Il contributo che viene qui proposto, rappresenta una sintesi dei principali risultati che sono emersi analizzando in più occasioni la banca dati relativa ai soggetti di origine straniera della Camera del Lavoro Territoriale di Reggio Emilia . Tale base di dati, consiste in un corpus di informazioni di varia natura relative a 23.766 soggetti che, in un arco di tempo da noi circoscritto tra il 2000 e il 2007, sono stati iscritti almeno una volta alla CGIL o hanno fruito di uno dei suoi servizi. I dati sono stati raccolti, decifrati ed analizzati mettendo insieme sindacalisti, tecnici e ricercatori, soggetti che a volte, ma non necessariamente, parlano linguaggi differenti e specifici rispetto al proprio quotidiano professionale, ma che alla stessa realtà lavorativa guardano e fanno riferimento. Il merito di aver pensato questo studio è da accreditarsi in primis alla Camera del lavoro Territoriale di Reggio Emilia con la quale sono stati individuati i due principali obiettivi dello studio: a) approfondire la conoscenza dei soggetti immigrati che, nel corso dell’ultimo decennio, si sono rivolti per un qualche motivo alla Camera del Lavoro e alle Categorie della CGIL; b) cercare di capire le potenzialità del sistema di archiviazione informatizzato Ar.G.O. (Archivio di Gestione Organizzativa) in dotazione alla Camera del Lavoro di Reggio Emilia, così come ad altre Camere del Lavoro in Emilia Romagna e in altre regioni. L’importanza dei dati relativi ai soggetti stranieri che si rivolgono o che fanno riferimento alla CGIL risulta abbastanza evidente poiché riflette il crescente rilievo che ha assunto la componente immigrata per il Sindacato, così come per la società italiana, ed in modo particolare per il contesto locale a cui si fa riferimento, è lecito chiedersi quali potenzialità possono essere offerte all’azione sindacale dalla comprensione di un sistema di archiviazione informatizzato di tali dati e dalla conoscenza che necessariamente ne deriva. In un convegno internazionale svoltosi a Roma ormai vent’anni fa ed organizzato da una serie di organizzazioni, quali l’IRES-CGIL, il CESOS, il Sindnova-CISL e il CREL-UIL, sullo stato del rapporto tra ricerca e sindacato in diversi paesi europei, Giovanni Mottura ed Enrico Pugliese intervennero facendo alcune riflessioni che, ancora oggi riteniamo che continuino ad essere di estrema attualità . Mottura e Pugliese muovevano dal presupposto che il sindacato rappresenti un soggetto “naturalmente” portato a produrre conoscenza, ma che tale produzione di conoscenza venga valorizzata solo in determinate occasioni e solo parzialmente. La produzione di conoscenza del sindacato, sostenevano i due ricercatori, non è, infatti, immediatamente configurabile come produzione strutturata di conoscenza. Per essere tale, infatti, essa deve rispondere almeno a quattro condizioni: a) non deve essere episodica, ma sistematica e rispettosa di canoni condivisi; b) deve ridurre al minimo le dispersioni e dunque massimizzare l’accumulo di informazioni; c) deve realizzare un minimo di strutture istituzionali come terreno riflessivo tra sindacalisti e ricercatori in un ottica di contaminazione reciproca, anche se rispettosa della divisione del lavoro e della autonomia dei due ruoli; d) deve realizzare un processo di collaborazione tra i soggetti coinvolti nella produzione di conoscenza in tutte le sue fasi. Noi crediamo che la comprensione delle potenzialità e dei limiti di Ar.G.O., così come l’incentivazione alla creazione di occasioni di confronto “interdisciplinari” tra sindacalisti, tecnici e ricercatori, possa offrire oggi al Sindacato quelle basi evocate da Mottura e Pugliese, per innescare il passaggio da soggetto potenzialmente portato a produrre conoscenza a soggetto che produce conoscenza in modo strutturato e che da questa promuova i suoi interventi operativi. Al di là di questi “suffissi teorici”, ai fini della comprensione, non solo delle analisi che presenteremo, ma anche e soprattutto delle potenzialità implicite ad un approccio di questo tipo, è importante partire da una specificazione della base materiale su cui ci si è mossi. Le informazioni contenute nel database sono dati fisicamente rilevati dal funzionario sindacale o dall’operatore dei servizi forniti dall’organizzazione sindacale in modo sistematico nel momento del primo contatto con il lavoratore immigrato e successivamente archiviate in Ar.G.O. La prima fase del nostro lavoro è stata quindi quella di organizzare l’estrazione dei dati provvedendo altresì alla specificazione dei bisogni di conoscenza della Camera del Lavoro, traducendo tali interessi in variabili misurabili. In altre parole sono state individuate le variabili di interesse poi tradotte in un formato intelligibile ai comuni software di calcolo statistico. Dopodichè il lavoro è consistito nella ripulitura dei dati e nella verifica di possibili errori ed incongruenze tra i dati a disposizione. Sono seguite le opportune operazioni di controllo e sono state effettuate le modifiche necessarie per una ulteriore sistematizzazione della banca dati, provvedendo in questa fase a costruire gli indicatori e le misure aggregate. Nei paragrafi successivi verranno esplicitati in modo discorsivo i risultati raggiunti sottolineando i caratteri del rapporto tra gli immigrati e il Sindacato e la differenziazione che si riscontra tra le diverse federazioni di categoria. Oltre all’analisi generale – in relazione al database migranti della CGIL di Reggio Emilia – verrà proposto un approfondimento specifico sugli immigrati iscritti alla FIOM CGIL.

