The idea that analyses of findings of an organic origin from archaeological sites are only useful to properly interpret prehistoric contexts was dis- carded some time ago; for several years there has been full recognition of the importance of archaeobotany and also zooarchaeology for an understanding of sites from the historical period. In Europe, many examples of multidisciplinary studies including archaeobotanical analysis have helped outline a more detailed backdrop in interpreting urban sites from the Roman period to the modern age, and thus to provide valuable information on the birth and development of various cities. By contrast, in Italy, there are not many cases where an urban context has been investigated in depth from an archaeobotanical point of view. Among the Emilian cities, Parma has seen some significant archaeobotanical analyses of the site of Piazza Garibaldi; in this case, from the oldest levels examined seeds/fruits and pollen finds have emerged which refer to probable ritual offerings that appear to include both Celtic and Roman traditions. In Ferrara, a city founded in the early medieval era, there are five sites with numerous carpological and palynological data which have decisively enriched the interpretation of individual contexts and the entire history of the city. But the most striking case is Mode- na, which, with more than twenty sites studied to date from an archaeobotanical point of view is sui generis in Italy. The period investigated most so far is the Roman one, from the Republic to Late Antiquity.

L’idea che le analisi dei reperti di origine organica provenienti dai siti archeologici siano utili per interpretare al meglio i soli contesti preistorici è stata accantonata da tempo; da diversi anni è riconosciuta pienamente l’importanza dell’archeobotanica e dell’archeozoologia anche per la comprensione dei siti di periodo storico. In Europa sono numerosi gli esempi di studi multidisciplinari con analisi archeobotaniche che hanno contribuito a delineare un quadro più dettagliato nell’interpretazione di siti urbani dal periodo romano all’età moderna, e quindi a fornire preziose informazioni su nascita e sviluppo di diverse città. Di contro, in Italia non sono molti i casi in cui un contesto urbano è stato indagato in maniera approfondita dal punto di vista archeobotanico. Tra le città emiliane, Parma presenta analisi archeobotaniche di una certa consistenza per il sito di Piazza Garibaldi; in questo contesto, dai livelli più antichi esaminati sono emersi reperti carpologici e pollinici che riportano a probabili offerte rituali che sembrano includere sia usanze celtiche che romane. A Ferrara, città di fondazione altomedievale, sono cinque i siti che con numerosi dati carpologici e palinologici hanno arricchito in maniera determinante l’interpretazione dei singoli contesti e dell’intera storia cittadina. Ma il caso più eclatante è rappresentato da Modena, che con oltre una ventina di siti studiati ad oggi dal punto di vista archeobotanico è un unicum nel panorama nazionale. Il periodo finora maggiormente indagato è quello romano, dal repubblicano al tardo-antico.

L’archeobotanica e i siti urbani: il caso di Mutina / Bosi, Giovanna. - Il Progetto dell'Arché 02:(2018), pp. 210-221. ((Intervento presentato al convegno Fondare e ri-fondare. Origine e sviluppo della città di Parma. Costruzione di un'identità policentrica lungo la via Emilia tra Parma, Reggio e Modena. tenutosi a Parma nel 12-13 Dicembre 2017.

L’archeobotanica e i siti urbani: il caso di Mutina

Bosi Giovanna
2018

Abstract

L’idea che le analisi dei reperti di origine organica provenienti dai siti archeologici siano utili per interpretare al meglio i soli contesti preistorici è stata accantonata da tempo; da diversi anni è riconosciuta pienamente l’importanza dell’archeobotanica e dell’archeozoologia anche per la comprensione dei siti di periodo storico. In Europa sono numerosi gli esempi di studi multidisciplinari con analisi archeobotaniche che hanno contribuito a delineare un quadro più dettagliato nell’interpretazione di siti urbani dal periodo romano all’età moderna, e quindi a fornire preziose informazioni su nascita e sviluppo di diverse città. Di contro, in Italia non sono molti i casi in cui un contesto urbano è stato indagato in maniera approfondita dal punto di vista archeobotanico. Tra le città emiliane, Parma presenta analisi archeobotaniche di una certa consistenza per il sito di Piazza Garibaldi; in questo contesto, dai livelli più antichi esaminati sono emersi reperti carpologici e pollinici che riportano a probabili offerte rituali che sembrano includere sia usanze celtiche che romane. A Ferrara, città di fondazione altomedievale, sono cinque i siti che con numerosi dati carpologici e palinologici hanno arricchito in maniera determinante l’interpretazione dei singoli contesti e dell’intera storia cittadina. Ma il caso più eclatante è rappresentato da Modena, che con oltre una ventina di siti studiati ad oggi dal punto di vista archeobotanico è un unicum nel panorama nazionale. Il periodo finora maggiormente indagato è quello romano, dal repubblicano al tardo-antico.
Fondare e ri-fondare. Origine e sviluppo della città di Parma. Costruzione di un'identità policentrica lungo la via Emilia tra Parma, Reggio e Modena.
Parma
12-13 Dicembre 2017
Il Progetto dell'Arché 02
210
221
Bosi, Giovanna
L’archeobotanica e i siti urbani: il caso di Mutina / Bosi, Giovanna. - Il Progetto dell'Arché 02:(2018), pp. 210-221. ((Intervento presentato al convegno Fondare e ri-fondare. Origine e sviluppo della città di Parma. Costruzione di un'identità policentrica lungo la via Emilia tra Parma, Reggio e Modena. tenutosi a Parma nel 12-13 Dicembre 2017.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11380/1200668
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