Le Costituzioni per l’Università di Modena si inseriscono pienamente nell’ambito del riformismo europeo settecentesco, che impegna Paesi come la Prussia, l’Austria e, in Italia, il Piemonte sabaudo, la Lombardia, il Ducato di Parma, il Granducato di Toscana. I sovrani europei ed italiani ridisegnarono programmi e funzionamento delle loro Università nella consapevolezza che i centri di istruzione superiore, ora sottratti al controllo della Chiesa, avrebbero formato un’élite dirigente selezionata sulla base di aggiornate competenze e non più sull’appartenenza alla classe ecclesiastica o aristocratica.Le Costituzioni sono soprattutto il frutto del lavoro del giurista Bartolomeo Valdrighi e vengono approvate dal duca Francesco III d’Este il 13 settembre 1772. Esse regolano con dettaglio gli organi e il funzionamento dell’Università di Modena. Si definiscono le classi di laurea (Teologia, Legge, Medicina, Filosofia ed arti) e le relative materie di insegnamento; si specificano i doveri e i privilegi del corpo accademico nonché degli studenti; si disegna il corso dell’attività didattica, dalle lezioni ed esercitazioni sino alla prova finale dell’esame di dottorato; si individuano gli organi accademici e soprattutto si istituisce il Magistrato sopra gli Studi, istituzione direttiva controllata dal governo, che soprintende a tutti gli aspetti della vita universitaria.Con la sua rinnovata Università, il Ducato di Modena compie un’ulteriore tappa nel processo di ammodernamento delle sue strutture giuridiche e burocratiche, specialmente dopo la promulgazione del Codice di leggi del 1771.

Modena riformatrice: le costituzioni universitarie del 1772 / Tavilla, Carmelo Elio. - ELETTRONICO. - (2005), pp. 3-30.

Modena riformatrice: le costituzioni universitarie del 1772

TAVILLA, Carmelo Elio
2005

Abstract

Le Costituzioni per l’Università di Modena si inseriscono pienamente nell’ambito del riformismo europeo settecentesco, che impegna Paesi come la Prussia, l’Austria e, in Italia, il Piemonte sabaudo, la Lombardia, il Ducato di Parma, il Granducato di Toscana. I sovrani europei ed italiani ridisegnarono programmi e funzionamento delle loro Università nella consapevolezza che i centri di istruzione superiore, ora sottratti al controllo della Chiesa, avrebbero formato un’élite dirigente selezionata sulla base di aggiornate competenze e non più sull’appartenenza alla classe ecclesiastica o aristocratica.Le Costituzioni sono soprattutto il frutto del lavoro del giurista Bartolomeo Valdrighi e vengono approvate dal duca Francesco III d’Este il 13 settembre 1772. Esse regolano con dettaglio gli organi e il funzionamento dell’Università di Modena. Si definiscono le classi di laurea (Teologia, Legge, Medicina, Filosofia ed arti) e le relative materie di insegnamento; si specificano i doveri e i privilegi del corpo accademico nonché degli studenti; si disegna il corso dell’attività didattica, dalle lezioni ed esercitazioni sino alla prova finale dell’esame di dottorato; si individuano gli organi accademici e soprattutto si istituisce il Magistrato sopra gli Studi, istituzione direttiva controllata dal governo, che soprintende a tutti gli aspetti della vita universitaria.Con la sua rinnovata Università, il Ducato di Modena compie un’ulteriore tappa nel processo di ammodernamento delle sue strutture giuridiche e burocratiche, specialmente dopo la promulgazione del Codice di leggi del 1771.
Costituzioni per l’Università di Modena ed altri Studi negli Stati di Sua Altezza Serenissima (1772)
9788889123072
Edizioni Artestampa
ITALIA
Modena riformatrice: le costituzioni universitarie del 1772 / Tavilla, Carmelo Elio. - ELETTRONICO. - (2005), pp. 3-30.
Tavilla, Carmelo Elio
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