La coltivazione e domesticazione della vite è un argomento molto dibattuto in Italia (Forni, 2007; Mariotti Lippi e Mori Secci, 2007) e in tutta l’area mediterranea (Terral et al., 2010). Si ritiene che abbiano avuto inizio tra il VII e il IV millennio a.C. in un’area compresa tra il Mar Nero e l’Iran e che poi la vite sia stata diffusa dall’uomo nel resto dell’Oriente e in Europa centrale (ibidem). In Italia un primo areale di domesticazione è stato ipotizzato nell’Italia peninsulare (III-II millennio a.C.) e un secondo nella regione padano - veneta e nella parte della Toscana al margine settentrionale della penisola (I millennio a.C.) (Forni, 2007). Lo studio della coltivazione e domesticazione della vite si basa su dati provenienti da indagini archeologiche, fonti storiche, indagini archeobotaniche e recentemente anche da indagini di biologia molecolare. L’indagine archeobotanica si basa principalmente sullo studio dei vinaccioli. Il principale problema resta nella individuazione di metodi appropriati per la distinzione di varietà coltivate e selvatiche. Se sembra essere ancora problematica l’applicazione di tecniche di biologia molecolare (aDNA) ai reperti antichi (Manuen et al., 2003), Terral et al. (2010) hanno invece rivalutato i metodi archeometrici nello studio comparativo dei vinaccioli dei più importanti vitigni francesi e dei vinaccioli estratti in scavi archeologici in territorio francese. I dati archeobotanici provenienti dall’area veneta sono molto scarsi. Il nostro laboratorio ha avuto occasione di reperire vinaccioli in siti romani e preromani (Padova, Colli Euganei, Altino). In questo lavoro presentiamo i primi dati archeometrici emersi dallo studio di un elevato numero di vinaccioli dell’area archeologica di Montegrotto Terme (Colli Euganei, Padova). Il sito di via Neroniana frequentato sin dall’età del Bronzo, ha visto lo sviluppo di un importante insediamento romano imperiale e poi medievale. Dal riempimento naturale di una negativa del I a.C. – I d.C. (possibile canale di bonifica) sono stati estratti 51 vinaccioli, alcuni semi e polline di infestanti di coltivazioni ed anche polline di vite. Nell’insieme suggeriscono la presenza locale della vite e forse anche una sua coltivazione. Altri vinaccioli (1031) sono stati estratti da contesti antropici medievali che hanno rioccupato lo spazio dell’insediamento romano. Assieme a questi sono stati rinvenuti anche semi di piante infestanti. Le misure dei vinaccioli romani e di quelli medievali vengono confrontate tra loro e con le misure disponibili in letteratura di altri vinaccioli ritrovati nell’area veneta (Motella, 2002). I vinaccioli romani si distinguono da quelli medievali e sono simili a quelli preromani, riscontrati nella vicina Este. Questi elementi nell’insieme propongono la coltivazione della vite nei Colli Euganei nell’I a.C. – I d.C., finora mai documentata da reperti archeobotanici.

Prima coltivazione di vite nei Colli Euganei? Dati archeobotanci ed archeometrici / M., Maritan; Bosi, Giovanna; A., Miola. - STAMPA. - \:(2012), pp. 54-54. ((Intervento presentato al convegno VII Congresso Nazionale di Archeometria A.I.Ar. tenutosi a Modena nel 22-24 Febbraio 2012.

Prima coltivazione di vite nei Colli Euganei? Dati archeobotanci ed archeometrici

BOSI, Giovanna;
2012

Abstract

La coltivazione e domesticazione della vite è un argomento molto dibattuto in Italia (Forni, 2007; Mariotti Lippi e Mori Secci, 2007) e in tutta l’area mediterranea (Terral et al., 2010). Si ritiene che abbiano avuto inizio tra il VII e il IV millennio a.C. in un’area compresa tra il Mar Nero e l’Iran e che poi la vite sia stata diffusa dall’uomo nel resto dell’Oriente e in Europa centrale (ibidem). In Italia un primo areale di domesticazione è stato ipotizzato nell’Italia peninsulare (III-II millennio a.C.) e un secondo nella regione padano - veneta e nella parte della Toscana al margine settentrionale della penisola (I millennio a.C.) (Forni, 2007). Lo studio della coltivazione e domesticazione della vite si basa su dati provenienti da indagini archeologiche, fonti storiche, indagini archeobotaniche e recentemente anche da indagini di biologia molecolare. L’indagine archeobotanica si basa principalmente sullo studio dei vinaccioli. Il principale problema resta nella individuazione di metodi appropriati per la distinzione di varietà coltivate e selvatiche. Se sembra essere ancora problematica l’applicazione di tecniche di biologia molecolare (aDNA) ai reperti antichi (Manuen et al., 2003), Terral et al. (2010) hanno invece rivalutato i metodi archeometrici nello studio comparativo dei vinaccioli dei più importanti vitigni francesi e dei vinaccioli estratti in scavi archeologici in territorio francese. I dati archeobotanici provenienti dall’area veneta sono molto scarsi. Il nostro laboratorio ha avuto occasione di reperire vinaccioli in siti romani e preromani (Padova, Colli Euganei, Altino). In questo lavoro presentiamo i primi dati archeometrici emersi dallo studio di un elevato numero di vinaccioli dell’area archeologica di Montegrotto Terme (Colli Euganei, Padova). Il sito di via Neroniana frequentato sin dall’età del Bronzo, ha visto lo sviluppo di un importante insediamento romano imperiale e poi medievale. Dal riempimento naturale di una negativa del I a.C. – I d.C. (possibile canale di bonifica) sono stati estratti 51 vinaccioli, alcuni semi e polline di infestanti di coltivazioni ed anche polline di vite. Nell’insieme suggeriscono la presenza locale della vite e forse anche una sua coltivazione. Altri vinaccioli (1031) sono stati estratti da contesti antropici medievali che hanno rioccupato lo spazio dell’insediamento romano. Assieme a questi sono stati rinvenuti anche semi di piante infestanti. Le misure dei vinaccioli romani e di quelli medievali vengono confrontate tra loro e con le misure disponibili in letteratura di altri vinaccioli ritrovati nell’area veneta (Motella, 2002). I vinaccioli romani si distinguono da quelli medievali e sono simili a quelli preromani, riscontrati nella vicina Este. Questi elementi nell’insieme propongono la coltivazione della vite nei Colli Euganei nell’I a.C. – I d.C., finora mai documentata da reperti archeobotanici.
VII Congresso Nazionale di Archeometria A.I.Ar.
Modena
22-24 Febbraio 2012
M., Maritan; Bosi, Giovanna; A., Miola
Prima coltivazione di vite nei Colli Euganei? Dati archeobotanci ed archeometrici / M., Maritan; Bosi, Giovanna; A., Miola. - STAMPA. - \:(2012), pp. 54-54. ((Intervento presentato al convegno VII Congresso Nazionale di Archeometria A.I.Ar. tenutosi a Modena nel 22-24 Febbraio 2012.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11380/707547
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