A seguito dell’unità d’Italia la Biblioteca e la Galleria Estense, che erano collocate nel Palazzo dei Duchi d’Este, furono soggette a una serie di vicissitudini che si conclusero più di un trentennio dopo con la sistemazione definitiva nell’Albergo Arti diventata Palazzo dei Musei. Dopo che l’originaria denominazione di Estensi alla Biblioteca, Galleria e Medagliere viene sancita da un regio decreto del 1872, Ferdinando Asioli, segretario dell’Accademia di Belle Arti, e Luigi Carbonieri, direttore della Biblioteca Estense succeduto a Celestino Cavedoni, ne fornirono le descrizioni. All’inizio del 1880 viene prospettata di nuovo l’esigenza da parte del comandante della Scuola Militare, generale Ferreri, di avere a disposizione ulteriori spazi nel Palazzo Reale per la realizzazione di corsi accelerati per sottufficiali trasferendo la Biblioteca Estense. Il sindaco Sandonnini si basa sulle indicazioni ministeriali che fin dal 1877 avevano individuato nell’Albergo Arti, di proprietà della Congregazione della Carità, la sede più adatta. L’assessore ai lavori pubblici e capo dell’ufficio tecnico comunale Alfonso Parenti viene incaricato di recarsi a Roma nella doppia veste di politico e di tecnico. Nella seduta del Consiglio comunale del 7 febbraio la commissione per il ricollocamento presenta le valutazioni finali formulate sugli edifici che erano stati esaminati: i locali dell’Albergo Arti offrivano «condizioni favorevolissime per una riduzione acconcia e poco dispendiosa»per collocarvi, oltre alla Biblioteca e alla Pinacoteca, il Museo Civico, che entro breve tempo avrebbe dovuto lasciare i locali dell’ex convento di San Bartolomeo per consentire l’ampliamento del Ginnasio e del Liceo, la Biblioteca Poletti e il Medagliere Estense. La collocazione di queste istituzioni culturali in un unico edificio, dove si trovava già il Museo Lapidario, avrebbe consentito di realizzare un moderno «centro di tutto il meglio della scienza e dell’arte con sommo decoro della città». Nel maggio 1882 la Biblioteca Estense è già stata sistemata nella nuova sede al primo piano dell’Albergo Arti: rimaneva da definirsi il problema della sistemazione del Medagliere e delle raccolte estensi di antichità. In questo complesso fervore progettuale si inserisce la figura di Adolfo Venturi che nel 1878, dopo aver vinto il concorso per ispettore della Galleria Estense, diretta da Adeodato Malatesta, suo antico maestro, il primo aprile inizia la sua attività. Da Malatesta, Venturi riceve l’incarico di redigere il catalogo della Galleria Estense. Il fondamentale testo di Venturi sulla Galleria Estense era stato pubblicato in dispense quindicinali nel 1882, secondo una prassi che si andava consolidando in quei primi anni del regno, e seguito poi da un unico volume: non un catalogo ma una storia critica delle collezioni appartenute ai Duchi d’Este, documentata dalle approfondite ricerche che Venturi aveva condotto presso l’Archivio di Stato di Modena e corredata da un considerevole numero di documenti. Dopo la sistemazione della Biblioteca il progetto del polo culturale continua, nell’ottobre del 1884, con il trasferimento della Biblioteca Poletti e dell’Archivio Comunale e deve proseguire con quello del Museo Civico, come testimonia Boni alla metà di gennaio del 1885 nel suo «Rapporto biennale» nel quale per l’ultima volta formula la proposta del concentramento delle collezioni. L’incarico di provvedere all’allestimento della Galleria nei locali appositamente ristrutturati all’ultimo piano dell’Albergo Arti fu affidato nel 1893 a Giulio Cantalamessa, amico di Venturi e unito da comunanza di interessi anche a Corrado Ricci. Dopo meno di un anno di intenso lavoro di Cantalamessa la Galleria viene inaugurata con una «festa solenne quanto simpatica» il 4 giugno 1894 che troviamo descritta nei giornali locali, ne «il Diritto Cattolico», ne «Il Cittadino»e in particolare ne «Il Panaro».

La realizzazione a Modena del Palazzo dei Musei, polo culturale cittadino e l'allestimento di Galleria, Museo e Medagliere Estense / Corradini, Elena. - In: ANNALI DI CRITICA D'ARTE. - ISSN 2279-557X. - STAMPA. - IX:(2013), pp. 253-276. (Intervento presentato al convegno Identità Nazionale e Memoria Storica. Le ricerche sulle arti visive in Italia tenutosi a Bologna nel novembre 2012).

