Molte delle infezioni di origine parassitaria sia umana che animale sono orfane di farmaci di scelta per la mancanza di molecole efficaci verso questi patogeni. A tale proposito abbiamo voluto verificare se l’utilizzo di nanoparticelle modificate caricate con un farmaco aumentasse l’efficacia del principio attivo nei confronti di questi patogeni. Come modello sperimentale sono stati utilizzati parassiti del genere Cryptosporidum agenti eziologici di zoonosi e che infettano un gran numero di ospiti vertebrati, costituendo una delle cause più importanti di enteriti nell’uomo e negli animali, per i quali non esiste al giorno d’oggi una terapia efficace. E’ stata dimostrata precedentemente la capacità degli inibitori delle proteasi, e in particolare dell’Indinavir (IND), di ridurre l’infezione da Cryptosporidium in modelli sperimentali in vitro e in vivo. Tuttavia esistono limitazioni all’uso di questi inibitori, dovute all’alto grado di degradazione metabolica e alla grave tossicità riscontrata quando vengono usati a dosi elevate. Abbiamo usato nanoparticelle biodegradabili (Poly(D,L-lactide-co-glycolide, Np), come sistema capace di proteggere l’IND da un metabolismo intenso che porta ad una sua rapida degradazione. Inoltre, la successiva modifica della superficie delle Np mediante legame con un anticorpo policlonale specifico verso questo patogeno (Cryptosporidium), ha originato un sistema di delivery del farmaco altamente selettivo nei confronti del parassita. Le Np caricate con IND e modificate non hanno mostrato alcuna modificazione nè dimensionale nè nella carica superficiale, ma hanno esibito una elevata affinità verso il bersaglio. L’utilizzo delle NP così modificate e caricate con l’IND ha indotto una riduzione dell’infezione da Cryptosporidium tempo dipendente, così che dopo solo 96 ore di trattamento già si osserva una riduzione del 70% dei parassiti rispetto al controllo non trattato.

Sistema di veicolazione e rilascio di farmaci antiparassitari e loro uso in campo medico / Pozio, Edoardo; Ludovisi, Alessandra; Gómez Morales Maria, Angeles; Tosi, Giovanni; Ruozi, Barbara; Vandelli, Maria Angela. - .

Sistema di veicolazione e rilascio di farmaci antiparassitari e loro uso in campo medico

TOSI, Giovanni;RUOZI, Barbara;VANDELLI, Maria Angela

Abstract

Molte delle infezioni di origine parassitaria sia umana che animale sono orfane di farmaci di scelta per la mancanza di molecole efficaci verso questi patogeni. A tale proposito abbiamo voluto verificare se l’utilizzo di nanoparticelle modificate caricate con un farmaco aumentasse l’efficacia del principio attivo nei confronti di questi patogeni. Come modello sperimentale sono stati utilizzati parassiti del genere Cryptosporidum agenti eziologici di zoonosi e che infettano un gran numero di ospiti vertebrati, costituendo una delle cause più importanti di enteriti nell’uomo e negli animali, per i quali non esiste al giorno d’oggi una terapia efficace. E’ stata dimostrata precedentemente la capacità degli inibitori delle proteasi, e in particolare dell’Indinavir (IND), di ridurre l’infezione da Cryptosporidium in modelli sperimentali in vitro e in vivo. Tuttavia esistono limitazioni all’uso di questi inibitori, dovute all’alto grado di degradazione metabolica e alla grave tossicità riscontrata quando vengono usati a dosi elevate. Abbiamo usato nanoparticelle biodegradabili (Poly(D,L-lactide-co-glycolide, Np), come sistema capace di proteggere l’IND da un metabolismo intenso che porta ad una sua rapida degradazione. Inoltre, la successiva modifica della superficie delle Np mediante legame con un anticorpo policlonale specifico verso questo patogeno (Cryptosporidium), ha originato un sistema di delivery del farmaco altamente selettivo nei confronti del parassita. Le Np caricate con IND e modificate non hanno mostrato alcuna modificazione nè dimensionale nè nella carica superficiale, ma hanno esibito una elevata affinità verso il bersaglio. L’utilizzo delle NP così modificate e caricate con l’IND ha indotto una riduzione dell’infezione da Cryptosporidium tempo dipendente, così che dopo solo 96 ore di trattamento già si osserva una riduzione del 70% dei parassiti rispetto al controllo non trattato.
2009
Istituto Superiore di Sanità, Roma
RM2009A000673
Pozio, Edoardo; Ludovisi, Alessandra; Gómez Morales Maria, Angeles; Tosi, Giovanni; Ruozi, Barbara; Vandelli, Maria Angela
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11380/643283
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