La Collezione Archeocarpologica si è costituita grazie alle attività di ricerca in ambito archeobotanico del nostro Laboratorio. Copre un arco di tempo che va dall’Età del Bronzo al Rinascimento e, pur incentrata sull’Emilia Romagna, ospita reperti di varie provenienze italiane e non. E’ noto che gli studi archeobotanici sono determinanti per la ricostruzione del paesaggio e per il rapporto uomo-piante, ma lo sono altrettanto per studiare la biodiversità del passato e comprendere e salvaguardare la biodiversità attuale. In particolare le indagini carpologiche rappresentano il mezzo per colmare lo hiatus fino al XVIII sec., quando si sviluppano ricerche floristiche/raccolte di erbario; i semi/frutti, se ben conservati, sono di solito riconducibili a una specie, testimoniandone la pregressa esistenza in una area circoscritta. Un esempio applicativo riguarda l’area di Modena, da sempre caratterizzata da una forte presenza di ambienti umidi fin dall’età classica. Dall’esame di 110.000 reperti di piante di ambiente umido, afferenti a oltre 100 taxa, dal Periodo Romano al Medioevo, e dal confronto con il censimento della flora attuale nella stessa area, è emerso che 8 specie sono ora assenti, 8 sono citate nelle vecchie flore e non più ritrovate, mentre 21 sono presenti ma minacciate/rarefatte (es. Baldellia ranunculoides, Cicuta virosa, Cladium mariscus, Eleocharis acicularis, Radiola linoides). Tali dati, insieme alle ricostruzioni paleoambientali dei siti di rinvenimento, sono alla base della possibilità di effettuare sagge opere di conservazione, ripristino/reintroduzione in residue aree umide del modenese. La Collezione Archeocarpologica, un oggetto museale nato dalla ricerca, continua così a svolgere una importante funzione applicativa.

Dalla Collezione Archeocarpologica i ricordi della biodiversità del passato nell’area modenese: dati insoliti per il ripristino e la conservazione degli ambienti umidi / Bosi, Giovanna; Benatti, Alessandra; Rinaldi, Rossella; Mazzanti, Marta. - STAMPA. - \:(2012), pp. 52-52. ((Intervento presentato al convegno Il Patrimonio Culturale dei Musei Scientifici tenutosi a Firenze nel 14-16 Novembre 2012.

Dalla Collezione Archeocarpologica i ricordi della biodiversità del passato nell’area modenese: dati insoliti per il ripristino e la conservazione degli ambienti umidi.

BOSI, Giovanna;BENATTI, ALESSANDRA;RINALDI, ROSSELLA;MAZZANTI, Marta
2012

Abstract

La Collezione Archeocarpologica si è costituita grazie alle attività di ricerca in ambito archeobotanico del nostro Laboratorio. Copre un arco di tempo che va dall’Età del Bronzo al Rinascimento e, pur incentrata sull’Emilia Romagna, ospita reperti di varie provenienze italiane e non. E’ noto che gli studi archeobotanici sono determinanti per la ricostruzione del paesaggio e per il rapporto uomo-piante, ma lo sono altrettanto per studiare la biodiversità del passato e comprendere e salvaguardare la biodiversità attuale. In particolare le indagini carpologiche rappresentano il mezzo per colmare lo hiatus fino al XVIII sec., quando si sviluppano ricerche floristiche/raccolte di erbario; i semi/frutti, se ben conservati, sono di solito riconducibili a una specie, testimoniandone la pregressa esistenza in una area circoscritta. Un esempio applicativo riguarda l’area di Modena, da sempre caratterizzata da una forte presenza di ambienti umidi fin dall’età classica. Dall’esame di 110.000 reperti di piante di ambiente umido, afferenti a oltre 100 taxa, dal Periodo Romano al Medioevo, e dal confronto con il censimento della flora attuale nella stessa area, è emerso che 8 specie sono ora assenti, 8 sono citate nelle vecchie flore e non più ritrovate, mentre 21 sono presenti ma minacciate/rarefatte (es. Baldellia ranunculoides, Cicuta virosa, Cladium mariscus, Eleocharis acicularis, Radiola linoides). Tali dati, insieme alle ricostruzioni paleoambientali dei siti di rinvenimento, sono alla base della possibilità di effettuare sagge opere di conservazione, ripristino/reintroduzione in residue aree umide del modenese. La Collezione Archeocarpologica, un oggetto museale nato dalla ricerca, continua così a svolgere una importante funzione applicativa.
Il Patrimonio Culturale dei Musei Scientifici
Firenze
14-16 Novembre 2012
Bosi, Giovanna; Benatti, Alessandra; Rinaldi, Rossella; Mazzanti, Marta
Dalla Collezione Archeocarpologica i ricordi della biodiversità del passato nell’area modenese: dati insoliti per il ripristino e la conservazione degli ambienti umidi / Bosi, Giovanna; Benatti, Alessandra; Rinaldi, Rossella; Mazzanti, Marta. - STAMPA. - \:(2012), pp. 52-52. ((Intervento presentato al convegno Il Patrimonio Culturale dei Musei Scientifici tenutosi a Firenze nel 14-16 Novembre 2012.
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