il saggio si fa carico di sviluppare alcune considerazioni su natura e funzione della contrattazione collettiva nel settore pubblico in comparazione con il settore privato. Ciò nella prospettiva di verificare nuovamente, ad oltre quarant’anni dai primi studi in materia e alla luce della evoluzione del quadro giuridico-istituzionale di riferimento, l’asserita impossibilità di tracciare un sicuro parallelismo tra la contrattazione collettiva nel pubblico impiego e la contrattazione collettiva nel settore privato. Metodologia: lo studio si integra ed entra in dialogo con la riflessione dottrinale in materia partendo da una analisi delle prassi contrattual-collettive monitorate nel pubblico impiego, collegando le dinamiche osservate ad una analisi dell’evoluzione storico-normativa relativa alla contrattazione nel pubblico impiego. Risultati: l’esito della ricerca è una conferma delle profonde diversità strutturali e anche normative tra contrattazione collettiva nel settore pubblico e nel settore privato. Limiti e implicazioni: l’analisi che si propone deve fare i conti con una diversa conoscibilità delle tendenze della contrattazione collettiva tra settore privato e settore pubblico e all’interno di quest’ultimo tra pubblico impiego privatizzato e in regime pubblico. Originalità: percorrere la frontiera che ancora oggi separa – e differenzia – la contrattazione collettiva del settore pubblico da quella del settore privato pare del resto una traiettoria di indagine particolarmente promettente, rispetto alla rituale insistenza su sentieri già ampiamente battuti dalla dottrina giussindacale italiana, per concorrere a fornire un nuovo impulso ad una riflessione che certo non può oggi più definirsi scientificamente immatura e che, tuttavia, resta allo stato del dibattito priva di risultati appaganti in attesa come è di una non più rinviabile rifondazione della teoria giuridica – e non solo giuridica – del contratto collettivo in Italia. Una teoria che di certo non può permettersi di rinunciare aprioristicamente – spesso per fatti concludenti – alla verifica dei «possibili segni identitari comuni a pubblico e privato»
Un contratto senza un mercato? Alcune riflessioni sulla contrattazione collettiva nel lavoro pubblico / Tiraboschi, Michele. - In: DIRITTO DELLE RELAZIONI INDUSTRIALI. - ISSN 1121-8762. - XXXV:3(2025), pp. 742-792.
Un contratto senza un mercato? Alcune riflessioni sulla contrattazione collettiva nel lavoro pubblico
Tiraboschi, Michele
2025
Abstract
il saggio si fa carico di sviluppare alcune considerazioni su natura e funzione della contrattazione collettiva nel settore pubblico in comparazione con il settore privato. Ciò nella prospettiva di verificare nuovamente, ad oltre quarant’anni dai primi studi in materia e alla luce della evoluzione del quadro giuridico-istituzionale di riferimento, l’asserita impossibilità di tracciare un sicuro parallelismo tra la contrattazione collettiva nel pubblico impiego e la contrattazione collettiva nel settore privato. Metodologia: lo studio si integra ed entra in dialogo con la riflessione dottrinale in materia partendo da una analisi delle prassi contrattual-collettive monitorate nel pubblico impiego, collegando le dinamiche osservate ad una analisi dell’evoluzione storico-normativa relativa alla contrattazione nel pubblico impiego. Risultati: l’esito della ricerca è una conferma delle profonde diversità strutturali e anche normative tra contrattazione collettiva nel settore pubblico e nel settore privato. Limiti e implicazioni: l’analisi che si propone deve fare i conti con una diversa conoscibilità delle tendenze della contrattazione collettiva tra settore privato e settore pubblico e all’interno di quest’ultimo tra pubblico impiego privatizzato e in regime pubblico. Originalità: percorrere la frontiera che ancora oggi separa – e differenzia – la contrattazione collettiva del settore pubblico da quella del settore privato pare del resto una traiettoria di indagine particolarmente promettente, rispetto alla rituale insistenza su sentieri già ampiamente battuti dalla dottrina giussindacale italiana, per concorrere a fornire un nuovo impulso ad una riflessione che certo non può oggi più definirsi scientificamente immatura e che, tuttavia, resta allo stato del dibattito priva di risultati appaganti in attesa come è di una non più rinviabile rifondazione della teoria giuridica – e non solo giuridica – del contratto collettivo in Italia. Una teoria che di certo non può permettersi di rinunciare aprioristicamente – spesso per fatti concludenti – alla verifica dei «possibili segni identitari comuni a pubblico e privato»Pubblicazioni consigliate

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