Fra i biomateriali (“materiali progettati per essere usati a contatto con tessuti viventi, organismi o microorganismi”, definizione IUPAC), i biovetri ricevono un interesse sempre maggiore. Tali materiali trovano infatti largo impiego in chirurgia odontoiatrica ed ortopedica, nella produzione di impianti dentali, protesi o riempitivi ossei. Attualmente l’interesse è rivolto soprattutto ai biovetri di seconda e terza generazione: biovetri che oltre a formare un legame chimico coi tessuti che li circondano, sono capaci di indurre una specifica risposta a livello molecolare nei tessuti stessi, come l’osteoinduzione. I biovetri possono essere prodotti con processi ad alte temperature (metodo per fusione) o a basse temperature con i metodi Sol-Gel, ottenendo in questo caso biovetri porosi o con il metodo EISA ottenendo biovetri mesoporosi. Attualmente presso il nostro laboratorio due sono le linee di ricerca sui biomateriali: i) sintesi di biovetri Sol-Gel (BGSG) ed EISA (MBGSG) e verifica della possibilità di impiegarli come drug delivery systems (DDS) di molecole con proprietà antitumorali, quali i curcuminoidi; ii) sintesi per fusione di biovetri a partire dal vetro 45S5, drogati con CeO2 al fine di verificare la Catalase e SOD mimic-like activity di tali sistemi. Sui vetri porosi e mesoporosi, caricati con curcumina ed un suo derivato (K2T21) sono stati effettuati test di rilascio statico e dinamico in SBF. I rilasci sono stati quantificati ed in entrambi i casi le concentrazioni raggiunte dai farmaci nell’organismo sono nell’ordine del micromolare, ovvero sufficienti per manifestare l’attività antitumorale. Per ciò che concerne la valutazione della Catalase mimic-like activity, sono stati condotti test con H2O2 ed è stato verificato che i biovetri ottenuti per fusione manifestano questa proprietà. Sono inoltre in atto misure di rilascio di cerio in acqua e soluzione di SBF.
Biovetri come potenziali drug delivery systems ed impianti con proprietà antiossidanti / Nicolini, V., Malavasi, G., Ferrari, E., Benedetti, F., Luches, P., Lusvardi, G., Castagnetti, M., Valeri, S., Saladini, M., Menabue, L. - In: Atti del XII Convegno Nazionale AIMATELETTRONICO. - [s.l], 2014. - ISBN 9788894040203. - pp. 1-8
Biovetri come potenziali drug delivery systems ed impianti con proprietà antiossidanti
NICOLINI, VALENTINA;MALAVASI, Gianluca;FERRARI, Erika;BENEDETTI, FRANCESCO;LUCHES, Paola;LUSVARDI, Gigliola;VALERI, Sergio;SALADINI, Monica;MENABUE, Ledi
2014
Abstract
Fra i biomateriali (“materiali progettati per essere usati a contatto con tessuti viventi, organismi o microorganismi”, definizione IUPAC), i biovetri ricevono un interesse sempre maggiore. Tali materiali trovano infatti largo impiego in chirurgia odontoiatrica ed ortopedica, nella produzione di impianti dentali, protesi o riempitivi ossei. Attualmente l’interesse è rivolto soprattutto ai biovetri di seconda e terza generazione: biovetri che oltre a formare un legame chimico coi tessuti che li circondano, sono capaci di indurre una specifica risposta a livello molecolare nei tessuti stessi, come l’osteoinduzione. I biovetri possono essere prodotti con processi ad alte temperature (metodo per fusione) o a basse temperature con i metodi Sol-Gel, ottenendo in questo caso biovetri porosi o con il metodo EISA ottenendo biovetri mesoporosi. Attualmente presso il nostro laboratorio due sono le linee di ricerca sui biomateriali: i) sintesi di biovetri Sol-Gel (BGSG) ed EISA (MBGSG) e verifica della possibilità di impiegarli come drug delivery systems (DDS) di molecole con proprietà antitumorali, quali i curcuminoidi; ii) sintesi per fusione di biovetri a partire dal vetro 45S5, drogati con CeO2 al fine di verificare la Catalase e SOD mimic-like activity di tali sistemi. Sui vetri porosi e mesoporosi, caricati con curcumina ed un suo derivato (K2T21) sono stati effettuati test di rilascio statico e dinamico in SBF. I rilasci sono stati quantificati ed in entrambi i casi le concentrazioni raggiunte dai farmaci nell’organismo sono nell’ordine del micromolare, ovvero sufficienti per manifestare l’attività antitumorale. Per ciò che concerne la valutazione della Catalase mimic-like activity, sono stati condotti test con H2O2 ed è stato verificato che i biovetri ottenuti per fusione manifestano questa proprietà. Sono inoltre in atto misure di rilascio di cerio in acqua e soluzione di SBF.| File | Dimensione | Formato | |
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