Le migrazioni di popolazioni mettono necessariamente diversi gruppi etnico-culturali in contatto tra loro e implicano processi "acculturativi", ovvero dinamiche di cambiamento degli atteggiamenti e dei comportamenti che coinvolgono tanto i gruppi etnici minoritari quanto le società che li accolgono (Berry, 2001). Diversi studi hanno evidenziato, sia tra gli immigrati sia tra gli autoctoni, la tendenza a preferire strategie acculturative di tipo integrativo o biculturale e come una buona corrispondenza tra gli orientamenti espressi dai diversi gruppi si traduca in una migliore qualità delle relazioni intergruppi (Bourhis et al., 1997). Questi risultati sono in accordo con l'ipotesi del contatto formulata da Allport (1954), per cui la riduzione del pregiudizio non è semplicemente legata al contatto in sé, ma a sue particolari condizioni: ad esempio, attività cooperative, relazioni personalizzate, supporto istituzionale, equità di status (Molina et al., 2004).Sulla base di queste premesse, abbiamo studiato l’orientamento acculturativo e l’atteggiamento nei confronti dei gruppi etnici diversi dal proprio in un campione di 169 ragazzi/e (età 13-17 anni) appartenenti a 12 squadre di calcio e pallavolo giovanili della provincia di Reggio Emilia. Per la ricerca è stato utilizzato un questionario autocompilato in cui venivano rilevate diverse informazioni rispetto al proprio atteggiamento e alla propria esperienza (ad esempio, il clima di squadra, lo stile di conduzione dell’allenatore, il livello di autostima, l’identificazione etnica, l’atteggiamento verso gli outgroup e il pregiudizio).L’analisi dei dati ha confermato l’importante contributo positivo dell’interdipendenza cooperativa e della personalizzazione delle relazioni intergruppi ai fini del miglioramento dell’atteggiamento nei confronti degli outgroup. In particolare, è l’ambiente pallavolistico a presentare una distintività positiva su molte delle variabili considerate, soprattutto in relazione a quelle correlate con la misura del pregiudizio. Le giocatrici di pallavolo sono più cooperative ed orientate agli outgroup rispetto ai colleghi calciatori, si sentono più stimate, comprese dalla propria squadra ed identificate con essa. Coerentemente alla rilevazione di queste differenze, emerge da parte loro un minor livello di pregiudizio ed atteggiamenti più favorevoli nei confronti dei diversi gruppi etnici.

Sport e riduzione del pregiudizio: uno studio sul contatto interculturale e l’atteggiamento interetnico in squadre giovanili a Reggio Emilia / Giovannini, Dino; Pintus, Andrea; E., Corradini. - STAMPA. - 1:(2007), pp. 136-136. (Intervento presentato al convegno La prevenzione nella scuola e nella comunita' tenutosi a Padova nel 28-30 giugno).

Sport e riduzione del pregiudizio: uno studio sul contatto interculturale e l’atteggiamento interetnico in squadre giovanili a Reggio Emilia

GIOVANNINI, Dino;PINTUS, Andrea;
2007

Abstract

Le migrazioni di popolazioni mettono necessariamente diversi gruppi etnico-culturali in contatto tra loro e implicano processi "acculturativi", ovvero dinamiche di cambiamento degli atteggiamenti e dei comportamenti che coinvolgono tanto i gruppi etnici minoritari quanto le società che li accolgono (Berry, 2001). Diversi studi hanno evidenziato, sia tra gli immigrati sia tra gli autoctoni, la tendenza a preferire strategie acculturative di tipo integrativo o biculturale e come una buona corrispondenza tra gli orientamenti espressi dai diversi gruppi si traduca in una migliore qualità delle relazioni intergruppi (Bourhis et al., 1997). Questi risultati sono in accordo con l'ipotesi del contatto formulata da Allport (1954), per cui la riduzione del pregiudizio non è semplicemente legata al contatto in sé, ma a sue particolari condizioni: ad esempio, attività cooperative, relazioni personalizzate, supporto istituzionale, equità di status (Molina et al., 2004).Sulla base di queste premesse, abbiamo studiato l’orientamento acculturativo e l’atteggiamento nei confronti dei gruppi etnici diversi dal proprio in un campione di 169 ragazzi/e (età 13-17 anni) appartenenti a 12 squadre di calcio e pallavolo giovanili della provincia di Reggio Emilia. Per la ricerca è stato utilizzato un questionario autocompilato in cui venivano rilevate diverse informazioni rispetto al proprio atteggiamento e alla propria esperienza (ad esempio, il clima di squadra, lo stile di conduzione dell’allenatore, il livello di autostima, l’identificazione etnica, l’atteggiamento verso gli outgroup e il pregiudizio).L’analisi dei dati ha confermato l’importante contributo positivo dell’interdipendenza cooperativa e della personalizzazione delle relazioni intergruppi ai fini del miglioramento dell’atteggiamento nei confronti degli outgroup. In particolare, è l’ambiente pallavolistico a presentare una distintività positiva su molte delle variabili considerate, soprattutto in relazione a quelle correlate con la misura del pregiudizio. Le giocatrici di pallavolo sono più cooperative ed orientate agli outgroup rispetto ai colleghi calciatori, si sentono più stimate, comprese dalla propria squadra ed identificate con essa. Coerentemente alla rilevazione di queste differenze, emerge da parte loro un minor livello di pregiudizio ed atteggiamenti più favorevoli nei confronti dei diversi gruppi etnici.
2007
La prevenzione nella scuola e nella comunita'
Padova
28-30 giugno
Giovannini, Dino; Pintus, Andrea; E., Corradini
Sport e riduzione del pregiudizio: uno studio sul contatto interculturale e l’atteggiamento interetnico in squadre giovanili a Reggio Emilia / Giovannini, Dino; Pintus, Andrea; E., Corradini. - STAMPA. - 1:(2007), pp. 136-136. (Intervento presentato al convegno La prevenzione nella scuola e nella comunita' tenutosi a Padova nel 28-30 giugno).
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