Il contributo esamina la pronuncia della Corte di giustizia dell’Unione europea nel caso Bervidi (C-38/24), soffermandosi sull’estensione della tutela antidiscriminatoria ai caregiver familiari di persone con disabilità. Muovendo dal rinvio pregiudiziale disposto dalla Suprema Corte di Cassazione e dalla linea giurisprudenziale dell’Unione inaugurata con la sentenza Coleman (C-303/06), l’articolo ripercorre i principali passaggi argomentativi attraverso cui la CGUE ha riconosciuto la rilevanza della discriminazione indiretta per associazione e l’incidenza della decisione sull’ambito di applicazione della Direttiva 2000/78/CE. In questa prospettiva, l’analisi si sofferma inoltre sul ruolo dell’obbligo di accomodamento ragionevole quale strumento di effettività della parità di trattamento, letto alla luce del sistema multilivello di tutela dei diritti fondamentali e del dialogo tra le Corti europee. Alla stregua di tali premesse, l’articolo riflette sugli effetti della pronuncia Bervidi nell’ordinamento italiano, evidenziando le persistenti criticità nella tutela dei caregiver familiari e le implicazioni che ne derivano sul piano della futura evoluzione del quadro di tutela.
Una parità di ‘riflesso’? La tutela del caregiver nella sentenza Bervidi (C-38/24) e i nuovi confini dell’art. 5 della direttiva 2000/78/CE / Rago, E.. - In: DIRITTO DELLA SICUREZZA SUL LAVORO. - ISSN 2531-4289. - 1:1(2026), pp. 1-31.
Una parità di ‘riflesso’? La tutela del caregiver nella sentenza Bervidi (C-38/24) e i nuovi confini dell’art. 5 della direttiva 2000/78/CE
Evan Rago
2026
Abstract
Il contributo esamina la pronuncia della Corte di giustizia dell’Unione europea nel caso Bervidi (C-38/24), soffermandosi sull’estensione della tutela antidiscriminatoria ai caregiver familiari di persone con disabilità. Muovendo dal rinvio pregiudiziale disposto dalla Suprema Corte di Cassazione e dalla linea giurisprudenziale dell’Unione inaugurata con la sentenza Coleman (C-303/06), l’articolo ripercorre i principali passaggi argomentativi attraverso cui la CGUE ha riconosciuto la rilevanza della discriminazione indiretta per associazione e l’incidenza della decisione sull’ambito di applicazione della Direttiva 2000/78/CE. In questa prospettiva, l’analisi si sofferma inoltre sul ruolo dell’obbligo di accomodamento ragionevole quale strumento di effettività della parità di trattamento, letto alla luce del sistema multilivello di tutela dei diritti fondamentali e del dialogo tra le Corti europee. Alla stregua di tali premesse, l’articolo riflette sugli effetti della pronuncia Bervidi nell’ordinamento italiano, evidenziando le persistenti criticità nella tutela dei caregiver familiari e le implicazioni che ne derivano sul piano della futura evoluzione del quadro di tutela.| File | Dimensione | Formato | |
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