Streptococcus pneumoniae è un batterio responsabile di polmoniti, batteriemie, otiti medie e meningiti. In questo studio, mediante l’uso dei mutanti isogenici Δspr0075, Δspr1370 e Δspr1875 del ceppo acapsulato DP1004, abbiamo valutato il ruolo di queste proteine nell’interazione tra pneumococco e cellule microgliali ed epiteliali. Lo screening iniziale di una libreria genomica phage-display di S. pneumoniae con sieri di pazienti infettati ci ha permesso di identificare cloni fagici che portano epitopi B diversi. Tra questi sono stati isolati 6 frammenti antigenici corrispondenti a 3 proteine, mai identificate finora, codificate dalle ORFs spr0075, spr1370 e spr1875 della sequenza genomica del ceppo R6. Mediante modello di infezione in vitro abbiamo saggiato la suscettibilità dei suddetti mutanti alla fagocitosi, e la loro sopravvivenza all’interno delle cellule microgliali BV2. I risultati ottenuti dimostrano che tutti i ceppi sono efficientemente internalizzati; in particolare, i livelli di fagocitosi di Δspr0075 sono più bassi di quelli osservati con gli altri ceppi. Inoltre, la sopravvivenza dei mutanti all’interno della microglia è significativamente diversa: le CFU residue dei ceppi Δspr1370 e Δspr1875 sono rispettivamente più elevate e più basse di quelle osservate con Δspr0075 e DP1004. Mediante indagini al microscopio è stata infine valutata l’interazione dei diversi mutanti di pneumococco con le cellule epiteliali umane BEAS-2B, A549 e HEp-2. In tutti i casi si osserva una significativa riduzione della capacità di aderire alle cellule epiteliali in questione. Nel complesso, questi risultati indicano che le proteine identificate sono coinvolte nell’interazione di pneumococco con la microglia e le cellule epiteliali. In particolare, la proteina codificata dall’ORF spr1875 sembra svolgere un ruolo importante nella virulenza del batterio, in quanto il mutante Δspr1875 è più suscettibile del DP1004 all’attività antimicrobica microglia-mediata; tali evidenze sono in accordo con i risultati ottenuti in un modello murino, in cui il mutante capsulato Δspr1875 risulta essere meno virulento del ceppo wt D39 (Beninati C. et al., XVIII Lancefield International Symposium 2011).

RUOLO DI PRODOTTI GENICI IDENTIFICATI MEDIANTE LIBRERIE LAMBDA-DISPLAY DA GENOMA COMPLETO DI PNEUMOCOCCO NELL’INTERAZIONE IN VITRO CON CELLULE MICROGLIALI ED EPITELIALI / Peppoloni, Samuele; Colombari, Bruna; Manca, Lidia; Teti, Giuseppe; Speziale, Pietro; Felici, Franco; Beninati, Concetta. - (2011), pp. 163-163.

RUOLO DI PRODOTTI GENICI IDENTIFICATI MEDIANTE LIBRERIE LAMBDA-DISPLAY DA GENOMA COMPLETO DI PNEUMOCOCCO NELL’INTERAZIONE IN VITRO CON CELLULE MICROGLIALI ED EPITELIALI

PEPPOLONI, Samuele;COLOMBARI, Bruna;MANCA, LIDIA;
2011

Abstract

Streptococcus pneumoniae è un batterio responsabile di polmoniti, batteriemie, otiti medie e meningiti. In questo studio, mediante l’uso dei mutanti isogenici Δspr0075, Δspr1370 e Δspr1875 del ceppo acapsulato DP1004, abbiamo valutato il ruolo di queste proteine nell’interazione tra pneumococco e cellule microgliali ed epiteliali. Lo screening iniziale di una libreria genomica phage-display di S. pneumoniae con sieri di pazienti infettati ci ha permesso di identificare cloni fagici che portano epitopi B diversi. Tra questi sono stati isolati 6 frammenti antigenici corrispondenti a 3 proteine, mai identificate finora, codificate dalle ORFs spr0075, spr1370 e spr1875 della sequenza genomica del ceppo R6. Mediante modello di infezione in vitro abbiamo saggiato la suscettibilità dei suddetti mutanti alla fagocitosi, e la loro sopravvivenza all’interno delle cellule microgliali BV2. I risultati ottenuti dimostrano che tutti i ceppi sono efficientemente internalizzati; in particolare, i livelli di fagocitosi di Δspr0075 sono più bassi di quelli osservati con gli altri ceppi. Inoltre, la sopravvivenza dei mutanti all’interno della microglia è significativamente diversa: le CFU residue dei ceppi Δspr1370 e Δspr1875 sono rispettivamente più elevate e più basse di quelle osservate con Δspr0075 e DP1004. Mediante indagini al microscopio è stata infine valutata l’interazione dei diversi mutanti di pneumococco con le cellule epiteliali umane BEAS-2B, A549 e HEp-2. In tutti i casi si osserva una significativa riduzione della capacità di aderire alle cellule epiteliali in questione. Nel complesso, questi risultati indicano che le proteine identificate sono coinvolte nell’interazione di pneumococco con la microglia e le cellule epiteliali. In particolare, la proteina codificata dall’ORF spr1875 sembra svolgere un ruolo importante nella virulenza del batterio, in quanto il mutante Δspr1875 è più suscettibile del DP1004 all’attività antimicrobica microglia-mediata; tali evidenze sono in accordo con i risultati ottenuti in un modello murino, in cui il mutante capsulato Δspr1875 risulta essere meno virulento del ceppo wt D39 (Beninati C. et al., XVIII Lancefield International Symposium 2011).
Riccione (RN)
3-6 ottobre 2011
Peppoloni, Samuele; Colombari, Bruna; Manca, Lidia; Teti, Giuseppe; Speziale, Pietro; Felici, Franco; Beninati, Concetta
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