei casi, fa eccezione Mieopriapulus fijiensisi il cui ciclo vitale non prevede stadi larvali (Storch, 1991). I Priapulidi, benché attualmente tutt’altro che comuni costituivano il gruppo dominante tra gli invertebrati bentonici a corpo molle di alcuni mari del Cambriano medio-inferiore, come testimoniano i reperti fossili di Burgess Shale (Conway-Morris, 1977).Tra i taxa attuali, le forme macrobentoniche, nove specie in tutto, fanno parte dell’infauna dei fondali fangosi marini e sembrano essere per lo più confinati ai mari temperati boreali o freddi mentre le dieci specie meiobentoniche hanno abitudini fossorie o vivono negli interstizi dei sedimenti marini di tutto il mondo.I Priapulidi presentano la cavità del corpo rivestita da epitelio, ma tale rivestimento non è probabilmente di natura peritoneale, e pertanto l’origine e le relazioni filogenetiche di questi animali sono state a lungo dibattute. Tradizionalmente i Priapulidi sono considerati una classe del phylum Aschelminthes (Hyman, 1951) o anche un phylum a sé stante, con strette relazioni evolutive con altri vermi aschelmintomorfi (Land, 1970; Storch 1991). Le più recenti ricostruzioni filogenetiche, basate sia sull’analisi della sequenza nucleotidica di geni nucleari sia su caratteristiche morfologiche, portano ad includere i Priapulida, più verosimilmente, nell’ambito degli Ecdysozoa (Peterson e Eenisse, 2001; Petrov e Vladychenskaya, 2005 ) e più precisamente nel clade degli Scalidophora, insieme a Chinorincha e Loricifera (Sorensen et al., 2000; Halanych, 2004). La sistematica interna del gruppo prevede la suddivisione delle specie viventi in quattro ordini: Priapulomorpha (2 famiglie, 3 generi); Halicryptomorpha (1 famiglia, 1 genere), Meiopriapulomorpha (1 famiglia, 1 genere), Seticoronaria (1 famiglia, 1 genere) (Adrianov e Malakhov, 1996). Nel Mediterraneo sono state rinvenute finora quattro specie (Salvini-Plawen, 1973, 1974, 1977; Por, 1973; Por e Bromley, 1974; Murina-Vansetti, 1981, 1984; Wolter, 1987; Zavodnik, 1994; Salvini-Plawen et al., 1998; Lemburg e Ruthensteiner, 2003; Todaro e Shirley, 2003) di cui tre trovano collocazione nell’ambito dei Priapulomorpha: Priapulus caudatus, Priapulopsis (?) cnidephorus, (Fam. Priapulidae) e Tubiluchus troglodytes (fam. Tubiluchidae) ed una nei Seticoronaria: Maccabeus tentaculatus (Fam. Maccabeidae).I priapulidi segnalati nel Mediterraneo sono tutti endemici del bacino eccetto Priapulus caudatus, specie ad ampia distribuzione nell’emisfero nord. Nel mediterraneo è nota per il sud della Spagna, il golfo del Leone, Cipro e diverse località dell’Adriatico (cfr. Lemburg e Ruthensteiner, 2003). Tra le forme endemiche, Maccabeus tentaculatus sembra avere la più ampia distribuzione poiché segnalata nel Mare di Alboran, a Banyuls-sur-Mer, nei pressi di Cipro e nell’Adriatico (Dalmazia e Puglia: Salvini-Plawen, 1974, 1977). Priapulopsis (?) cnidephorus è stata rinvenuta in un unico esemplare nei pressi di Rovigno in Croazia (Salvini-Plawen, 1973) mentre Tubiluchus troglodytes è stato scoperto nel 2001 nel corso di alcune indagini inerenti la meiofauna delle grotte del Salento (Lecce) dove è presente con densità fino a circa 84 ind./10 cm2, una delle più alte mai registrate per il phylum (Todaro e Shirley, 2003; Todaro et al., 2006). Di recente, adulti e larve di questa specie sono state rinvenute in campioni di sabbia provenienti dalle aree marine protette di Porto Cesareo, Lecce e di Capo Caccia, Sassari (M.A. Todaro, dati non pubblicati). I rinvenimenti sardi fanno ritenere che a questa specie sia da affiliare anche la femmina di Tubiluchus segnalata da C. Erséus nei pressi di Capo San Elia, Cagliari (vedi Land, 1985). Di seguito viene fornita la lista dei taxa rinvenuti nei mari italiani e della Croazia. Per quanto riguarda la sistematica ci si è attenuti a quanto riportato da Adrianov e Malakhov (1996), ma considerando il gruppo come un phylum e sottolineando inoltre che la sistematizzazione dei Priapulidi, è tutt'altro che stabilizzata, come dimostrano anche le diverse proposte di Lemburg (1999) e Lemburg e Ruthensteiner (2003).

Priapulida / Todaro, Mary Antonio Donatello. - ELETTRONICO. - La checklist della fauna marina italiana:(2006), pp. NA-NA.

