Lo stalking, quale fenomeno caratterizzato dall’inseguire e molestare intenzionalmente e ripetutamente una persona, minacciandone la sicurezza, produce paura e sofferenza nelle vittime, anche a causa della violenza che talvolta ad esso si associa. Diverse ricerche hanno cercato di identificare i tassi di violenza in contesti di stalking, analizzando i differenti fattori di rischio e le caratteristiche più frequenti. In tale prospettiva, pur considerando l’estrema variabilità dei risultati e la prevalenza di stalker non fisicamente violenti, la paura delle vittime appare giustificata, laddove una percentuale non trascurabile compresa tra il 10 e il 33% subisce una qualche aggressione, da forme lievi (lesioni lievi o danneggiamenti) a forme estremamente gravi (omicidio, tentato omicidio, lesioni gravi e violenza sessuale). Gli aspetti più fortemente associati ad esiti violenti degli atti persecutori, così come rilevati dalla letteratura, risultano essere una precedente relazione intima, la presenza di minacce, l’abuso di sostanze e l’assenza di psicosi, mentre più deboli e meno determinanti appaiono invece il passato criminale o violento dell’autore insieme ad una diagnosi di disturbo della personalità, mentre le variabili demografiche sembrano avere poca rilevanza. Gli Autori, al fine di supportare i dati della letteratura sul tema in oggetto, intendono analizzare e descrivere un caso presente nell’archivio peritale dell’Istituto di Medicina Legale dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia, riguardante uno stalker autore di omicidio. In una prospettiva qualitativa, dopo una breve descrizione dell’evento, verranno evidenziate le caratteristiche principali dell’autore, considerando i dati socio-anamnestici, la relazione con la vittima, la condizione psichica dello stesso e gli eventuali precedenti violenti. Il molestatore assillante fisicamente aggressivo sembra, infatti, avere caratteristiche psicologiche e comportamentali differenti rispetto a quello che non lo è. Riuscire a determinare per quale tipo di molestatore esista un significativo rischio di violenza ha importanti conseguenze pratiche e per questo motivo, al fine di fronteggiare tale eventualità, è necessaria una analisi individualizzata. Un’efficace valutazione del rischio di violenza all’interno delle campagne di stalking dovrebbe porre in rilievo, infatti, i fattori causali che incidono sul comportamento del molestatore, procedendo ad un’indagine dettagliata e flessibile che tenga in considerazione le caratteristiche principali e determinanti tali tipi di condotte. Nella quotidianità delle persone oggetto di atti persecutori, la paura della violenza fisica può essere definita un elemento comune, e per questo meritevole di attenzione e interesse da parte degli esperti e degli operatori a diverso titolo coinvolti, non solo in termini accademici, ma anche dal punto di vista della prevenzione e della tutela delle vittime.

Lo stalker violento: brevi riflessioni su di un caso peritale / Sgarbi, Chiara; DE FAZIO, Giovanna Laura. - In: RASSEGNA ITALIANA DI CRIMINOLOGIA. - ISSN 1121-1717. - STAMPA. - 1:(2014), pp. 67-67. ((Intervento presentato al convegno XXVIII Congresso Nazionale della Società Italiana di Criminologia "Bad or Mad". IL controverso rapporto tra disturbo mentale e crimine violento tenutosi a Bari nel 25-27 settembre 2014.

Lo stalker violento: brevi riflessioni su di un caso peritale

SGARBI, Chiara;DE FAZIO, Giovanna Laura
2014-01-01

Abstract

Lo stalking, quale fenomeno caratterizzato dall’inseguire e molestare intenzionalmente e ripetutamente una persona, minacciandone la sicurezza, produce paura e sofferenza nelle vittime, anche a causa della violenza che talvolta ad esso si associa. Diverse ricerche hanno cercato di identificare i tassi di violenza in contesti di stalking, analizzando i differenti fattori di rischio e le caratteristiche più frequenti. In tale prospettiva, pur considerando l’estrema variabilità dei risultati e la prevalenza di stalker non fisicamente violenti, la paura delle vittime appare giustificata, laddove una percentuale non trascurabile compresa tra il 10 e il 33% subisce una qualche aggressione, da forme lievi (lesioni lievi o danneggiamenti) a forme estremamente gravi (omicidio, tentato omicidio, lesioni gravi e violenza sessuale). Gli aspetti più fortemente associati ad esiti violenti degli atti persecutori, così come rilevati dalla letteratura, risultano essere una precedente relazione intima, la presenza di minacce, l’abuso di sostanze e l’assenza di psicosi, mentre più deboli e meno determinanti appaiono invece il passato criminale o violento dell’autore insieme ad una diagnosi di disturbo della personalità, mentre le variabili demografiche sembrano avere poca rilevanza. Gli Autori, al fine di supportare i dati della letteratura sul tema in oggetto, intendono analizzare e descrivere un caso presente nell’archivio peritale dell’Istituto di Medicina Legale dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia, riguardante uno stalker autore di omicidio. In una prospettiva qualitativa, dopo una breve descrizione dell’evento, verranno evidenziate le caratteristiche principali dell’autore, considerando i dati socio-anamnestici, la relazione con la vittima, la condizione psichica dello stesso e gli eventuali precedenti violenti. Il molestatore assillante fisicamente aggressivo sembra, infatti, avere caratteristiche psicologiche e comportamentali differenti rispetto a quello che non lo è. Riuscire a determinare per quale tipo di molestatore esista un significativo rischio di violenza ha importanti conseguenze pratiche e per questo motivo, al fine di fronteggiare tale eventualità, è necessaria una analisi individualizzata. Un’efficace valutazione del rischio di violenza all’interno delle campagne di stalking dovrebbe porre in rilievo, infatti, i fattori causali che incidono sul comportamento del molestatore, procedendo ad un’indagine dettagliata e flessibile che tenga in considerazione le caratteristiche principali e determinanti tali tipi di condotte. Nella quotidianità delle persone oggetto di atti persecutori, la paura della violenza fisica può essere definita un elemento comune, e per questo meritevole di attenzione e interesse da parte degli esperti e degli operatori a diverso titolo coinvolti, non solo in termini accademici, ma anche dal punto di vista della prevenzione e della tutela delle vittime.
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Sgarbi, Chiara; DE FAZIO, Giovanna Laura
Lo stalker violento: brevi riflessioni su di un caso peritale / Sgarbi, Chiara; DE FAZIO, Giovanna Laura. - In: RASSEGNA ITALIANA DI CRIMINOLOGIA. - ISSN 1121-1717. - STAMPA. - 1:(2014), pp. 67-67. ((Intervento presentato al convegno XXVIII Congresso Nazionale della Società Italiana di Criminologia "Bad or Mad". IL controverso rapporto tra disturbo mentale e crimine violento tenutosi a Bari nel 25-27 settembre 2014.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11380/1072343
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