PREMESSACapitolo IL’AVVIO DELLE RIFORMESOMMARIO: 1. Il Regolamento del 1740 - 2. Dopo Aquisgrana: gli assestamenti del sistema - 3. Il tribunale unico: contraddizioni e prospettiveCapitolo IILA CREAZIONE DEL SUPREMO CONSIGLIO DI GIUSTIZIA: CONSOLIDAMENTO DELLE COMPETENZE E CONTRASTI CON LA FEUDALITÀSOMMARIO: 1. Il chirografo istitutivo del Supremo Consiglio di Giustizia (21 ottobre 1761): a) qualche premessa; b) la separazione delle funzioni; c) le competenze; d) composizione e funzionamento - 2. Un avvio non facile: a) i componenti del Consiglio; b) incomprensioni e dissensi con la Segnatura; c) ingerenze ducali; d) l’uditore criminale - 3. Il nodo della giustizia penale: a) premessa; b) il modello milanese; c) i giudici feudali; d) aspetti politici della riforma; e) il chirografo del 12 settembre 1763 - 4. La reazione dei feudatari - 5. Una scelta di compromesso: il chirografo del 26 maggio 1767 - 6. Ancora problemi irrisolti: verso nuovi approdiCapitolo IIIL’ESPERIMENTO CRESCIMANNO E IL REGOLAMENTO DEL 1769SOMMARIO: 1. Un nuovo presidente: le ragioni e le traversie di una scelta - 2. Riforma di “governo” e tribunali: a) il progetto Crescimanno; b) la concentrazione del contenzioso; c) un momento di passaggio - 3. I lavori per il codice - 4. Il consultore di governo Tonani: a) i termini di un conflitto; b) la causa Rovatti-Bondigli; c) il processo Gabrielli; d) la causa Piella-Masieri; e) la partecipazione alle sessioni del Consiglio di Giustizia - 5. Dissensi e proposte: a) la commissione ristretta Crescimanno-Tonani-Cagnoli; b) il parere del senatore Muttoni - 6. Il nuovo regolamento per il Supremo Consiglio di Giustizia (2 aprile 1769): a) articolazione del testo normativo e ampliamento della “giudicatura”; b) il ruolo del presidente; c) l’aula civile; d) l’aula criminale; e) i giudici locali; f) i consiglieri; g) avvocato e sindaco fiscali; h) il segretario; i) i cancellieri - 7. Attività parallele: a) la deputazione per l’esame dei privilegi; b) manimorte e ammortizzazioni - 8. Qualche rilievo sulla giustizia penale - 9. Il licenziamento di CrescimannoCapitolo IVLA PRESIDENZA CAGNOLI:IL CODICE DEL 1771 E LE ULTIME RIFORME DI FRANCESCO IIISOMMARIO: 1. Gli uomini e il sistema: a) il personale giudiziario; b) incompatibilità e incompetenze, ricusazioni e destituzioni ; c) inefficienze e difetto di autonomia; d) il caso del foro militare privilegiato - 2. Il Codice del 1771: a) gli esiti del lavoro della deputazione; b) le norme relative al Supremo Consiglio di Giustizia; c) integrazioni e modifiche - 3. Motivi e interpretazioni: a) le premesse storiche; b) motivi e motivazioni; c) il dibattito sulla motivazione; d) l’attività interpretativa - 4. La giustizia penale dopo il Codice: a) inefficienza del sistema; b) prospettive di riforma - 5. Il Supremo Consiglio di Giustizia e la politica riformatrice di Francesco III: a) fedecommessi, manimorte, esenzioni; b) l’Università; c) le tasse generali dei tribunaliCapitolo VGLI ANNI DI ERCOLE III: IL DECLINO DELLA SUPREMA CORTE E L’ISTITUZIONE DELLA CONSULTASOMMARIO: 1. Il nuovo corso di Ercole III: a) il Piano di Governo; b) il nuovo regolamento del Supremo Consiglio di Giustizia (25 febbraio 1780); c) il personale giudicante - 2. Tra vecchi e nuovi problemi - 3. L’istituzione della Consulta ducale (16 ottobre 1785): a) la ridefinizione della suprema giudicatura; b) il “libro dei motivi”; c) le dichiarazioni interpretative e le “novellazioni” del CodiceEPILOGOAPPENDICI

Riforme e giustizia nel Settecento estense. Il Supremo Consiglio di Giustizia (1761-1796) / Tavilla, Carmelo Elio. - STAMPA. - (2000), pp. 1-563.