La realizzazione a Modena del Palazzo dei Musei, polo culturale cittadino e l'allestimento di Galleria, Museo e Medagliere Estense

CORRADINI, Elena
2013

Abstract

A seguito dell’unità d’Italia la Biblioteca e la Galleria Estense, che erano collocate nel Palazzo dei Duchi d’Este, furono soggette a una serie di vicissitudini che si conclusero più di un trentennio dopo con la sistemazione definitiva nell’Albergo Arti diventata Palazzo dei Musei. Dopo che l’originaria denominazione di Estensi alla Biblioteca, Galleria e Medagliere viene sancita da un regio decreto del 1872, Ferdinando Asioli, segretario dell’Accademia di Belle Arti, e Luigi Carbonieri, direttore della Biblioteca Estense succeduto a Celestino Cavedoni, ne fornirono le descrizioni. All’inizio del 1880 viene prospettata di nuovo l’esigenza da parte del comandante della Scuola Militare, generale Ferreri, di avere a disposizione ulteriori spazi nel Palazzo Reale per la realizzazione di corsi accelerati per sottufficiali trasferendo la Biblioteca Estense. Il sindaco Sandonnini si basa sulle indicazioni ministeriali che fin dal 1877 avevano individuato nell’Albergo Arti, di proprietà della Congregazione della Carità, la sede più adatta. L’assessore ai lavori pubblici e capo dell’ufficio tecnico comunale Alfonso Parenti viene incaricato di recarsi a Roma nella doppia veste di politico e di tecnico. Nella seduta del Consiglio comunale del 7 febbraio la commissione per il ricollocamento presenta le valutazioni finali formulate sugli edifici che erano stati esaminati: i locali dell’Albergo Arti offrivano «condizioni favorevolissime per una riduzione acconcia e poco dispendiosa»per collocarvi, oltre alla Biblioteca e alla Pinacoteca, il Museo Civico, che entro breve tempo avrebbe dovuto lasciare i locali dell’ex convento di San Bartolomeo per consentire l’ampliamento del Ginnasio e del Liceo, la Biblioteca Poletti e il Medagliere Estense. La collocazione di queste istituzioni culturali in un unico edificio, dove si trovava già il Museo Lapidario, avrebbe consentito di realizzare un moderno «centro di tutto il meglio della scienza e dell’arte con sommo decoro della città». Nel maggio 1882 la Biblioteca Estense è già stata sistemata nella nuova sede al primo piano dell’Albergo Arti: rimaneva da definirsi il problema della sistemazione del Medagliere e delle raccolte estensi di antichità. In questo complesso fervore progettuale si inserisce la figura di Adolfo Venturi che nel 1878, dopo aver vinto il concorso per ispettore della Galleria Estense, diretta da Adeodato Malatesta, suo antico maestro, il primo aprile inizia la sua attività. Da Malatesta, Venturi riceve l’incarico di redigere il catalogo della Galleria Estense. Il fondamentale testo di Venturi sulla Galleria Estense era stato pubblicato in dispense quindicinali nel 1882, secondo una prassi che si andava consolidando in quei primi anni del regno, e seguito poi da un unico volume: non un catalogo ma una storia critica delle collezioni appartenute ai Duchi d’Este, documentata dalle approfondite ricerche che Venturi aveva condotto presso l’Archivio di Stato di Modena e corredata da un considerevole numero di documenti. Dopo la sistemazione della Biblioteca il progetto del polo culturale continua, nell’ottobre del 1884, con il trasferimento della Biblioteca Poletti e dell’Archivio Comunale e deve proseguire con quello del Museo Civico, come testimonia Boni alla metà di gennaio del 1885 nel suo «Rapporto biennale» nel quale per l’ultima volta formula la proposta del concentramento delle collezioni. L’incarico di provvedere all’allestimento della Galleria nei locali appositamente ristrutturati all’ultimo piano dell’Albergo Arti fu affidato nel 1893 a Giulio Cantalamessa, amico di Venturi e unito da comunanza di interessi anche a Corrado Ricci. Dopo meno di un anno di intenso lavoro di Cantalamessa la Galleria viene inaugurata con una «festa solenne quanto simpatica» il 4 giugno 1894 che troviamo descritta nei giornali locali, ne «il Diritto Cattolico», ne «Il Cittadino»e in particolare ne «Il Panaro».
2013
Identità Nazionale e Memoria Storica. Le ricerche sulle arti visive in Italia
Bologna
novembre 2012
IX
253
276
Corradini, Elena
La realizzazione a Modena del Palazzo dei Musei, polo culturale cittadino e l'allestimento di Galleria, Museo e Medagliere Estense / Corradini, Elena. - In: ANNALI DI CRITICA D'ARTE. - ISSN 2279-557X. - STAMPA. - IX:(2013), pp. 253-276. (Intervento presentato al convegno Identità Nazionale e Memoria Storica. Le ricerche sulle arti visive in Italia tenutosi a Bologna nel novembre 2012).
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