Il contributo affronta il tema della configurabilità di un concorso colposo nel reato doloso. La questione è ritornata di attualità a seguito dell’inversione dell’indirizzo giurisprudenziale, consolidatosi nel tempo, favorevole alla sua ammissibilità. Tale istituto, sorto con l’intenzione di colmare presunti vuoti di tutela e garantire una maggiore equità nel riparto delle responsabilità, si è rivelato strumento di prevenzione generale negativa. Vi sono preclusioni di ordine dogmatico e di razionalità del sistema che impediscono la configurazione di una simile forma concorsuale. Si è partiti dall'analisi dell’evoluzione giurisprudenziale e dal recente cambio di orientamento, caratterizzato da una lettura sistematica rispettosa del divieto di analogia "in malam partem" e del principio di frammentarietà, oltre che per l'affermazione di una congenita incompatibilità tra dolo e colpa in una loro relazione concorsuale. Quest’ultimo aspetto è stato ripreso ed approfondito, aggiungendo ulteriori preclusioni all’ammissibilità di questa figura di compartecipazione: una prima preclusione di tipo dogmatico al concorso personale eterogeneo è stata individuata nella tipicità soggettiva e nell’adozione di un modello unitario di concorso di persone; ulteriore ostacolo lo si è rinvenuto nelle sfere di competenza e nel dominio del rischio, riprendendo sul punto alcuni aspetti della teoria del divieto di regresso. Infine, si sono affrontati i nodi irrisolti della questione concernenti la responsabilità dello psichiatra per atti eterolesivi del paziente, con particolare riferimento alla natura della posizione di garanzia.
Concorso nel reato e tipicità soggettiva eterogenea. Il concorso colposo nel reato doloso / Orlandi, Riccardo. - In: ARCHIVIO PENALE. - ISSN 2384-9479. - 72:2(2020), pp. 1-26.
Concorso nel reato e tipicità soggettiva eterogenea. Il concorso colposo nel reato doloso
Riccardo Orlandi
2020
Abstract
Il contributo affronta il tema della configurabilità di un concorso colposo nel reato doloso. La questione è ritornata di attualità a seguito dell’inversione dell’indirizzo giurisprudenziale, consolidatosi nel tempo, favorevole alla sua ammissibilità. Tale istituto, sorto con l’intenzione di colmare presunti vuoti di tutela e garantire una maggiore equità nel riparto delle responsabilità, si è rivelato strumento di prevenzione generale negativa. Vi sono preclusioni di ordine dogmatico e di razionalità del sistema che impediscono la configurazione di una simile forma concorsuale. Si è partiti dall'analisi dell’evoluzione giurisprudenziale e dal recente cambio di orientamento, caratterizzato da una lettura sistematica rispettosa del divieto di analogia "in malam partem" e del principio di frammentarietà, oltre che per l'affermazione di una congenita incompatibilità tra dolo e colpa in una loro relazione concorsuale. Quest’ultimo aspetto è stato ripreso ed approfondito, aggiungendo ulteriori preclusioni all’ammissibilità di questa figura di compartecipazione: una prima preclusione di tipo dogmatico al concorso personale eterogeneo è stata individuata nella tipicità soggettiva e nell’adozione di un modello unitario di concorso di persone; ulteriore ostacolo lo si è rinvenuto nelle sfere di competenza e nel dominio del rischio, riprendendo sul punto alcuni aspetti della teoria del divieto di regresso. Infine, si sono affrontati i nodi irrisolti della questione concernenti la responsabilità dello psichiatra per atti eterolesivi del paziente, con particolare riferimento alla natura della posizione di garanzia.File | Dimensione | Formato | |
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