Lo studio interdisciplinare palinologico e archeologico del sito di San Vincenzo-Stromboli (Isole Eolie, Sicilia; Fig. 1) ha fornito importanti evidenze delle trasformazioni ambientali dell’isola in prospettiva diacronica, testimoniando inoltre la lunga relazione tra l’ambiente naturale e i suoi abitanti. Stromboli è un vulcano attivo che è stato abitato – non continuativamente – negli ultimi 6 millenni. L’indagine palinologica condotta su 60 campioni del principale insediamento dell’isola, situato su un vasto pianoro alle pendici nordorientali del vulcano, ha permesso la ricostruzione paleoambientale in un peculiare contesto dove non si sono conservati altri reperti vegetali. I dati per una dettagliata ricostruzione diacronica del paesaggio vegetale dell’isola sono stati ottenuti da 23 campioni (38% di quelli analizzati), datati dalle fasi pre-insediative fino all’età moderna. La copertura arborea risulta poco estesa per tutto l’arco temporale studiato: querceto misto (Quercus decidue, Ostrya, Corylus, Fraxinus) e arbusti mediterranei (Olea, Juniperus tipo) sono poco rappresentati negli spettri, mentre prevalgono ambienti aperti dominati da Poaceae e Asteraceae. Ambienti umidi sono testimoniati, seppure con fluttuazioni, da alberi igrofili (in prevalenza Salix), limno-telmatofite (soprattutto Cyperaceae, Phragmites, Typha/Sparganium emersum tipo) e idrofite (Lemna e Nymphaea alba tipo). Marcati sono gli indicatori di ambienti antropici. Mentre aree pascolate sembrano essere state presenti nell’isola sin dalla prima occupazione umana (tardo Neolitico), le prime attestazioni di pratiche agricole – inclusa la cerealicoltura – risalgono all’età del bronzo (XVIII-XV secolo a.C.). Pratiche cerealicole e viticoltura sono documentate nel periodo tardo-medievale (XII-XIV secolo d.C.), quando si registra anche la comparsa dell’associazione Erico arboreae – Quercetum ilicis che caratterizza l’ambiente vegetale attuale di Stromboli. Tale associazione si sviluppa su suoli di natura silicea o fortemente lisciviati in bioclimi da mesoa supramediterranei, e la sua comparsa nell’isola può essere legata a un cambiamento ambientale conseguente all’aumentata attività vulcanica. Gli spettri più recenti mostrano un lieve incremento nella copertura arborea, probabilmente da attribuire alla riduzione della presenza antropica nell’isola. Le variazioni nella copertura vegetale locale documentate dalle analisi polliniche di San Vincenzo-Stromboli sono concordi con i cambiamenti ambientali registrati nelle principali biostratigrafie di riferimento per il Mediterraneo centrale (e.g., Lago di Pergusa in Sicilia). La conoscenza delle trasformazioni ambientali dell’isola è fondamentale per elaborare una strategia per la tutela della biodiversità basata sull’interconnessione di habitat naturali ad alta valenza ambientale con gli elementi antropici che ne caratterizzano il paesaggio tipicamente mediterraneo.

Palinologia del sito di San Vincenzo-Stromboli (Eolie): una prospettiva di lungo termine sulle trasformazioni ambientali di un’isola mediterranea / Florenzano, A.; Mercuri, A. M.; Clo', E.; Rattighieri, E.; Levi, S. T.. - (2020), p. 161. ((Intervento presentato al convegno 115° Congresso S.B.I. tenutosi a Online nel 9 – 11 settembre 2020.

Palinologia del sito di San Vincenzo-Stromboli (Eolie): una prospettiva di lungo termine sulle trasformazioni ambientali di un’isola mediterranea

Florenzano A.;Mercuri A. M.;Clo' E.;Rattighieri E.;Levi S. T.
2020

Abstract

Lo studio interdisciplinare palinologico e archeologico del sito di San Vincenzo-Stromboli (Isole Eolie, Sicilia; Fig. 1) ha fornito importanti evidenze delle trasformazioni ambientali dell’isola in prospettiva diacronica, testimoniando inoltre la lunga relazione tra l’ambiente naturale e i suoi abitanti. Stromboli è un vulcano attivo che è stato abitato – non continuativamente – negli ultimi 6 millenni. L’indagine palinologica condotta su 60 campioni del principale insediamento dell’isola, situato su un vasto pianoro alle pendici nordorientali del vulcano, ha permesso la ricostruzione paleoambientale in un peculiare contesto dove non si sono conservati altri reperti vegetali. I dati per una dettagliata ricostruzione diacronica del paesaggio vegetale dell’isola sono stati ottenuti da 23 campioni (38% di quelli analizzati), datati dalle fasi pre-insediative fino all’età moderna. La copertura arborea risulta poco estesa per tutto l’arco temporale studiato: querceto misto (Quercus decidue, Ostrya, Corylus, Fraxinus) e arbusti mediterranei (Olea, Juniperus tipo) sono poco rappresentati negli spettri, mentre prevalgono ambienti aperti dominati da Poaceae e Asteraceae. Ambienti umidi sono testimoniati, seppure con fluttuazioni, da alberi igrofili (in prevalenza Salix), limno-telmatofite (soprattutto Cyperaceae, Phragmites, Typha/Sparganium emersum tipo) e idrofite (Lemna e Nymphaea alba tipo). Marcati sono gli indicatori di ambienti antropici. Mentre aree pascolate sembrano essere state presenti nell’isola sin dalla prima occupazione umana (tardo Neolitico), le prime attestazioni di pratiche agricole – inclusa la cerealicoltura – risalgono all’età del bronzo (XVIII-XV secolo a.C.). Pratiche cerealicole e viticoltura sono documentate nel periodo tardo-medievale (XII-XIV secolo d.C.), quando si registra anche la comparsa dell’associazione Erico arboreae – Quercetum ilicis che caratterizza l’ambiente vegetale attuale di Stromboli. Tale associazione si sviluppa su suoli di natura silicea o fortemente lisciviati in bioclimi da mesoa supramediterranei, e la sua comparsa nell’isola può essere legata a un cambiamento ambientale conseguente all’aumentata attività vulcanica. Gli spettri più recenti mostrano un lieve incremento nella copertura arborea, probabilmente da attribuire alla riduzione della presenza antropica nell’isola. Le variazioni nella copertura vegetale locale documentate dalle analisi polliniche di San Vincenzo-Stromboli sono concordi con i cambiamenti ambientali registrati nelle principali biostratigrafie di riferimento per il Mediterraneo centrale (e.g., Lago di Pergusa in Sicilia). La conoscenza delle trasformazioni ambientali dell’isola è fondamentale per elaborare una strategia per la tutela della biodiversità basata sull’interconnessione di habitat naturali ad alta valenza ambientale con gli elementi antropici che ne caratterizzano il paesaggio tipicamente mediterraneo.
115° Congresso S.B.I.
Online
9 – 11 settembre 2020
Florenzano, A.; Mercuri, A. M.; Clo', E.; Rattighieri, E.; Levi, S. T.
Palinologia del sito di San Vincenzo-Stromboli (Eolie): una prospettiva di lungo termine sulle trasformazioni ambientali di un’isola mediterranea / Florenzano, A.; Mercuri, A. M.; Clo', E.; Rattighieri, E.; Levi, S. T.. - (2020), p. 161. ((Intervento presentato al convegno 115° Congresso S.B.I. tenutosi a Online nel 9 – 11 settembre 2020.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11380/1210028
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