Priapulida

TODARO, Mary Antonio Donatello
2006

Abstract

I Priapulidi, dal greco ‘priapos’, una deità fallica personificante il potere generatore maschile, sono animali vermiformi e cilindrici di lunghezza variabile tra 0,55 mm e 20 cm, triblastici, a simmetria bilaterale, non segmentati o solo superficialmente annulati. La regione globosa anteriore, detta introverto, può essere retratta all’interno della restante parte del corpo e funge da organo per la locomozione e per il foraggiamento; all’introverto segue l’addome che accoglie la maggior parte del canale alimentare ed il sistema urogenitale; esemplari di alcuni generi presentano 1-2 espansioni caudali cui si attribuisce una funzione di coadiuvo nella respirazione o nella osmoregolazione (cfr. Storch, 1991). I sessi generalmente sono separati; la fecondazione è esterna nei priapulidi di grosse dimensioni ma interna nelle specie meiobentoniche del genere Tubiluchus (Ferraguti e Garbelli, 2006); lo sviluppo è indiretto nella quasi totalità dei casi, fa eccezione Mieopriapulus fijiensisi il cui ciclo vitale non prevede stadi larvali (Storch, 1991). I Priapulidi, benché attualmente tutt’altro che comuni costituivano il gruppo dominante tra gli invertebrati bentonici a corpo molle di alcuni mari del Cambriano medio-inferiore, come testimoniano i reperti fossili di Burgess Shale (Conway-Morris, 1977).Tra i taxa attuali, le forme macrobentoniche, nove specie in tutto, fanno parte dell’infauna dei fondali fangosi marini e sembrano essere per lo più confinati ai mari temperati boreali o freddi mentre le dieci specie meiobentoniche hanno abitudini fossorie o vivono negli interstizi dei sedimenti marini di tutto il mondo.I Priapulidi presentano la cavità del corpo rivestita da epitelio, ma tale rivestimento non è probabilmente di natura peritoneale, e pertanto l’origine e le relazioni filogenetiche di questi animali sono state a lungo dibattute. Tradizionalmente i Priapulidi sono considerati una classe del phylum Aschelminthes (Hyman, 1951) o anche un phylum a sé stante, con strette relazioni evolutive con altri vermi aschelmintomorfi (Land, 1970; Storch 1991). Le più recenti ricostruzioni filogenetiche, basate sia sull’analisi della sequenza nucleotidica di geni nucleari sia su caratteristiche morfologiche, portano ad includere i Priapulida, più verosimilmente, nell’ambito degli Ecdysozoa (Peterson e Eenisse, 2001; Petrov e Vladychenskaya, 2005 ) e più precisamente nel clade degli Scalidophora, insieme a Chinorincha e Loricifera (Sorensen et al., 2000; Halanych, 2004). La sistematica interna del gruppo prevede la suddivisione delle specie viventi in quattro ordini: Priapulomorpha (2 famiglie, 3 generi); Halicryptomorpha (1 famiglia, 1 genere), Meiopriapulomorpha (1 famiglia, 1 genere), Seticoronaria (1 famiglia, 1 genere) (Adrianov e Malakhov, 1996). Nel Mediterraneo sono state rinvenute finora quattro specie (Salvini-Plawen, 1973, 1974, 1977; Por, 1973; Por e Bromley, 1974; Murina-Vansetti, 1981, 1984; Wolter, 1987; Zavodnik, 1994; Salvini-Plawen et al., 1998; Lemburg e Ruthensteiner, 2003; Todaro e Shirley, 2003) di cui tre trovano collocazione nell’ambito dei Priapulomorpha: Priapulus caudatus, Priapulopsis (?) cnidephorus, (Fam. Priapulidae) e Tubiluchus troglodytes (fam. Tubiluchidae) ed una nei Seticoronaria: Maccabeus tentaculatus (Fam. Maccabeidae).I priapulidi segnalati nel Mediterraneo sono tutti endemici del bacino eccetto Priapulus caudatus, specie ad ampia distribuzione nell’emisfero nord. Nel mediterraneo è nota per il sud della Spagna, il golfo del Leone, Cipro e diverse località dell’Adriatico (cfr. Lemburg e Ruthensteiner, 2003). Tra le forme endemiche, Maccabeus tentaculatus sembra avere la più ampia distribuzione poiché segnalata nel Mare di Alboran, a Banyuls-sur-Mer, nei pressi di Cipro e nell’Adriatico (Dalmazia e Puglia: Salvini-Plawen, 1974, 1977). Priapulopsis (?) cnidephorus è stata rinvenuta in un unico esemplare nei pressi di Rovigno in Croazia (Salvini-Plawen, 1973) mentre Tubiluchus troglodytes è stato scoperto nel 2001 nel corso di alcune indagini inerenti la meiofauna delle grotte del Salento (Lecce) dove è presente con densità fino a circa 84 ind./10 cm2, una delle più alte mai registrate per il phylum (Todaro e Shirley, 2003; Todaro et al., 2006). Di recente, adulti e larve di questa specie sono state rinvenute in campioni di sabbia provenienti dalle aree marine protette di Porto Cesareo, Lecce e di Capo Caccia, Sassari (M.A. Todaro, dati non pubblicati). I rinvenimenti sardi fanno ritenere che a questa specie sia da affiliare anche la femmina di Tubiluchus segnalata da C. Erséus nei pressi di Capo San Elia, Cagliari (vedi Land, 1985). Di seguito viene fornita la lista dei taxa rinvenuti nei mari italiani e della Croazia. Per quanto riguarda la sistematica ci si è attenuti a quanto riportato da Adrianov e Malakhov (1996), ma considerando il gruppo come un phylum e sottolineando inoltre che la sistematizzazione dei Priapulidi, è tutt'altro che stabilizzata, come dimostrano anche le diverse proposte di Lemburg (1999) e Lemburg e Ruthensteiner (2003).
La checklist delle specie marine italiane
Ministero dell’Ambiente e tutela del territorio
ITALIA
Priapulida / Todaro, Mary Antonio Donatello. - ELETTRONICO. - La checklist della fauna marina italiana:(2006), pp. NA-NA.
Todaro, Mary Antonio Donatello
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