Il contributo mette a fuoco come l’idea di educazione elaborata nella pratica da Danilo Dolci (1924-1997) sia alla radice di un’originale concezione del potere e della legge. Il contributo instaura un dialogo con Aldo Capitini e Alberto Manzi, accomunati a Dolci da una medesima tensione educativa e dal rifiuto dell’ossessione per la «normalizzazione». Attraverso questo dialogo si ricostruisce anzitutto la distinzione tra dominio, fondato sulla trasmissione unidirezionale, e potere, inteso come comunicazione orizzontale e maieutica reciproca. Questa distinzione consente di accostare Dolci all’«altra tradizione» delineata a partire da Hannah Arendt e Andrea Caffi. Il lavoro educativo si configura così come democratizzazione del sapere e, insieme, del potere. Sul versante filosoficogiuridico ne discende un’idea della legge non come comando, ma come «germe musicale»: struttura corale di relazioni fondata sulla comunicazione, che, a partire dai margini, prefigura un’altra idea del diritto.
«ALLA ROVESCIA». UNA CERTA IDEA DELL’EDUCAZIONE, DEL POTERE E DELLA LEGGE. DANILO DOLCI IN DIALOGO CON ALDO CAPITINI E ALBERTO MANZI / Casadei, T.. - In: DEMOCRAZIA E DIRITTI SOCIALI. - ISSN 2610-9166. - 1(2026), pp. 65-92.
«ALLA ROVESCIA». UNA CERTA IDEA DELL’EDUCAZIONE, DEL POTERE E DELLA LEGGE. DANILO DOLCI IN DIALOGO CON ALDO CAPITINI E ALBERTO MANZI
casadei thomas
2026
Abstract
Il contributo mette a fuoco come l’idea di educazione elaborata nella pratica da Danilo Dolci (1924-1997) sia alla radice di un’originale concezione del potere e della legge. Il contributo instaura un dialogo con Aldo Capitini e Alberto Manzi, accomunati a Dolci da una medesima tensione educativa e dal rifiuto dell’ossessione per la «normalizzazione». Attraverso questo dialogo si ricostruisce anzitutto la distinzione tra dominio, fondato sulla trasmissione unidirezionale, e potere, inteso come comunicazione orizzontale e maieutica reciproca. Questa distinzione consente di accostare Dolci all’«altra tradizione» delineata a partire da Hannah Arendt e Andrea Caffi. Il lavoro educativo si configura così come democratizzazione del sapere e, insieme, del potere. Sul versante filosoficogiuridico ne discende un’idea della legge non come comando, ma come «germe musicale»: struttura corale di relazioni fondata sulla comunicazione, che, a partire dai margini, prefigura un’altra idea del diritto.| File | Dimensione | Formato | |
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