Prove per una produzione strutturata di conoscenza del rapporto tra immigrati e sindacato. Approfondire la conoscenza degli immigrati attraverso l'analisi del database della CGIL di Reggio Emilia / Pintus, A; Rinaldini, M. - (2010), pp. 281-314.

Prove per una produzione strutturata di conoscenza del rapporto tra immigrati e sindacato. Approfondire la conoscenza degli immigrati attraverso l'analisi del database della CGIL di Reggio Emilia

Rinaldini M
2010

Abstract

Il contributo che viene qui proposto, rappresenta una sintesi dei principali risultati che sono emersi analizzando in più occasioni la banca dati relativa ai soggetti di origine straniera della Camera del Lavoro Territoriale di Reggio Emilia . Tale base di dati, consiste in un corpus di informazioni di varia natura relative a 23.766 soggetti che, in un arco di tempo da noi circoscritto tra il 2000 e il 2007, sono stati iscritti almeno una volta alla CGIL o hanno fruito di uno dei suoi servizi. I dati sono stati raccolti, decifrati ed analizzati mettendo insieme sindacalisti, tecnici e ricercatori, soggetti che a volte, ma non necessariamente, parlano linguaggi differenti e specifici rispetto al proprio quotidiano professionale, ma che alla stessa realtà lavorativa guardano e fanno riferimento. Il merito di aver pensato questo studio è da accreditarsi in primis alla Camera del lavoro Territoriale di Reggio Emilia con la quale sono stati individuati i due principali obiettivi dello studio: a) approfondire la conoscenza dei soggetti immigrati che, nel corso dell’ultimo decennio, si sono rivolti per un qualche motivo alla Camera del Lavoro e alle Categorie della CGIL; b) cercare di capire le potenzialità del sistema di archiviazione informatizzato Ar.G.O. (Archivio di Gestione Organizzativa) in dotazione alla Camera del Lavoro di Reggio Emilia, così come ad altre Camere del Lavoro in Emilia Romagna e in altre regioni. L’importanza dei dati relativi ai soggetti stranieri che si rivolgono o che fanno riferimento alla CGIL risulta abbastanza evidente poiché riflette il crescente rilievo che ha assunto la componente immigrata per il Sindacato, così come per la società italiana, ed in modo particolare per il contesto locale a cui si fa riferimento, è lecito chiedersi quali potenzialità possono essere offerte all’azione sindacale dalla comprensione di un sistema di archiviazione informatizzato di tali dati e dalla conoscenza che necessariamente ne deriva. In un convegno internazionale svoltosi a Roma ormai vent’anni fa ed organizzato da una serie di organizzazioni, quali l’IRES-CGIL, il CESOS, il Sindnova-CISL e il CREL-UIL, sullo stato del rapporto tra ricerca e sindacato in diversi paesi europei, Giovanni Mottura ed Enrico Pugliese intervennero facendo alcune riflessioni che, ancora oggi riteniamo che continuino ad essere di estrema attualità . Mottura e Pugliese muovevano dal presupposto che il sindacato rappresenti un soggetto “naturalmente” portato a produrre conoscenza, ma che tale produzione di conoscenza venga valorizzata solo in determinate occasioni e solo parzialmente. La produzione di conoscenza del sindacato, sostenevano i due ricercatori, non è, infatti, immediatamente configurabile come produzione strutturata di conoscenza. Per