La ricostruzione di uno spazio urbano passa inevitabilmente per la storia degli uomini che l’hanno trasformato nel corso del tempo, il cui cammino è indissolubilmente legato alla “storia culturale” dei vegetali, storia che nell’evoluzione di una città riguarda livelli ed aspetti tra i più complessi da indagare. L’Archeobotanica in ambito urbano offre risultati di rilievo quando si dispone di diversi scavi che “fotografano” il territorio in un certo lasso di tempo. Per la Ferrara medievale-rinascimentale è già disponibile un quadro complessivo delle interazioni piante-uomo nell’ambiente urbano grazie ai risultati emersi dalle analisi archeocarpologiche su sette siti cittadini. Nel caso del Giardino delle Duchesse le ricerche archeocarpologiche condotte in loco hanno messo in luce scarsi reperti che comunque si sono aggiunti ai numerosi dati disponibili della vasca US 1050, una struttura coeva al primo impianto del giardino e pertinente allo stesso Palazzo Ducale. Le analisi palinologiche effettuate su campioni provenienti dal Giardino hanno invece dato buoni risultati. Si puntualizza che per una corretta interpretazione dei dati palinologici in questi contesti è necessario tener presente alcuni fattori limitanti: 1) la scarsa produttività pollinica delle specie ornamentali, soprattutto quelle “da fiore” quasi esclusivamente a impollinazione entomofila; 2) le attività antropiche sull’arredo verde (es. arte topiaria), che possono abbattere la produttività anche di specie discretamente pollinifere; 3) la difficoltà di separare quanto può essere attribuito a piante strettamente locali dagli apporti pollinici di spazi urbani verdi limitrofi; 4) il livello di determinazione dei granuli pollinici, in particolare di quelli delle specie erbacee, che, a differenza dei semi/ frutti, porta quasi sempre a “tipi pollinici”, che possono raggruppare entità di tono ornamentale con altre di diverso significato. I fattori sopra elencati tuttavia non tolgono validità alle ricostruzioni palinologiche, se corretti da affinamenti non routinari nel corso delle analisi e se considerati nel momento dell’interpretazione. La validità di tali ricerche è dimostrata da studi condotti su diversi giardini: da quelli persiani a quelli delle domus pompeiane e di altri siti romani, a quelli moreschi, a quelli rinascimentali fino a quelli ottocenteschi. A Ferrara, nell’individuazione delle possibili entità polliniche ornamentali ha avuto un certo peso la disponibilità di numerosissimi reperti carpologici rinvenuti nella vasca US 1050 precedentemente citata, che, consentendo un livello di determinazione più dettagliato, hanno permesso di confermare e/o circoscrivere l’identificazione pollinica.

L’archeobotanica per la ricostruzione del Giardino delle Duchesse (dalla seconda metà del XV al XVII secolo) / Mazzanti, Marta; Torri, Paola; Bosi, Giovanna. - 38:(2018), pp. 363-374.

L’archeobotanica per la ricostruzione del Giardino delle Duchesse (dalla seconda metà del XV al XVII secolo)

Bandini Mazzanti Marta;Torri Paola;Bosi Giovanna
2018

Abstract

La ricostruzione di uno spazio urbano passa inevitabilmente per la storia degli uomini che l’hanno trasformato nel corso del tempo, il cui cammino è indissolubilmente legato alla “storia culturale” dei vegetali, storia che nell’evoluzione di una città riguarda livelli ed aspetti tra i più complessi da indagare. L’Archeobotanica in ambito urbano offre risultati di rilievo quando si dispone di diversi scavi che “fotografano” il territorio in un certo lasso di tempo. Per la Ferrara medievale-rinascimentale è già disponibile un quadro complessivo delle interazioni piante-uomo nell’ambiente urbano grazie ai risultati emersi dalle analisi archeocarpologiche su sette siti cittadini. Nel caso del Giardino delle Duchesse le ricerche archeocarpologiche condotte in loco hanno messo in luce scarsi reperti che comunque si sono aggiunti ai numerosi dati disponibili della vasca US 1050, una struttura coeva al primo impianto del giardino e pertinente allo stesso Palazzo Ducale. Le analisi palinologiche effettuate su campioni provenienti dal Giardino hanno invece dato buoni risultati. Si puntualizza che per una corretta interpretazione dei dati palinologici in questi contesti è necessario tener presente alcuni fattori limitanti: 1) la scarsa produttività pollinica delle specie ornamentali, soprattutto quelle “da fiore” quasi esclusivamente a impollinazione entomofila; 2) le attività antropiche sull’arredo verde (es. arte topiaria), che possono abbattere la produttività anche di specie discretamente pollinifere; 3) la difficoltà di separare quanto può essere attribuito a piante strettamente locali dagli apporti pollinici di spazi urbani verdi limitrofi; 4) il livello di determinazione dei granuli pollinici, in particolare di quelli delle specie erbacee, che, a differenza dei semi/ frutti, porta quasi sempre a “tipi pollinici”, che possono raggruppare entità di tono ornamentale con altre di diverso significato. I fattori sopra elencati tuttavia non tolgono validità alle ricostruzioni palinologiche, se corretti da affinamenti non routinari nel corso delle analisi e se considerati nel momento dell’interpretazione. La validità di tali ricerche è dimostrata da studi condotti su diversi giardini: da quelli persiani a quelli delle domus pompeiane e di altri siti romani, a quelli moreschi, a quelli rinascimentali fino a quelli ottocenteschi. A Ferrara, nell’individuazione delle possibili entità polliniche ornamentali ha avuto un certo peso la disponibilità di numerosissimi reperti carpologici rinvenuti nella vasca US 1050 precedentemente citata, che, consentendo un livello di determinazione più dettagliato, hanno permesso di confermare e/o circoscrivere l’identificazione pollinica.
Ferrara al tempo di Ercole I d'Este. Scavi archeologici, restauri e riqualificazione urbana nel centro storico della città
Guarnieri Chiara
978-88-7814-824-6
All'Insegna del Giglio
ITALIA
L’archeobotanica per la ricostruzione del Giardino delle Duchesse (dalla seconda metà del XV al XVII secolo) / Mazzanti, Marta; Torri, Paola; Bosi, Giovanna. - 38:(2018), pp. 363-374.
Mazzanti, Marta; Torri, Paola; Bosi, Giovanna
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11380/1200677
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