Il saggio analizza le principali analogie e differenze tra l’imprenditoria maschile e quella femminile in Italia utilizzando le biografie di tutte le donne insignite del Cavalierato del Lavoro dall’istituzione dell’Ordine al 2016 e quelle di un campione comparabile di uomini che hanno ottenuto lo stesso riconoscimento. Il saggio evidenzia che la famiglia appare l’unica istituzione ad avere fornito un sostegno alle donne quando queste si sono trovate ad intraprendere un’attività imprenditoriale. In molti casi, una figura maschile (il padre o il marito) ha agito da garante della donna imprenditrice davanti agli stakeholder e alla comunità degli affari. Inoltre, in non poche circostanze la donna si è trovata catapultata al vertice dell’impresa di famiglia in seguito ad un evento traumatico, quale la scomparsa del congiunto (padre, marito o fratello) che l’aveva gestita sino a quel momento. La famiglia ha svolto un ruolo fondamentale anche nel consentire alle donne di non restare confinate nelle nicchie di attività tradizionalmente femminili. Infatti, tra le imprenditrici insignite del Cavalierato del Lavoro se ne trovano molte che operano in settori tradizionalmente maschili – come la meccanica e la chimica – che sono due delle principali specializzazioni dei distretti industriali italiani. La famiglia ha funto da luogo in cui le donne hanno potuto accedere alle competenze tecniche e manageriali necessarie per affermarsi in queste industrie. Al tempo stesso, anche quando operavano in settori considerati “maschili”, le donne non hanno mancato di introdurre uno stile manageriale che valorizza tratti tipicamente femminili, come una più elevata propensione al coinvolgimento in attività sociali. Di converso, le donne sono state penalizzate in tutti gli altri ambiti rilevanti per il successo imprenditoriale: l’accesso all’istruzione superiore (soprattutto alle STEM e agli studi di ingegneria), l’accesso alla carriera manageriale e la possibilità di svolgere esperienze di studio e di lavoro all’estero. Questo appare come un grave fallimento delle istituzioni italiane. Gli stereotipi di genere e il “soffitto di cristallo” sembrano essere particolarmente forti soprattutto in settori come l’intermediazione finanziaria e le public utilities che sono dominati da imprese a gestione manageriale e in cui non operano le imprese familiari. Al tempo stesso, a differenza che in altri paesi, anche lo stato non ha usato l’impresa pubblica quale strumento per promuovere la formazione di una classe manageriale femminile. Infine, il saggio evidenzia il ruolo cruciale svolto dall’accesso all’istruzione terziaria – specialmente nelle STEM e in ingegneria – quale leva per promuovere la qualificazione dell’imprenditoria femminile e renderla più simile a quella maschile in termini sia di specializzazione settoriale che di capacità innovativa.

L'imprenditoria femminile in Italia. Le Cavaliere del Lavoro / Rinaldi, A.; Tagliazucchi, G.. - In: QUADERNI DI RICERCA SULL'ARTIGIANATO. - ISSN 1590-296X. - Quaderni di ricerca sull'artigianato:3(2019), pp. 411-442. [10.12830/95673]

L'imprenditoria femminile in Italia. Le Cavaliere del Lavoro

Rinaldi, A.;Tagliazucchi, G.
2019

Abstract

Il saggio analizza le principali analogie e differenze tra l’imprenditoria maschile e quella femminile in Italia utilizzando le biografie di tutte le donne insignite del Cavalierato del Lavoro dall’istituzione dell’Ordine al 2016 e quelle di un campione comparabile di uomini che hanno ottenuto lo stesso riconoscimento. Il saggio evidenzia che la famiglia appare l’unica istituzione ad avere fornito un sostegno alle donne quando queste si sono trovate ad intraprendere un’attività imprenditoriale. In molti casi, una figura maschile (il padre o il marito) ha agito da garante della donna imprenditrice davanti agli stakeholder e alla comunità degli affari. Inoltre, in non poche circostanze la donna si è trovata catapultata al vertice dell’impresa di famiglia in seguito ad un evento traumatico, quale la scomparsa del congiunto (padre, marito o fratello) che l’aveva gestita sino a quel momento. La famiglia ha svolto un ruolo fondamentale anche nel consentire alle donne di non restare confinate nelle nicchie di attività tradizionalmente femminili. Infatti, tra le imprenditrici insignite del Cavalierato del Lavoro se ne trovano molte che operano in settori tradizionalmente maschili – come la meccanica e la chimica – che sono due delle principali specializzazioni dei distretti industriali italiani. La famiglia ha funto da luogo in cui le donne hanno potuto accedere alle competenze tecniche e manageriali necessarie per affermarsi in queste industrie. Al tempo stesso, anche quando operavano in settori considerati “maschili”, le donne non hanno mancato di introdurre uno stile manageriale che valorizza tratti tipicamente femminili, come una più elevata propensione al coinvolgimento in attività sociali. Di converso, le donne sono state penalizzate in tutti gli altri ambiti rilevanti per il successo imprenditoriale: l’accesso all’istruzione superiore (soprattutto alle STEM e agli studi di ingegneria), l’accesso alla carriera manageriale e la possibilità di svolgere esperienze di studio e di lavoro all’estero. Questo appare come un grave fallimento delle istituzioni italiane. Gli stereotipi di genere e il “soffitto di cristallo” sembrano essere particolarmente forti soprattutto in settori come l’intermediazione finanziaria e le public utilities che sono dominati da imprese a gestione manageriale e in cui non operano le imprese familiari. Al tempo stesso, a differenza che in altri paesi, anche lo stato non ha usato l’impresa pubblica quale strumento per promuovere la formazione di una classe manageriale femminile. Infine, il saggio evidenzia il ruolo cruciale svolto dall’accesso all’istruzione terziaria – specialmente nelle STEM e in ingegneria – quale leva per promuovere la qualificazione dell’imprenditoria femminile e renderla più simile a quella maschile in termini sia di specializzazione settoriale che di capacità innovativa.
Quaderni di ricerca sull'artigianato
3
411
442
L'imprenditoria femminile in Italia. Le Cavaliere del Lavoro / Rinaldi, A.; Tagliazucchi, G.. - In: QUADERNI DI RICERCA SULL'ARTIGIANATO. - ISSN 1590-296X. - Quaderni di ricerca sull'artigianato:3(2019), pp. 411-442. [10.12830/95673]
Rinaldi, A.; Tagliazucchi, G.
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