The essay analyzes extra-judicial dimension of constitutional conflicts about laws between State and Regions. First of all, the paper considers the experience prior to constitutional reform of year 2001 based on the model of “preventive control of regional laws with request from the Government of the State of a new approval to the regional Council” (art. 127 Const., original version), before invoking the intervention of the Constitutional Court. This model produced a praxis of “bargaining” about the result of the control between State and Region which often marginalized the role of the constitutional Judge. This praxis lives in present time yet, notwithstanding the suppression of preventive control, because it is entrenched in the nature of the direct conflict between State and Regions about their own laws. A conflict that litigants can submit to the Constitutional Court or not and in any time they can agree to quit. This element produce some problems of transparency we can make experience when the litigants quit the conflict just before the final judgment, with evident waste of time and efforts (of the Constitutional Judges, before all..). The essays analyzes various options to reduce these problems: the most ambitious options, which aim to reduce conflicts, introducing a second Chamber of Parliament, representative of Regions (like in federal systems); the extra-judicial - but transparent – solutions, which aim to introduce some conciliatory mechanism, or the suspension of effectiveness of the law, like in Spanish experience; the judicial options, like in German experience. With an apparent oxymoron, the essay attempts to assure loyalty in the conflict between State and Regions, giving it the necessary transparency and making justiciable all (or almost all) the steps which lead to the Constitutional Court, without vanishing the necessary (and useful) flexibility of direct conflict between State and Regions in front of the Court.

Il saggio analizza la dimensione extra-giudiziale della risoluzione delle controversie di legittimità costituzionale tra Stato e Regioni. Dopo un richiamo al modello anteriore alla revisione costituzionale del 2001, imperniato sulla tipologia del controllo preventivo delle leggi regionali con richiesta di riesame (art. 127 Cost. nella sua formulazione originaria e corrispondenti disposizioni degli statuti speciali), che aveva dato vita ad una prassi di contrattazione di legittimità, l’analisi si sposta all’esperienza presente, caratterizzata da una crescente conflittualità tra Stato e Regioni ed alla tendenza a ripresentarsi di forme di gestione “contrattata” del contenzioso. Si tratta di una tendenza di per sé inevitabile, alla luce del carattere di disponibilità che caratterizza il giudizio in via principale sulle leggi regionali e statali nell’ordinamento costituzionale italiano. L’assenza di ogni regolazione produce, però, non poche opacità e disfunzioni, come l’estinzione del processo per rinuncia alle soglie della pronuncia della Corte costituzionale dimostra. Il saggio cerca di esplorare le soluzioni praticabili per ridurre tale opacità. Dalla via maestra, di ispirazione federale, della modifica dei caratteri del bicameralismo italiano, con il coinvolgimento delle Regioni nel procedimento legislativo statale, alle soluzioni che ipotizzano una sorta di tentativo di conciliazione tra le parti, utilizzando spunti tratti dall’esperienza spagnola fino ad arrivare all’utilizzazione dell’istituto della sospensione dell’efficacia della legge. Da ultimo, vengono considerate ipotesi che incidono in modo più diretto sulla disciplina del processo costituzionale, utilizzando anche in questo caso spunti provenienti da esperienze straniere, come quella tedesca. Il tentativo che attraversa l’intero saggio è di rendere leale – e giustiziabile – il comportamento delle parti anche in una evenienza quanto mai conflittuale quale è quella del giudizio a tutela delle proprie competenze costituzionali innanzi alla Corte costituzionale

Il giudizio in via principale oggi: prevenire è meglio che reprimere. Si, ma come ? / Gianfrancesco, E. - (2011), pp. 3-44. ((Intervento presentato al convegno I ricorsi in via principale tenutosi a Palazzo della Consulta, Roma nel 19.11.2010.

Il giudizio in via principale oggi: prevenire è meglio che reprimere. Si, ma come ?

GIANFRANCESCO E
2011

Abstract

Il saggio analizza la dimensione extra-giudiziale della risoluzione delle controversie di legittimità costituzionale tra Stato e Regioni. Dopo un richiamo al modello anteriore alla revisione costituzionale del 2001, imperniato sulla tipologia del controllo preventivo delle leggi regionali con richiesta di riesame (art. 127 Cost. nella sua formulazione originaria e corrispondenti disposizioni degli statuti speciali), che aveva dato vita ad una prassi di contrattazione di legittimità, l’analisi si sposta all’esperienza presente, caratterizzata da una crescente conflittualità tra Stato e Regioni ed alla tendenza a ripresentarsi di forme di gestione “contrattata” del contenzioso. Si tratta di una tendenza di per sé inevitabile, alla luce del carattere di disponibilità che caratterizza il giudizio in via principale sulle leggi regionali e statali nell’ordinamento costituzionale italiano. L’assenza di ogni regolazione produce, però, non poche opacità e disfunzioni, come l’estinzione del processo per rinuncia alle soglie della pronuncia della Corte costituzionale dimostra. Il saggio cerca di esplorare le soluzioni praticabili per ridurre tale opacità. Dalla via maestra, di ispirazione federale, della modifica dei caratteri del bicameralismo italiano, con il coinvolgimento delle Regioni nel procedimento legislativo statale, alle soluzioni che ipotizzano una sorta di tentativo di conciliazione tra le parti, utilizzando spunti tratti dall’esperienza spagnola fino ad arrivare all’utilizzazione dell’istituto della sospensione dell’efficacia della legge. Da ultimo, vengono considerate ipotesi che incidono in modo più diretto sulla disciplina del processo costituzionale, utilizzando anche in questo caso spunti provenienti da esperienze straniere, come quella tedesca. Il tentativo che attraversa l’intero saggio è di rendere leale – e giustiziabile – il comportamento delle parti anche in una evenienza quanto mai conflittuale quale è quella del giudizio a tutela delle proprie competenze costituzionali innanzi alla Corte costituzionale
I ricorsi in via principale
Palazzo della Consulta, Roma
19.11.2010
3
44
Gianfrancesco, E
Il giudizio in via principale oggi: prevenire è meglio che reprimere. Si, ma come ? / Gianfrancesco, E. - (2011), pp. 3-44. ((Intervento presentato al convegno I ricorsi in via principale tenutosi a Palazzo della Consulta, Roma nel 19.11.2010.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11380/1236483
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