Riforme e giustizia nel Settecento estense. Il Supremo Consiglio di Giustizia (1761-1796)

TAVILLA, Carmelo Elio
2000

Abstract

PREMESSACapitolo IL’AVVIO DELLE RIFORMESOMMARIO: 1. Il Regolamento del 1740 - 2. Dopo Aquisgrana: gli assestamenti del sistema - 3. Il tribunale unico: contraddizioni e prospettiveCapitolo IILA CREAZIONE DEL SUPREMO CONSIGLIO DI GIUSTIZIA: CONSOLIDAMENTO DELLE COMPETENZE E CONTRASTI CON LA FEUDALITÀSOMMARIO: 1. Il chirografo istitutivo del Supremo Consiglio di Giustizia (21 ottobre 1761): a) qualche premessa; b) la separazione delle funzioni; c) le competenze; d) composizione e funzionamento - 2. Un avvio non facile: a) i componenti del Consiglio; b) incomprensioni e dissensi con la Segnatura; c) ingerenze ducali; d) l’uditore criminale - 3. Il nodo della giustizia penale: a) premessa; b) il modello milanese; c) i giudici feudali; d) aspetti politici della riforma; e) il chirografo del 12 settembre 1763 - 4. La reazione dei feudatari - 5. Una scelta di compromesso: il chirografo del 26 maggio 1767 - 6. Ancora problemi irrisolti: verso nuovi approdiCapitolo IIIL’ESPERIMENTO CRESCIMANNO E IL REGOLAMENTO DEL 1769SOMMARIO: 1. Un nuovo presidente: le ragioni e le traversie di una scelta - 2. Riforma di “governo” e tribunali: a) il progetto Crescimanno; b) la concentrazione del contenzioso; c) un momento di passaggio - 3. I lavori per il codice - 4. Il consultore di governo Tonani: a) i termini di un conflitto; b) la causa Rovatti-Bondigli; c) il processo Gabrielli; d) la causa Piella-Masieri; e) la partecipazione alle sessioni del Consiglio di Giustizia - 5. Dissensi e proposte: a) la commissione ristretta Crescimanno-Tonani-Cagnoli; b) il parere del senatore Muttoni - 6. Il nuovo regolamento per il Supremo Consiglio di Giustizia (2 aprile 1769): a) articolazione del testo normativo e ampliamento della “giudicatura”; b) il ruolo del presidente; c) l’aula civile; d) l’aula criminale; e) i giudici locali; f) i consiglieri; g) avvocato e sindaco fiscali; h) il segretario; i) i cancellieri - 7. Attività parallele: a) la deputazione per l’esame dei privilegi; b) manimorte e ammortizzazioni - 8. Qualche rilievo sulla giustizia penale - 9. Il licenziamento di CrescimannoCapitolo IVLA PRESIDENZA CAGNOLI:IL CODICE DEL 1771 E LE ULTIME RIFORME DI FRANCESCO IIISOMMARIO: 1. Gli uomini e il sistema: a) il personale giudiziario; b) incompatibilità e incompetenze, ricusazioni e destituzioni ; c) inefficienze e difetto di autonomia; d) il caso del foro militare privilegiato - 2. Il Codice del 1771: a) gli esiti del lavoro della deputazione; b) le norme relative al Supremo Consiglio di Giustizia; c) integrazioni e modifiche - 3. Motivi e interpretazioni: a) le premesse storiche; b) motivi e motivazioni; c) il dibattito sulla motivazione; d) l’attività interpretativa - 4. La giustizia penale dopo il Codice: a) inefficienza del sistema; b) prospettive di riforma - 5. Il Supremo Consiglio di Giustizia e la politica riformatrice di Francesco III: a) fedecommessi, manimorte, esenzioni; b) l’Università; c) le tasse generali dei tribunaliCapitolo VGLI ANNI DI ERCOLE III: IL DECLINO DELLA SUPREMA CORTE E L’ISTITUZIONE DELLA CONSULTASOMMARIO: 1. Il nuovo corso di Ercole III: a) il Piano di Governo; b) il nuovo regolamento del Supremo Consiglio di Giustizia (25 febbraio 1780); c) il personale giudicante - 2. Tra vecchi e nuovi problemi - 3. L’istituzione della Consulta ducale (16 ottobre 1785): a) la ridefinizione della suprema giudicatura; b) il “libro dei motivi”; c) le dichiarazioni interpretative e le “novellazioni” del CodiceEPILOGOAPPENDICI
9788814082863
Giuffrè
ITALIA
Riforme e giustizia nel Settecento estense. Il Supremo Consiglio di Giustizia (1761-1796) / Tavilla, Carmelo Elio. - STAMPA. - (2000), pp. 1-563.
Tavilla, Carmelo Elio
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