L’articolo analizza la tensione tra la costruzione del mercato unico europeo e il mantenimento, da parte degli Stati membri, di poteri di controllo sugli investimenti esteri e sulle operazioni di concentrazione, noti come golden shares e golden powers. Dopo aver ricostruito il quadro normativo e giurisprudenziale relativo alle libertà economiche fondamentali dell’Unione – in particolare la libertà di stabilimento e la libera circolazione dei capitali – il contributo evidenzia come la Corte di giustizia abbia progressivamente esteso la portata di tali libertà anche a operazioni puramente societarie, indipendenti da investimenti produttivi reali. In tale contesto, gli strumenti nazionali di screening e veto sugli investimenti diretti esteri, pur giustificati dalla tutela della sicurezza nazionale o di altri interessi pubblici, rischiano di compromettere l’unitarietà del mercato interno e la certezza giuridica. Il Regolamento (UE) 2019/452 rappresenta un tentativo di coordinamento tra le discipline nazionali, senza tuttavia introdurre una regolazione uniforme. L’autore conclude che la coesistenza tra interessi strategici nazionali e libertà economiche europee genera un equilibrio fragile e strutturalmente instabile, che richiede un costante bilanciamento tra sovranità statale e integrazione di mercato.
Le concentrazioni nella UE tra mercato unico e poteri di veto nazionali / Mucciarelli, Federico M.. - In: ANALISI GIURIDICA DELL'ECONOMIA. - ISSN 1720-951X. - 2(2025), pp. 583-594.
Le concentrazioni nella UE tra mercato unico e poteri di veto nazionali
Federico M. MUCCIARELLI
2025
Abstract
L’articolo analizza la tensione tra la costruzione del mercato unico europeo e il mantenimento, da parte degli Stati membri, di poteri di controllo sugli investimenti esteri e sulle operazioni di concentrazione, noti come golden shares e golden powers. Dopo aver ricostruito il quadro normativo e giurisprudenziale relativo alle libertà economiche fondamentali dell’Unione – in particolare la libertà di stabilimento e la libera circolazione dei capitali – il contributo evidenzia come la Corte di giustizia abbia progressivamente esteso la portata di tali libertà anche a operazioni puramente societarie, indipendenti da investimenti produttivi reali. In tale contesto, gli strumenti nazionali di screening e veto sugli investimenti diretti esteri, pur giustificati dalla tutela della sicurezza nazionale o di altri interessi pubblici, rischiano di compromettere l’unitarietà del mercato interno e la certezza giuridica. Il Regolamento (UE) 2019/452 rappresenta un tentativo di coordinamento tra le discipline nazionali, senza tuttavia introdurre una regolazione uniforme. L’autore conclude che la coesistenza tra interessi strategici nazionali e libertà economiche europee genera un equilibrio fragile e strutturalmente instabile, che richiede un costante bilanciamento tra sovranità statale e integrazione di mercato.| File | Dimensione | Formato | |
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