Obiettivo della ricerca è condurre una valutazione delle misure pubbliche di incentivazione economica della contrattazione di produttività. Metodologia: la ricerca si è basata sullo studio sistematico dei report ministeriali mensili in materia di contrattazione di secondo livello, dal 2016 al 2024, e sul raffronto dei risultati con altri indicatori, anche statistici. Risultati: è emerso che il numero di contratti attivi è rimasto tendenzialmente stabile negli anni, la platea dei lavoratori coinvolti è assai ridotta (25%) rispetto al totale dell’occupazione nel privato, mentre gli importi riconosciuti si attestano a circa il 4% della retribuzione fissa. Limiti e implicazioni: per il tipo di fonte, non è praticabile lo studio qualitativo del contenuto degli accordi; questo non consente di valutare a fondo l’efficacia delle generose misure di incentivazione fiscale e contributiva dell’ultimo decennio. Originalità: si tratta di un primo studio sistematico delle risultanze della reportistica ministeriale, che – nonostante gli inevitabili limiti – consente di avanzare proposte, anche in termini di policy, una volta evidenziati i principali nodi e criticità
Incentivi pubblici e contrattazione di produttività. Cosa emerge dai report del Ministero del lavoro (2016-2024)? / Tiraboschi, Michele; Comi, Giulia; Menegotto, Marco; Sala, Jacopo; Seghezzi, Francesco; Spattini, Silvia. - In: DIRITTO DELLE RELAZIONI INDUSTRIALI. - ISSN 1121-8762. - XXXV:4(2025), pp. 971-992.
Incentivi pubblici e contrattazione di produttività. Cosa emerge dai report del Ministero del lavoro (2016-2024)?
Tiraboschi, Michele
;SEGHEZZI, Francesco
;SPATTINI, Silvia
2025
Abstract
Obiettivo della ricerca è condurre una valutazione delle misure pubbliche di incentivazione economica della contrattazione di produttività. Metodologia: la ricerca si è basata sullo studio sistematico dei report ministeriali mensili in materia di contrattazione di secondo livello, dal 2016 al 2024, e sul raffronto dei risultati con altri indicatori, anche statistici. Risultati: è emerso che il numero di contratti attivi è rimasto tendenzialmente stabile negli anni, la platea dei lavoratori coinvolti è assai ridotta (25%) rispetto al totale dell’occupazione nel privato, mentre gli importi riconosciuti si attestano a circa il 4% della retribuzione fissa. Limiti e implicazioni: per il tipo di fonte, non è praticabile lo studio qualitativo del contenuto degli accordi; questo non consente di valutare a fondo l’efficacia delle generose misure di incentivazione fiscale e contributiva dell’ultimo decennio. Originalità: si tratta di un primo studio sistematico delle risultanze della reportistica ministeriale, che – nonostante gli inevitabili limiti – consente di avanzare proposte, anche in termini di policy, una volta evidenziati i principali nodi e criticitàPubblicazioni consigliate

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