essere tale, infatti, essa deve rispondere almeno a quattro condizioni: a) non deve essere episodica, ma sistematica e rispettosa di canoni condivisi; b) deve ridurre al minimo le dispersioni e dunque massimizzare l’accumulo di informazioni; c) deve realizzare un minimo di strutture istituzionali come terreno riflessivo tra sindacalisti e ricercatori in un ottica di contaminazione reciproca, anche se rispettosa della divisione del lavoro e della autonomia dei due ruoli; d) deve realizzare un processo di collaborazione tra i soggetti coinvolti nella produzione di conoscenza in tutte le sue fasi. Noi crediamo che la comprensione delle potenzialità e dei limiti di Ar.G.O., così come l’incentivazione alla creazione di occasioni di confronto “interdisciplinari” tra sindacalisti, tecnici e ricercatori, possa offrire oggi al Sindacato quelle basi evocate da Mottura e Pugliese, per innescare il passaggio da soggetto potenzialmente portato a produrre conoscenza a soggetto che produce conoscenza in modo strutturato e che da questa promuova i suoi interventi operativi. Al di là di questi “suffissi teorici”, ai fini della comprensione, non solo delle analisi che presenteremo, ma anche e soprattutto delle potenzialità implicite ad un approccio di questo tipo, è importante partire da una specificazione della base materiale su cui ci si è mossi. Le informazioni contenute nel database sono dati fisicamente rilevati dal funzionario sindacale o dall’operatore dei servizi forniti dall’organizzazione sindacale in modo sistematico nel momento del primo contatto con il lavoratore immigrato e successivamente archiviate in Ar.G.O. La prima fase del nostro lavoro è stata quindi quella di organizzare l’estrazione dei dati provvedendo altresì alla specificazione dei bisogni di conoscenza della Camera del Lavoro, traducendo tali interessi in variabili misurabili. In altre parole sono state individuate le variabili di interesse poi tradotte in un formato intelligibile ai comuni software di calcolo statistico. Dopodichè il lavoro è consistito nella ripulitura dei dati e nella verifica di possibili errori ed incongruenze tra i dati a disposizione. Sono seguite le opportune operazioni di controllo e sono state effettuate le modifiche necessarie per una ulteriore sistematizzazione della banca dati, provvedendo in questa fase a costruire gli indicatori e le misure aggregate. Nei paragrafi successivi verranno esplicitati in modo discorsivo i risultati raggiunti sottolineando i caratteri del rapporto tra gli immigrati e il Sindacato e la differenziazione che si riscontra tra le diverse federazioni di categoria. Oltre all’analisi generale – in relazione al database migranti della CGIL di Reggio Emilia – verrà proposto un approfondimento specifico sugli immigrati iscritti alla FIOM CGIL.
Immigrazione e sindacato. Lavoro, cittadinanza e territori. VI rapporto.
Carched F, Carrera F, Mottura G
978-88-230-1483-1
Ediesse
ITALIA
Prove per una produzione strutturata di conoscenza del rapporto tra immigrati e sindacato. Approfondire la conoscenza degli immigrati attraverso l'analisi del database della CGIL di Reggio Emilia / Pintus, A; Rinaldini, M. - (2010), pp. 281-314.
Pintus, A; Rinaldini, M
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